L’esplosione presso la sinagoga di Liegi, gli incendi dolosi alle scuole ebraiche nei Paesi Bassi e decine di episodi antisemiti ogni settimana: tutto ciò ha costretto il governo belga a compiere un passo senza precedenti: schierare soldati presso le istituzioni ebraiche.

Il 9 marzo 2026 si è verificata un’esplosione presso la sinagoga di Liegi. Non ci sono state vittime, ma l’edificio è stato danneggiato. Tuttavia, il ministro degli Interni belga Bernard Quintin non ha avuto dubbi sulla natura dell’evento — lo ha definito pubblicamente un «vile atto antisemita» diretto contro la comunità ebraica belga. Questo incidente è stato il catalizzatore di una decisione che solo poche settimane prima sarebbe stata difficile da immaginare: lo schieramento dell’esercito presso i luoghi di culto e le scuole ebraiche in tutto il paese.

Di conseguenza, il ministro della Difesa, Theo Francken, ha annunciato che i soldati rafforzeranno la polizia presso le strutture ebraiche «il più rapidamente possibile», mentre il controllo operativo delle operazioni spetterà alla Polizia Federale.

Il piano attuale prevede la protezione di circa 20 sinagoghe e quattro scuole ebraiche, principalmente ad Anversa, ma anche a Bruxelles e in altre città: i soldati pattuglieranno questi luoghi fianco a fianco con la polizia. La durata dell’operazione è stata lasciata indefinita: «per tutto il tempo necessario».

L’Iran sullo sfondo: una rete responsabile di attacchi in diversi paesi

L’attacco belga non è stato un caso isolato. All’inizio dello stesso mese, nei Paesi Bassi si sono verificati incendi dolosi contro istituzioni ebraiche a Rotterdam e Amsterdam. Le autorità olandesi hanno arrestato cinque sospetti. La portata e la natura degli incidenti, che hanno coinvolto contemporaneamente diversi paesi del Benelux, indicano un’azione coordinata.

La responsabilità dell’esplosione a Liegi e di attacchi simili contro istituzioni ebraiche ad Amsterdam e Rotterdam è stata rivendicata da un’organizzazione poco conosciuta chiamata Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia. I servizi di intelligence belgi e regionali considerano questo gruppo legato a reti filo-iraniane. Questa situazione colloca gli incidenti descritti nel contesto diretto del conflitto iraniano-israeliano, che si sta svolgendo in modo sempre più evidente sul territorio europeo. Il legame iraniano del gruppo responsabile dell’attacco a Liegi si inserisce in uno schema più ampio, in cui le istituzioni ebraiche europee sono considerate obiettivi surrogati in giochi transnazionali che coinvolgono l’Iran, Israele e i loro alleati.

Anversa, la quotidianità dell’assedio

Il Belgio ospita circa 29.000 ebrei. Bruxelles concentra in gran parte la comunità laica, mentre Anversa è uno dei maggiori centri delle comunità ultraortodosse e chassidiche in Europa. È proprio in questa città portuale che la tensione si fa sentire in modo più evidente.

Il numero di episodi antisemiti è correlato ai principali focolai del conflitto israelo-palestinese e, di recente, anche all’escalation in Iran.

Se i modelli precedenti si ripeteranno, il dispiegamento temporaneo di soldati potrebbe evolversi in una presenza semipermanente intorno alle principali istituzioni ebraiche, modificando il paesaggio urbano di città come Anversa.

La questione sta già plasmando oggi la politica interna belga : le politiche di lotta all’antisemitismo, dalle iniziative educative all’inasprimento dei provvedimenti contro l’incitamento all’odio, svolgeranno un ruolo sempre più rilevante nei prossimi cicli elettorali, influenzando la politica di coalizione nel frammentato panorama politico belga.

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