Martedì la Commissione europea ha adottato la Strategia per l’allevamento al fine di garantire che il prezioso settore zootecnico europeo rimanga forte e resiliente nel lungo termine. Come riportato dalla Commissione Europea, la strategia si articola lungo cinque priorità, definendo azioni per aiutare gli allevatori ad affrontare sfide economiche, ambientali e di mercato. Si tratta di una visione a lungo termine che riconosce il ruolo essenziale dell’allevamento sostenibile nel futuro dell’Europa per proteggere la sicurezza alimentare europea e sostenere le comunità rurali in tutta la loro diversità.

L’allevamento è un settore diversificato e complesso che rappresenta circa il 40% del valore aggiunto agricolo dell’UE e genera un fatturato annuo di 400 miliardi di euro. Ha un forte impatto sociale e territoriale, impiegando circa 7 milioni di persone in 4 milioni di aziende agricole distribuite in tutta Europa, spesso in aree con scarse altre opportunità economiche. Il settore fornisce proteine ​​di alta qualità e rappresenta un esempio di eccellenza europea a livello mondiale, con alcuni dei più elevati standard ambientali, di sicurezza e di qualità al mondo.

Tuttavia, l’allevamento del bestiame si trova ad affrontare sfide sempre maggiori: bassa redditività e costi in aumento, condizioni di mercato in continua evoluzione, focolai ricorrenti di malattie animali e la comparsa di nuove patologie, aspettative sociali per standard più elevati di benessere animale e sfide ambientali.

Per garantire il futuro resiliente e sostenibile del settore, è necessario affrontare le pressioni che gravano su di esso ed attrarre le future generazioni di agricoltori.

“L’allevamento è un settore importante per l’Europa. La strategia per l’allevamento ne tiene conto e dimostra la nostra disponibilità a sostenere il settore in tutte le sue dimensioni: economica, sociale, ambientale e territoriale” ha affermato Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme.

L’obiettivo annunciato dalla Commissione è dipendere meno dalle importazioni e più dalle risorse nazionali e circolari, nonché ridurre le emissioni. Allo stesso tempo, la salvaguardia della sicurezza alimentare e il miglioramento del benessere animale rimangono obiettivi fondamentali.

Le cinque priorità

Le cinque priorità della Strategia sono: un settore zootecnico resiliente e preparato alle crisi, un settore zootecnico competitivo, nell’UE e a livello globale, un settore zootecnico sostenibile, un settore zootecnico adatto a tutte le aziende agricole e regioni, l’eccellenza nella produzione zootecnica.

Per raggiungere questi obiettivi, la Commissione sta intensificando la preparazione per ridurre l’esposizione al rischio e consentire agli agricoltori di riprendersi più rapidamente dopo una crisi, sostenendo gli Stati membri nella gestione dell’impatto delle malattie animali per rafforzare la prevenzione, l’individuazione precoce e l’intervento tempestivo.

Inoltre, la Commissione si è posta l’obiettivo di aumentare la competitività del settore zootecnico, impegnandosi per incrementare la redditività e l’adozione dell’innovazione ed esplorando come l’accesso ai finanziamenti possa agevolare la transizione verso sistemi di allevamento senza gabbie. “La strategia adottata oggi propone un approccio lungimirante all’allevamento, ponendo al centro la salute e il benessere degli animali” ha infatti spiegato Olivér Várhelyi, commissario per la salute e il benessere degli animali.

Várhelyi ha evidenziato come la decisione sia il risultato di un processo di consultazione con le parti interessate di tutto il settore, svolto ascoltando in particolare le opinioni degli allevatori. “Investendo nella prevenzione, nell’innovazione e nella preparazione, aiutiamo sia gli animali che gli allevatori” ha sottolineato. La Commissione lavorerà dunque per un maggiore allineamento degli standard di produzione seguendo in particolare gli obblighi dell’Organizzazione mondiale del commercio.

Nella seconda priorità rientra anche l’obiettivo di mettere l’equità al centro della strategia, concentrandosi su un reddito equo per gli agricoltori e sulla garanzia della reciprocità internazionale.

Al centro della sfida sta anche la sostenibilità, data la diversità degli allevamenti nelle diverse regioni. Tra le misure volte a migliorare il benessere animale rientrano revisioni mirate per galline ovaiole, polli da carne e suini, basate su dati concreti e accompagnate da adeguati periodi di transizione e sostegno finanziario.

L’UE si propone inoltre di mantenere al centro il legame tra l’allevamento e il territorio, poiché il bestiame apporta benefici economici, ambientali e sociali alle zone rurali. La Commissione collaborerà con gli Stati membri a un piano per reintrodurre una produzione zootecnica sostenibile nelle regioni vulnerabili, in particolare quelle a rischio di abbandono, con il supporto di un Osservatorio del territorio e delle politiche demografiche dell’UE.

Si lavorerà elaborando una tabella di marcia per i macelli a bassa capacità e/o mobili, contribuendo a promuovere filiere zootecniche integrate a livello locale, a ridurre il trasporto di animali e a rigenerare le economie locali.

L’Unione si concentrerà inoltre sulla qualità, una risorse strategica. Ciò sarà fatto rendendo più visibile e premiata l’eccellenza produttiva dell’UE attraverso un rafforzamento dell’etichettatura di origine UE e del riconoscimento della qualità e attraverso lo sviluppo di un sistema europeo di eccellenza per valorizzare al meglio gli standard più elevati, la sostenibilità e le caratteristiche specifiche della produzione.

 Il piano proteico

La strategia per l’allevamento si accompagna a un piano d’azione per le proteine. Come riportato dal sito della Commissione Europea, l’Unione Europea dipende in larga misura dall’approvvigionamento proteico proveniente da un numero limitato di fonti, principalmente mangimi ad alto contenuto proteico utilizzati per l’alimentazione del bestiame europeo. Attualmente, sono sei i paesi che rappresentano il 90% della produzione mondiale di soia: Brasile, Stati Uniti, Argentina, Cina, India, Paraguay).

Il settore zootecnico dell’UE utilizza circa 74 milioni di tonnellate di proteine all’anno come mangime e le importazioni ne coprono il 25%. Ridurre questa dipendenza è fondamentale per l’Unione Europea per diminuire la vulnerabilità del sistema agroalimentare alle fluttuazioni del mercato globale, ridurre i rischi delle catene di approvvigionamento e progredire nella transizione verso la sostenibilità.

Il Piano proteico affronta le sfide dell’Europa in materia di approvvigionamento proteico mirando ad aumentare la quota di semi oleosi e colture proteiche prodotte nell’UE nei mangimi per animali al 35% entro il 2035 rispetto all’attuale 25%.

Insieme, le due iniziative, mirano a ridurre le dipendenze strategiche, rafforzare la sicurezza alimentare europea e contribuire a un sistema agroalimentare europeo più forte, resiliente e strategico. Riconoscendo i forti legami tra le filiere alimentari, dei mangimi, dell’energia e industriali, la Commissione incoraggerà l’innovazione, gli investimenti, la diversificazione delle diete e un migliore monitoraggio delle dipendenze proteiche.

“Il settore zootecnico europeo è una storia di successo, ma oggi è una storia di successo a rischio. La strategia zootecnica e il piano proteico definiscono un obiettivo comune: rafforzare la sicurezza alimentare europea, consolidare la nostra autonomia strategica e contribuire a sostenere comunità rurali dinamiche, soprattutto nelle regioni a rischio di abbandono dei terreni” ha affermato Christophe Hansen, Commissario per l’Agricoltura e l’Alimentazione. “Come sempre, il mio approccio si basa sul dialogo: con gli agricoltori, gli Stati membri, l’industria, gli scienziati e la società civile” ha aggiunto.

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