Il capo del Dipartimento consolare del ministero degli Esteri russo Aleksej Klimov ha minacciato la Polonia che Mosca risponderà con “misure di ritorsione particolarmente dolorose” a qualsiasi azione contro le sue rappresentanze diplomatiche a Varsavia.

In un’intervista all’agenzia statale RIA Novosti, Klimov ha precisato che l’avvertimento riguarda anche l’eventuale chiusura del consolato di Danzica, operativo dalla seconda metà degli anni Cinquanta.

“Le rivendicazioni polacche sulle proprietà diplomatiche russe sono ben note”, ha dichiarato, aggiungendo che eventuali contromisure russe saranno “particolarmente dolorose”. Secondo il funzionario, Varsavia sarebbe perfettamente consapevole delle possibili conseguenze, mentre le dichiarazioni provenienti da Danzica avrebbero soprattutto una funzione di politica interna.

Klimov ha inoltre rilanciato la narrativa storica del Cremlino, sostenendo che la presenza consolare russa a Danzica risalirebbe all’epoca di Pietro il Grande e che la Russia avrebbe posseduto immobili nella città ben prima della Seconda guerra mondiale. Ha poi richiamato la lettura storica secondo cui, grazie alle decisioni sovietiche, Danzica sarebbe entrata a far parte dello Stato polacco ricostituito sotto l’influenza dell’URSS.

Nel novembre dello scorso anno, il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha revocato l’autorizzazione all’ultimo consolato russo ancora attivo in Polonia, quello di Danzica. La decisione è stata una risposta agli atti di sabotaggio contro infrastrutture ferroviarie polacche attribuiti ai servizi russi. Varsavia ha tuttavia ribadito di non voler interrompere le relazioni diplomatiche con Mosca.

La Russia ha respinto la misura, continuando a rivendicare la proprietà dell’edificio. La Polonia sostiene invece che la villa di via Batorego 13 e 15 appartenga al Tesoro dello Stato. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha definito la decisione polacca “priva di qualsiasi logica e buon senso”.

La vicesindaca di Danzica Emilia Lodzińska ha annunciato che, in assenza di collaborazione da parte russa, il Comune procederà per via legale, rivolgendosi alla Procura generale per ottenere la restituzione immediata dell’immobile. Nel frattempo, le autorità russe continuano a negare l’accesso ai funzionari polacchi all’ex sede consolare e rifiutano qualsiasi pagamento per l’occupazione prolungata della struttura.

“Le procedure di recupero crediti sono già in corso. È stato avviato l’iter esecutivo tramite ufficiale giudiziario per il recupero delle somme dovute all’occupazione illegittima”, ha dichiarato Daniel Stenzel, portavoce della sindaca Aleksandra Dulkiewicz, a Onet. Il debito stimato ammonterebbe a 2.224.963,88 złoty, circa 520mila euro.

“Dai registri immobiliari risulta in modo inequivocabile che la proprietà in via Batorego 13 e 15 appartiene al Tesoro dello Stato. Le pretese russe non hanno alcun fondamento giuridico e non trovano riscontro nella documentazione ufficiale”, ha ribadito la vicesindaca Lodzińska in un’intervista a Onet.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

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