La Lega, come riportato dallo stesso Claudio Borghi sui suoi social, ha presentato un disegno di legge per garantire la prevalenza del diritto nazionale sul diritto europeo. Peccato che un tale disegno di legge verrebbe immediatamente bloccato dalla Corte Costituzionale Italiana in quanto palesemente incostituzionale dal momento che tale primato è sancito dalla nostra stessa Costituzione, esplicitamente nell’art. 117 comma 1 modificato nel 2001, e implicitamente in una serie di articoli relativi alle norme che regolano la nostra partecipazione all’Unione Europea.

A rendere l’iniziativa ancora più stravagante è che DOPO aver presentato il disegno di legge la Lega ha lanciato una indagine conoscitiva interna al Parlamento sul tema della prevalenza del diritto europeo su quello italiano e su come ribaltare i ruoli, come a dire: intanto approviamo la legge e poi parliamo del merito delle norme.

Il tutto palesemente connesso alla legittima richiesta di un giudice del tribunale di Bologna di rivolgersi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per stabilire la conformità del decreto “Paesi sicuri” del governo Meloni alla legislazione e alle sentenze dell’Unione. Tutto questo ci mostra ancora una volta come sull’onda del populismo, il ricorso all’ideologia nazionalista possa portare a iniziative di grande impatto mediatico ma prive di ogni logica e deleterie per la credibilità del nostro paese.

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