Questo articolo fa parte dello Special Report EUPress Collaborative Workshop (ITA)

Questo articolo è stato realizzato da un gruppo di studenti italiani, spagnoli, polacchi e romeni delle scuole partner partecipanti al progetto EUPress finanziato dall’UE. Rappresenta l’esito finale del Collaborative Workshop, un’attività educativa internazionale che ha riunito studenti da tutta Europa per collaborare in team editoriali misti e produrre contenuti giornalistici su grandi temi europei.

Il Collaborative Workshop è stato un elemento chiave del progetto EUPress e ha simulato una vera redazione transfrontaliera. Nel corso di diverse settimane, gli studenti hanno lavorato in gruppi internazionali, ciascuno coordinato da due editor e supportato da docenti ed esperti esterni. Hanno sviluppato articoli seguendo linee guida editoriali condivise, svolto ricerche congiunte e collaborato online per produrre una serie di speciali destinati alla pubblicazione e alla diffusione pubblica.

Il tema assegnato era: “Politica estera, di sicurezza e di difesa europea” — un argomento complesso e attuale, sempre più rilevante nel contesto delle tensioni globali, della guerra in Ucraina, dello sviluppo dell’autonomia strategica dell’UE e delle crescenti minacce cyber.

Questo articolo esplora come l’Unione europea e alcuni suoi Stati membri — in particolare Romania, Italia, Spagna e Polonia — si stiano allineando e contribuendo alla politica estera, di sicurezza e di difesa dell’UE. Vengono trattati temi come la Bussola Strategica, le missioni PSDC, la PESCO, il Fondo europeo per la difesa e iniziative emergenti come ReArm Europe. Si affrontano anche sfide più ampie, tra cui migrazione, terrorismo e cybersicurezza, offrendo una panoramica di come l’UE stia adattando la propria strategia in un contesto geopolitico in rapida evoluzione.

Introduzione

Care lettrici e cari lettori,

Questa breve nota introduttiva vuole raccontarvi la genesi creativa dell’articolo.

Tutto è iniziato con una magnifica esperienza Erasmus nel “cuore” dell’Unione europea: Ventotene! Qui abbiamo avuto l’opportunità di formarci su temi chiave come il rapporto tra libertà di stampa e giornalismo nei paesi europei.

In questo luogo, grazie allo staff di EUpress, abbiamo potuto vivere un’esperienza a 360 gradi fatta di dibattiti giornalistici, ricerca delle fonti e redazione di brevi articoli. Il tutto arricchito da uno scenario naturale straordinario e dalla presenza di studenti provenienti da vari paesi europei, che ci ha permesso di conoscere culture diverse e cercare un linguaggio comune per comunicare.

Terminata questa esperienza, siamo tornati a ciò che abbiamo imparato durante la Summer School per metterlo in pratica attraverso lavori di produzione (questo documento ne è un esempio). I partecipanti sono stati divisi in cinque gruppi, ciascuno composto da dieci giornalisti e due editor (che hanno redatto la nota introduttiva di questo report).

Il tema assegnato a noi era “Politica estera, di sicurezza e di difesa europea”. I nostri giornalisti si sono dunque dedicati a raccogliere informazioni su sotto-temi correlati come sicurezza internazionale, terrorismo, economia, guerra e cybersicurezza. Hanno inoltre menzionato e spiegato le principali organizzazioni coinvolte nella gestione di queste questioni.

Conoscendo ora il lavoro che sta dietro a questo documento, siamo fiduciosi che lo apprezzerete. Ringraziamo tutte e tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione finale e vi auguriamo una

Buona lettura!

Giacomo Reale ed Emma Tappeti (student editors)

TOPIC I: In che modo alcuni paesi europei si allineano alla politica di difesa europea?

ROMANIA

Con l’aumento delle tensioni geopolitiche nell’Europa orientale, la Romania è emersa come un attore cruciale nel rafforzare le iniziative di difesa dell’UE. Il paese svolge un ruolo chiave nel consolidare la sicurezza regionale, allineandosi sia alle strategie di difesa guidate dall’Unione europea sia a quelle della NATO. Le sue crescenti capacità difensive, gli sforzi nel campo della cybersicurezza e l’impegno nella gestione delle crisi rafforzano la sua posizione di pilastro della sicurezza europea.

