Code alle stazioni di servizio, limiti di vendita e un sistema di buoni: è questa oggi la quotidianità degli abitanti della Crimea occupata. Si tratta delle conseguenze degli attacchi ucraini alla logistica e alle infrastrutture energetiche russe, che stanno interrompendo le forniture di carburante alla penisola.

A Sebastopoli, città occupata dalla Russia, è stato introdotto un sistema di razionamento del carburante basato su codici QR in quantità limitata. Il carburante può essere acquistato solo da chi possiede un codice valido. Negli ultimi due giorni, la quota di codici disponibili è stata esaurita prima che arrivasse sera.

Il sindaco di Sebastopoli, nominato da Mosca, Mikhail Razvozhayev, ha dichiarato su Telegram che non sono arrivate nuove forniture di carburante in città. “Non ha senso mettersi in coda”, ha scritto ai residenti. Ha aggiunto che hanno priorità i servizi comunali, i mezzi di emergenza, l’esercito e i trasporti pubblici.

I problemi di approvvigionamento vanno avanti da diverse settimane. Le autorità della Crimea avevano già introdotto un sistema di buoni carburante e un limite di vendita di 20 litri per veicolo. Alle stazioni di servizio si formano lunghe code e l’acquisto è regolato tramite codici QR collegati alle targhe dei veicoli.

Le autorità russe attribuiscono la carenza soprattutto agli attacchi sulle rotte di rifornimento verso la Crimea, ai problemi nel trasporto dei camion cisterna e alle interruzioni lungo la Russia meridionale e lo stretto di Kerch. La situazione è aggravata anche dagli attacchi ucraini contro raffinerie e infrastrutture energetiche nel territorio russo.

L’Ucraina amplia la campagna di attacchi a lungo raggio

L’Ucraina continua gli attacchi con droni contro obiettivi situati a centinaia di chilometri dal fronte. La scorsa notte la difesa aerea russa ha abbattuto droni ucraini proprio sopra Sebastopoli, principale base della Flotta russa del Mar Nero.

“Le nostre forze armate, l’aviazione, la difesa aerea e i gruppi mobili di fuoco hanno respinto due massicci attacchi delle forze armate ucraine durante la notte. Sono stati abbattuti 33 velivoli senza pilota”, ha dichiarato il sindaco della città.

Le forze ucraine colpiscono anche le infrastrutture logistiche che collegano la Russia alla Crimea. Negli ultimi giorni sono stati presi di mira, tra gli altri, un ponte nella regione occupata di Kherson e il porto di Mariupol, che secondo la parte ucraina è stato parzialmente privato di energia.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha sottolineato che la campagna contro le retrovie militari russe sta producendo effetti concreti. “La scorsa notte i droni ucraini FP-5 Flamingo hanno colpito uno stabilimento militare a Cheboksary che rifornisce l’esercito occupante di componenti per droni e missili. Grazie alle Forze armate ucraine per la loro precisione”, ha scritto su X.

Il leader ucraino ha inoltre riferito dell’attacco alla raffineria di Kujbyšev nella regione di Samara, a oltre 900 chilometri dal fronte, e a due impianti energetici nella regione di Vladimir. Secondo Zelensky, queste azioni fanno parte di una strategia volta a ridurre la capacità logistica e finanziaria della Russia.

Incendi vicino alle raffinerie russe

Questa mattina le autorità del territorio di Krasnodar hanno segnalato un incendio nei pressi della raffineria di Afipskij. Secondo le autorità russe, le fiamme sarebbero divampate a causa della caduta di detriti di droni abbattuti durante un attacco ucraino. Nella stessa regione si trovano anche altri importanti impianti di raffinazione, tra cui la raffineria di Ilskij.

Da mesi l’Ucraina sta ampliando sistematicamente la portata dei propri droni e missili, colpendo raffinerie, depositi di carburante e impianti che producono componenti per l’esercito russo. Secondo Kiev, queste operazioni mirano a ridurre la capacità della Russia di finanziare la guerra e a ostacolare il rifornimento delle truppe nei territori occupati.

Le autorità russe ammettono nel frattempo che i problemi logistici stanno iniziando a incidere sulla vita quotidiana dei residenti della Crimea. Anche se nei negozi non si osservano segni di panico, le restrizioni sulla vendita di carburante e le difficoltà nelle forniture mostrano come gli attacchi ucraini stiano influenzando sempre più il funzionamento della penisola occupata.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

, , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *