La Macedonia del Nord ha convocato l’ambasciatore bulgaro a Skopje dopo la pubblicazione di una nota diplomatica contenente dettagli riguardanti un viaggio privato in Bulgaria della moglie e del figlio minorenne del primo ministro Hristijan Mickoski, aprendo una nuova disputa tra i due Paesi.

Il ministro degli Esteri macedone Timčo Mucunski ha dichiarato che l’ambasciatore bulgaro è stato convocato presso il ministero degli Esteri il 23 giugno, dove la Macedonia del Nord ha espresso “un alto grado di insoddisfazione” e ha richiesto sia una spiegazione sia un’indagine approfondita su come il documento sia diventato pubblico.

Secondo Mucunski, Skopje ha inoltre informato della vicenda i rappresentanti dei propri partner strategici e della NATO, descrivendo l’accaduto come inaccettabile nelle relazioni bilaterali e particolarmente preoccupante perché riguardava i familiari di un alto esponente istituzionale.

“Per noi questo è un modo inaccettabile di interagire, soprattutto quando riguarda gli spostamenti dei familiari di funzionari pubblici. La sicurezza è la prima priorità”, ha dichiarato Mucunski, aggiungendo che dignitari stranieri e le loro famiglie viaggiano regolarmente attraverso la Macedonia del Nord, anche per motivi privati, senza che documenti di questo tipo vengano mai resi pubblici.

Il ministro ha affermato che la diffusione del documento desta preoccupazione non solo per la violazione delle consuetudini diplomatiche, ma anche perché dati personali relativi alla moglie e al figlio minorenne di Mickoski sono comparsi nello spazio pubblico.

La controversia ruota attorno a una fotografia pubblicata su Facebook che mostrava quella che è stata presentata come una nota diplomatica inviata dall’ambasciata della Macedonia del Nord a Sofia. Secondo quanto riportato, il documento avrebbe richiesto l’organizzazione di un corridoio di transito per la moglie e il figlio di Mickoski, recatisi all’inizio dell’anno nella località sciistica bulgara di Pamporovo, e, se possibile, una scorta della polizia per tutta la durata del soggiorno.

Secondo le ricostruzioni disponibili, la nota conteneva inoltre gli orari approssimativi degli attraversamenti di frontiera, le identità degli agenti incaricati della sicurezza della famiglia, i veicoli utilizzati, i dispositivi di comunicazione e le armi trasportate dalla squadra di scorta.

Mickoski ha definito la pubblicazione del documento una “radicalizzazione” dei rapporti tra i due Paesi. Non ha accusato direttamente le istituzioni bulgare di aver fatto trapelare il documento, ma ha dichiarato che, se informazioni di questo tipo fossero provenute dal ministero degli Esteri macedone e avessero riguardato la famiglia di un rappresentante straniero, il suo primo passo sarebbe stato quello di presentare delle scuse.

Ha inoltre fatto riferimento al recente attacco incendiario contro veicoli diplomatici bulgari parcheggiati davanti all’ambasciata della Bulgaria a Skopje, sottolineando che le istituzioni macedoni hanno agito “il più rapidamente possibile” e che lui stesso e il viceministro degli Esteri hanno immediatamente stabilito contatti con i rappresentanti bulgari.

Attacco incendiario contro le auto dell’ambasciata bulgara a Skopje: crescono le tensioni diplomatiche

Il ministero degli Esteri bulgaro, tuttavia, ha negato di aver diffuso la nota diplomatica o qualsiasi altra comunicazione ufficiale relativa alla visita dei familiari di un funzionario straniero.

In una dichiarazione, Sofia ha affermato che le informazioni circolate pubblicamente riguardavano una nota verbale datata 6 gennaio 2026 e relativa a eventi ormai conclusi da tempo. Ha aggiunto che il materiale non può essere utilizzato come base per sostenere l’esistenza di una minaccia immediata alla sicurezza dei cittadini bulgari o di altri Paesi.

Il ministero ha inoltre sottolineato di attribuire “particolare importanza” alla protezione della corrispondenza diplomatica e di rispettare rigorosamente le norme e le prassi internazionali consolidate in materia.

La disputa si inserisce anche nel quadro delle più ampie tensioni politiche tra i due Paesi riguardo al processo di adesione della Macedonia del Nord all’Unione europea.

Mucunski ha dichiarato che nell’ultimo mese i contatti con i funzionari bulgari sono aumentati e ha definito questo sviluppo positivo, sostenendo che gli Stati vicini debbano mantenere il dialogo anche quando le relazioni sono difficili.

Ha definito utile il proprio incontro con la ministra degli Esteri bulgara Velislava Petrova, così come i colloqui tra la presidente macedone Gordana Siljanovska-Davkova e la presidente bulgara Iliana Iotova, oltre agli altri contatti avvenuti a livello parlamentare.

Allo stesso tempo, ha affermato che la questione centrale dei colloqui resta quella che Skopje considera la presenza di ostacoli lungo il proprio percorso europeo.

Secondo Mucunski, le due parti continuano ad avere posizioni fondamentalmente diverse sugli obblighi della Macedonia del Nord nel processo di adesione e Skopje cerca garanzie affinché il Paese non venga coinvolto in un processo permanente di “bilateralizzazione”.

“Questo è esattamente il problema di cui parliamo da molto tempo”, ha dichiarato, sostenendo che anche qualora venissero approvate modifiche costituzionali e un piano d’azione, il Paese potrebbe ritrovarsi ad affrontare la stessa disputa nuovamente nel giro di poche settimane. La parte bulgara respinge la definizione della questione come un blocco bilaterale.

Il percorso europeo della Macedonia del Nord è stato subordinato al rispetto di precise condizioni: le conclusioni del Consiglio dell’Unione europea del luglio 2022, raggiunte durante la Presidenza francese, costituiscono la tabella di marcia complessiva per l’adesione del Paese.

Sia l’Accordo di Prespa con la Grecia sia il Trattato di amicizia, buon vicinato e cooperazione firmato con la Bulgaria nel 2017 sono esplicitamente integrati nel Quadro negoziale adottato il 18 luglio 2022 e operativo dalla prima Conferenza intergovernativa del giorno successivo.

Tali impegni includono misure contro i discorsi d’odio, il processo di riconciliazione storica e la riabilitazione delle vittime del periodo comunista.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

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