Contributo alla Bussola Strategica
La Bussola Strategica è la tabella di marcia complessiva dell’UE per sicurezza e difesa, volta a potenziare gestione delle crisi, resilienza e partenariati. La Romania contribuisce attivamente modernizzando le capacità militari, migliorando i meccanismi di risposta rapida e rafforzando la cooperazione difensiva a livello UE. Partecipa a esercitazioni congiunte, accordi di condivisione d’intelligence e strategie di dispiegamento rapido per aumentare l’efficacia operativa nel quadro di difesa dell’UE.

Partecipazione alla Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO)
La Romania svolge un ruolo strategico nella PESCO, iniziativa che mira ad approfondire la collaborazione in materia di difesa tra i paesi dell’UE. Tra gli impegni:

  • European Patrol Corvette (EPC): sviluppo di navi multi-ruolo avanzate per migliorare la sicurezza marittima europea e contrastare minacce ibride in aree critiche;
  • Military Mobility: potenziamento di infrastrutture e reti logistiche per consentire il rapido dispiegamento di truppe e mezzi in Europa;
  • Cyber Rapid Response Teams (CRRTs): rafforzamento della resilienza cibernetica rumena contribuendo a capacità di risposta rapida a livello UE.

Adesione alla European Sky Shield Initiative (ESSI)
Nell’ottobre 2022 la Romania ha aderito all’ESSI, sforzo collaborativo per sviluppare un sistema integrato di difesa aerea. L’iniziativa potenzia la capacità europea di contrastare minacce aeree, inclusi missili balistici, incursioni di UAV e tattiche asimmetriche. La partecipazione assicura accesso a tecnologie d’avanguardia per la difesa missilistica, sistemi radar integrati e capacità congiunte di polizia aerea.

Difesa cibernetica e gestione delle minacce ibride
La Romania è in prima linea in Europa per cybersicurezza e contrasto alle minacce ibride, contribuendo in modo significativo a:

  • Joint Cyber Unit (JCU): iniziativa UE che rafforza coordinamento, condivisione d’intelligence e risposta agli attacchi;
  • Contrasto alla disinformazione russa: collaborazione con il Centro di eccellenza europeo per il contrasto alle minacce ibride;
  • Difesa cyber basata su AI: sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale per individuare e neutralizzare minacce cibernetiche.

Modernizzazione della logistica militare e dei confini smart
Investimenti in:

  • Sorveglianza e ricognizione avanzate: droni lungo il confine orientale per rilevare intrusioni;
  • Controllo di frontiera basato su AI: algoritmi di machine learning per tracciamento dei flussi migratori e valutazione delle minacce;
  • Infrastrutture militari aggiornate: corridoi di trasporto, reti ferroviarie e basi per movimenti rapidi di truppe in ambito UE e NATO.

Allineamento alla Carta dei diritti fondamentali dell’UE
Le politiche di difesa rispettano standard etici, legali e umanitari: formazione sul diritto dei conflitti armati, meccanismi di supervisione e accountability nelle missioni.

Ruolo nella protezione dei rifugiati
In risposta alle crisi regionali, in particolare quella ucraina:

  • Cooperazione con agenzie UE (Frontex) e UNHCR;
  • Centri di accoglienzacon alloggio, sanità e servizi di integrazione;
  • Supporto legaleper richiedenti asilo.

Green Defence e sostenibilità

  • Veicoli militari a basse emissioni;
  • Basi alimentate da rinnovabili;
  • Esercitazioni con logistica energeticamente efficiente.

Partnership NATO e ampliamento della base di Mihail Kogălniceanu

  • Maggiore presenza di truppe NATO;
  • Dispiegamento di F-35, Eurofighter e AWACS;
  • Sistemi di difesa missilistica inclusa la struttura Aegis Ashore a Deveselu.

Iniziativa dei Tre Mari e sicurezza regionale

  • Mobilità militare: reti stradali e ferroviarie;
  • Sicurezza energetica: rotte alternative alle forniture russe;
  • Cooperazione cybertra i membri.

Partecipazione al nucleo di risposta alle crisi EUFOR

  • Schieramenti militarinei Balcani e in Africa;
  • Operazioni umanitariee di soccorso.

