Si prevede che domani (17 ottobre) centinaia di migliaia di manifestanti scendano in piazza in tutta la Francia. Agli studenti delle scuole superiori e agli universitari, si uniranno gli attivisti dei Gilet gialli e i sindacati in una giornata nazionale di mobilitazione contro l’aumento del costo della vita. A Parigi, la prefettura di polizia ha vietato il principale percorso annunciato dagli organizzatori studenteschi verso Place de la Concorde, costringendo a modificare all’ultimo momento i cortei nella capitale.

La convergenza segna una significativa escalation di un movimento studentesco iniziato quasi un mese fa per protestare contro la carenza di insegnanti, il sovraffollamento delle classi e il deterioramento delle strutture scolastiche. Quello che era iniziato come una serie di blocchi locali nelle periferie più povere di Parigi si è trasformato in una contestazione più ampia delle politiche economiche del governo.

Gli organizzatori prevedono tra le 200 e le 300 azioni distinte in tutto il Paese, tra cui blocchi di rotatorie, depositi di carburante e arterie stradali principali. Nella capitale è previsto un corteo con lo slogan “Gilet gialli e giovani” tra l’Opéra e la Bastiglia, mentre i gruppi studenteschi avevano inizialmente previsto di marciare da Place de la République a Place de la Concorde. Il prefetto di polizia di Parigi, Patrice Faure, ha emesso ieri (15 ottobre) un’ordinanza di divieto per quest’ultimo percorso, proponendo itinerari alternativi. Non sono stati annunciati importanti scioperi dei trasporti pubblici, anche se resta alta l’allerta lungo i percorsi previsti, che attraverseranno la città da nord-ovest a sud-est.

Il primo ministro Sébastien Lecornu ha descritto le proteste in termini molto netti. Parlando questa settimana, ha sostenuto che la rabbia degli studenti viene sfruttata politicamente mentre aumentano le tensioni in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno. Ha affermato che le manifestazioni non costituiscono più un movimento esclusivamente studentesco, ma stanno scivolando verso la “violenza urbana”, sullo sfondo di una situazione di crisi permanente, guerra e inflazione. La portavoce del governo, Maud Bregeon, ha fatto eco all’avvertimento, sottolineando che il presidente Emmanuel Macron riconosce le legittime preoccupazioni dei giovani, ma sostiene che queste vengano trasformate in scene di disordine inaccettabili.

Dall’inizio delle proteste, più di 6.800 persone, l’86% delle quali minorenni, sono state fermate dalla polizia e l’organo di controllo delle forze dell’ordine IGPN ha aperto 36 indagini. Le autorità indicano nella retorica radicale online e negli appelli a “bloccare tutto” motivi di particolare preoccupazione, dopo precedenti incidenti nei quali uno studente di 15 anni ha perso un braccio in seguito all’esplosione di una granata stordente nelle vicinanze.

Echi storici e accuse politiche

La data della mobilitazione ha un forte valore simbolico. La protesta di domani coincide con l’anniversario delle manifestazioni dei Gilet gialli, che a partire dal 2018 paralizzarono la Francia per oltre un anno. Quelle proteste, inizialmente scatenate dall’aumento dei prezzi dei carburanti, si trasformarono in uno dei movimenti sociali più longevi della storia francese moderna e lasciarono un’impronta duratura sulla politica del Paese.

Alcune figure di spicco dei Gilet gialli sono tornate in prima linea. Jérôme Rodrigues, uno dei principali attivisti, rimasto ferito durante le precedenti proteste, ha invitato su Instagram alla partecipazione, dichiarando che le manifestazioni danno voce a chi “vuole poter vivere dignitosamente, non dover più contare ogni centesimo e non dover più scegliere tra mangiare e guidare”. Ha aggiunto che “la rabbia non ha un partito politico. Un frigorifero vuoto non ha un partito politico”. Altri veterani del movimento, tra cui Maxime Nicolle, hanno invitato gli adulti a formare cordoni umani tra i giovani manifestanti e le forze di sicurezza.

Il governo e i servizi di intelligence hanno accusato il partito della sinistra radicale La France Insoumise (LFI | Left), guidato da Jean-Luc Mélenchon, di alimentare le proteste per ottenere vantaggi elettorali. I dirigenti del partito respingono categoricamente l’accusa. Nel frattempo, ieri i rappresentanti degli studenti hanno incontrato funzionari del ministero dell’Istruzione. Il governo ha recentemente annunciato l’impiego di 3.000 insegnanti supplenti e altre misure d’emergenza, ma i sindacati studenteschi le hanno giudicate insufficienti.

Le loro richieste iniziali riguardavano un investimento di 10 miliardi di euro nell’istruzione, una migliore manutenzione degli edifici e classi meno numerose. Queste rivendicazioni si sono successivamente fuse con proteste più ampie contro l’aumento vertiginoso dei costi di carburante, alimentari e abitazioni, il blocco dei salari nel settore pubblico e le misure di austerità contenute nell’ultima legge di bilancio.

Nella giornata di martedì (13 ottobre), il movimento studentesco ha organizzato quella che gli organizzatori hanno definito “Act V”. Le stime sull’affluenza sono state molto divergenti: i sindacati degli studenti e degli studenti delle scuole superiori hanno parlato di 480.000 partecipanti in tutto il Paese, mentre il ministero dell’Interno ne ha conteggiati 161.500. L’attivista ambientalista Greta Thunberg è comparsa davanti a una scuola superiore nella periferia parigina di Saint-Denis per esprimere solidarietà, definendo gli studenti francesi un’ispirazione per la comunità internazionale.

Nella sola regione parigina, le autorità hanno registrato disagi in circa 90 dei 468 licei pubblici. Il ministero dell’Istruzione ha smesso di pubblicare dati dettagliati sui blocchi e ora comunica soltanto il numero degli istituti completamente chiusi, che quel giorno erano 214.

Un Paese sotto pressione

La Francia si avvicina a questo fine settimana di proteste sotto una pressione crescente. Sei primi ministri si sono succeduti negli ultimi cinque anni. Il debito pubblico rimane una delle principali preoccupazioni dei governi che si sono succeduti, mentre i costi di finanziamento restano elevati e l’Assemblea nazionale è profondamente frammentata. Le pressioni sul costo della vita continuano a pesare sulle famiglie, anche se l’inflazione è in calo rispetto ai picchi precedenti.

La rinascita dei Gilet gialli, unita alla mobilitazione studentesca e al sostegno dei sindacati, ha creato una coalizione insolitamente ampia. Anche i vigili del fuoco e i partiti di sinistra hanno aderito agli appelli per le manifestazioni di sabato.

Le forze di sicurezza si stanno preparando a possibili disordini in diverse città che nelle settimane precedenti hanno assistito a episodi di violenza, tra cui Parigi, Marsiglia, Nantes e Tolosa. Centinaia di persone sono già rimaste ferite negli scontri precedenti: tra queste, più di 215 studenti e 85 membri del personale scolastico, mentre centinaia di arresti sono stati effettuati durante le giornate di maggiore tensione.

La maggior parte dei blocchi studenteschi rimane pacifica, ma il ricordo dei cassonetti incendiati, dei lanci di oggetti e dell’uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua da parte della polizia continua ad alimentare la reciproca diffidenza.

Gli organizzatori insistono sul fatto che le manifestazioni rappresentano cittadini comuni che chiedono la possibilità di vivere con dignità. Il governo ribatte che rivendicazioni legittime rischiano di essere strumentalizzate e trasformate in qualcosa di più pericoloso.

Foto di Gabriele Cavalleri.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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