Bilancio della difesa
La spesa militare ha raggiunto 6,2 miliardi di dollari nel 2023, con focus su:

  • Ammodernamento (carri Abrams, HIMARS, droni Bayraktar);
  • Capacità di difesa cyber (centri nazionali e soluzioni AI).

Conclusione (Romania)
Integrando strategie UE e NATO, la Romania consolida il proprio ruolo di pilastro della sicurezza nell’Europa orientale, con modernizzazione militare, cybersicurezza, aiuto umanitario e alleanze strategiche.

SPAGNA

La Spagna si allinea alla politica di difesa europea promuovendo la cooperazione nell’UE e sostenendo iniziative come PESCO e Fondo europeo per la difesa (FED/EDF). Partecipa attivamente a missioni nell’ambito della PSDC, mirando a rafforzare l’autonomia strategica europea senza compromettere le alleanze con la NATO. Sostiene inoltre una maggiore integrazione e coordinamento tra Stati membri per rispondere congiuntamente alle minacce e potenziare le capacità di difesa collettiva.

ITALIA

L’Italia ha intrapreso diverse iniziative in linea con la politica di difesa dell’UE, partecipando attivamente a progetti e missioni congiunte.

Investimenti in difesa e aerospazio
Proposta di un ampio piano per incrementare gli investimenti nel settore.

Partecipazione a missioni europee
Ruolo attivo in Operazione Aspides (dal 19 febbraio 2024, sicurezza marittima nel Mar Rosso), oltre a Operazione IRINI (embargo ONU sulla Libia) ed EUTM Mali.

Strutture militari europee
Dal 2009 membro di Eurocorps, corpo multinazionale ad alta prontezza al servizio di UE e NATO.

EU Battlegroups
Contributo alle forze di reazione rapida UE (≈1.500 effettivi), anche tramite la Multinational Land Force con Slovenia e Ungheria.

EUFOR CROC (PESCO)
Impegno nello sviluppo del Crisis Response Operational Core (fino a 60.000 effettivi su tre divisioni), con Germania, Francia e Spagna, per operazioni autonome UE.

Dibattito sulla spesa per la difesa
Sostegno all’idea di escludere alcune spese di difesa dalle regole di bilancio UE; obiettivo italiano 1,61% del PIL entro il 2027 (ancora sotto il target NATO del 2%).

Conclusione (Italia)
Forte allineamento tramite investimenti, missioni e strutture UE; restano sfide su livelli di spesa e bilanciamento tra priorità nazionali, UE e NATO.

POLONIA

Alla luce delle recenti dinamiche e del contesto bellico vicino ai confini dell’UE, la Polonia ha conosciuto una crescita notevole, passando da attore periferico a voce imprescindibile nelle questioni di difesa europee.

Buone scelte economiche
Dalla transizione al mercato e dall’adesione all’UE (2004), il PIL è quasi triplicato fino al 2020. Ciò ha sostenuto una leadership regionale in sicurezza europea e transatlantica, garantendo finanziamenti stabili alle misure di sicurezza. Anche durante la crisi del 2008 la Polonia ha evitato la recessione. Oggi è il sesto contributore all’economia UE.

Ingresso e fondi UE
La crescita è stata trainata da riforme di mercato e integrazione europea; per la Polonia oltre 250 miliardi di euro ricevuti entro il 2023, con ulteriori 137 miliardi disponibili dal 2024.

Bilancio e forze armate
Spesa triplicata nell’ultimo decennio (da 7,7 a 23,4 mld €); forze armate più che raddoppiate (da 99.000 a 216.000 nel 2024); notevoli investimenti in equipaggiamenti; ruolo di snodo per gli aiuti all’Ucraina.

Possibili tensioni
La crescente influenza può generare attriti intra-UE/NATO, ma nel complesso Varsavia ha ridotto le tensioni con Bruxelles e si è affermata come attore centrale della sicurezza europea.

TOPIC II: Come l’UE garantisce la pace e qual è la sua politica di difesa?

Il ruolo dell’UE per pace e stabilità
Integrazione economica, cooperazione politica e promozione dei valori democratici hanno ridotto la probabilità di conflitti interni all’Europa.

PSDC: approccio collettivo alla sicurezza
La Politica di sicurezza e difesa comune consente missioni civili e militari per prevenzione dei conflitti, mantenimento della pace e sicurezza internazionale, con forze messe a disposizione dagli Stati membri. Crescente attenzione a gestione delle crisi, state-building e stabilizzazione post-conflitto.

Bussola Strategica (2022)
Roadmap per rafforzare capacità UE, inclusa una Capacità di dispiegamento rapido entro il 2025; più addestramento congiunto, investimenti in tecnologie innovative e cooperazione con NATO e ONU.

Adattamento alle sfide globali
A seguito della guerra in Ucraina, aumento delle spese per la difesa e iniziative per maggiore autonomia militare; cooperazione più profonda su intelligence e cybersicurezza contro minacce ibride e disinformazione.

Promozione della pace

  • Integrazione economica(mercato unico);
  • Valori democratici e stato di diritto.

Politica di difesa

  • PSDCper missioni civili/militari, capacity building e nuove minacce (cyber, terrorismo);
  • European Defence Industrial Strategy (EDIS, 2024)per rafforzare l’industria europea, appalti congiunti e tecnologie critiche, con attenzione a innovazione e PMI.

TOPIC III: Come l’UE risponde ai conflitti internazionali e quale ruolo svolge?

L’UE, nata per assicurare pace e prosperità nel continente, ha progressivamente esteso il proprio raggio d’azione oltre i confini, combinando strumenti diplomatici, economici e umanitari. La politica estera è guidata dall’Alto Rappresentante e dal SEAE, con indirizzi del Consiglio europeo e dibattito del Parlamento.

Meccanismo di protezione civile dell’Unione
Coopera in prevenzione, preparazione e risposta a disastri naturali e causati dall’uomo tramite l’ERCC e una riserva europea di capacità.

Coordinamento delle crisi nel Consiglio (IPCR)
Assicura decisioni rapide e coordinate in grandi crisi (sanitarie, terrorismo, migrazioni, ecc.).

Partenariato con l’ONU
L’UE è partner strategico nelle peacekeeping operations, nel rispetto di consenso delle parti e uso minimo della forza (salvo autodifesa/mandato), con missioni soprattutto in Africa e in altre aree del mondo.

TOPIC IV: Missioni legate alla PSDC (Politica di sicurezza e difesa comune)

La PSDC
Istituita con il Trattato di Lisbona (2009), fornisce capacità operative civili e militari per missioni fuori dai confini UE. Dal 2003 sono partite le prime missioni; oggi 21 missioni sono in corso.

Missioni civili
Rafforzamento dello stato di diritto, riforma del settore sicurezza, miglioramento della governance. Esempi: EUCAP Somalia (sicurezza marittima, polizia, rule of law) e EUCAP Sahel Mali (supporto materiale e operativo).

Operazioni militari
Gestione crisi, peacekeeping, contrasto alla pirateria (Operazione Atalanta dal 2008), addestramento e consulenza (ad es. EUTM Mali). Dimostrano la capacità UE di risposta efficace alle minacce emergenti.

Sviluppi recenti
Nel 2024 sono stati esplorati nuovi ambiti di cooperazione, inclusa la possibilità di un maggiore coinvolgimento del Regno Unito nelle attività PSDC, a testimonianza della volontà di adattarsi alle sfide e ampliare il raggio d’azione.

Processo decisionale
Proposte dell’Alto Rappresentante; decisioni del Consiglio Affari Esteri (in genere all’unanimità). Pianificazione e condotta: EUMS (Stato Maggiore UE) per la dimensione militare, CPCC per le missioni civili, entrambi nel SEAE.

Il “mentore” della PSDC: la PESCO (2017)
Quadro per sviluppare congiuntamente capacità, migliorare l’efficienza operativa e investire in progetti condivisi. Oggi 25/27 Stati membri partecipano a numerosi progetti (nuove tecnologie militari, programmi di addestramento) verso una più profonda integrazione della difesa.

TOPIC V: Come l’UE utilizza le risorse economiche per la difesa?

Fondo europeo per la difesa (EDF/FED)
Avviato nel 2021 con 8 miliardi di euro (2021–2027) per ricerca, sviluppo e procurement congiunti.

  • Ricerca: finanziamento fino al 100% per progetti innovativi (AI, quantistica, sistemi autonomi).
  • Sviluppo/Acquisizione: cofinanziamento fino all’80% per nuove capacità, riducendo la dipendenza da fornitori extra-UE.
    Grandi aziende europee (es. Leonardo, Airbus, Rheinmetall) partecipano a numerosi progetti.

Iniziativa “ReArm Europe” (marzo 2025)
Piano della Commissione per mobilitare fino a 800 miliardi di euro a sostegno di infrastrutture e tecnologie di difesa:

  • Flessibilità fiscalee uso di fondi di coesione per spese di difesa;
  • Fondo prestitida 150 miliardi per investimenti militari e appalti congiunti;
  • Investimenti in cybersecuritye protezione delle infrastrutture;
  • Sostegno all’industria europea(es. Leonardo, Fincantieri) per ridurre la dipendenza da fornitori non UE.

Frammentazione del mercato della difesa
Persistono duplicazioni, scarse economie di scala e dipendenza da tecnologie statunitensi. Un’integrazione più profonda genererebbe risparmi importanti e maggiore prontezza operativa.

Guerra in Ucraina: punto di svolta
Aumenti di bilancio e, per la prima volta, finanziamento UE alla fornitura di armi a un paese terzo tramite la European Peace Facility (EPF). La Bussola Strategica (2022) ha accelerato l’integrazione, includendo una forza di reazione rapida di 5.000 unità.

Implicazioni ambientali ed etiche (Green Defence Strategy)

  • Riduzione delle emissioni nelle operazioni;
  • Sviluppo di equipaggiamenti a basse emissioni;
  • Esportazioni di armisoggette a criteri più severi (posizioni comuni UE), attenzione a diritti umani e conflitti in corso; dibattito su AI e sistemi autonomi.

Sfide e opportunità
AI e automazione, cooperazione UE–NATO, investimenti in tecnologie di nuova generazione (ipersoniche, spazio, quantistica).

Conclusione (risorse economiche)
Con strumenti come EDF e ReArm Europe, l’UE punta a un ruolo di primo piano nella sicurezza globale; resta decisivo superare la frammentazione, investire in tecnologie di frontiera e garantire standard etici elevati.

TOPIC VI: Come l’UE gestisce sfide esterne come migrazione, cybersicurezza e terrorismo?

L’UE comprende paesi con livelli di sviluppo diversi; migliori prospettive economiche e politiche attraggono flussi migratori (non sempre regolari). Differenze culturali e fenomeni di radicalizzazione possono intrecciarsi con minacce terroristiche. La crescente digitalizzazione rende la cybersicurezza un’esigenza centrale. Le istituzioni europee lavorano costantemente a soluzioni.

Gestione e prevenzione della migrazione
Il Nuovo Patto su migrazione e asilo e il Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione (AMMR) puntano a procedure più rapide, standard comuni e meccanismi di solidarietà (ricollocamenti, supporto finanziario). Secondo Frontex, nel complesso gli attraversamenti irregolari sono diminuiti, con forti cali sulla rotta balcanica occidentale, ma aumenti su altre (es. rotta dell’Africa occidentale verso le Canarie) e pressioni ai confini con Ucraina e Bielorussia.

Cybersicurezza UE
La direttiva NIS2 impone requisiti più stringenti a operatori e Stati membri; l’Agenzia UE per la cybersicurezza (ENISA) supporta Stati, istituzioni e imprese; cooperazione internazionale per rafforzare le capacità dei paesi partner.

Strategia antiterrorismo (2005)
Quattro pilastri: Prevenire, Proteggere, Perseguire, Rispondere. Misure correlate: regolamento sulla rimozione dei contenuti terroristici online (in vigore dal 7 giugno 2022), rafforzamento dell’antiriciclaggio (2018), controlli su armi da fuoco e cooperazione con paesi terzi contro il traffico illecito.

Conclusione (migrazione–cyber–terrorismo)
L’UE mira a proteggere i cittadini con politiche aggiornate, istituzioni rafforzate e cooperazione internazionale, salvaguardando valori fondamentali e contribuendo alla stabilità globale.

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