“Non abbiamo alcun denaro: ci sono solo parole e un progetto di legge. In sintesi, questo SAFE vale zero zloty”. Con queste parole il primo ministro polacco Donald Tusk ha riassunto l’incontro con il presidente Karol Nawrocki dedicato all’alternativa al programma europeo SAFE, ribattezzata “SAFE polacco allo 0%”.
All’incontro con il capo dello Stato hanno partecipato, oltre a Tusk, anche il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz, il ministro delle Finanze Andrzej Domański e il governatore della Narodowy Bank Polski, Adam Glapiński.
Nel briefing successivo, il premier ha sottolineato che la Polonia ha bisogno rapidamente di ingenti risorse finanziarie, immediatamente disponibili, per garantire che le proprie forze armate siano adeguatamente equipaggiate in una fase di crescente minaccia alla sicurezza. Secondo Tusk, l’unico strumento in grado di assicurare queste risorse è il meccanismo europeo SAFE.
Il primo ministro ha spiegato che Varsavia ha lavorato intensamente per convincere i partner dell’Unione europea che la sicurezza della Polonia e del suo confine orientale deve essere sostenuta finanziariamente da tutta l’Europa.
“Questo è esattamente l’obiettivo del programma SAFE. Parliamo di circa 180 miliardi di zloty. Ho chiesto direttamente al presidente se intende firmare la legge, perché ogni giorno e ogni ora sono preziosi. Il presidente ha risposto che ha ancora tempo, dieci giorni, e che deve rifletterci”, ha dichiarato Tusk.
“Non accetterò manipolazioni”
Il premier ha espresso forti critiche anche al progetto di legge sul cosiddetto “SAFE polacco allo 0%”, appena presentato al Sejm.
Secondo Tusk, il testo prevede la creazione di nuovi organismi e ulteriori livelli burocratici, oltre a contenere numerose disposizioni che considera inutili. Il capo del governo ha ribadito che le questioni legate alla difesa, al finanziamento dell’esercito e allo sviluppo dell’industria degli armamenti devono essere affrontate con la massima serietà.
“Sono pronto a discutere ogni proposta di legge con la maggioranza parlamentare e con il presidente del Sejm, se questo garantirà risorse concrete per l’industria della difesa e per le forze armate polacche. Ma non accetterò manipolazioni, manovre sospette o giochi politici su temi così importanti”, ha affermato.
Tusk ha inoltre dichiarato che, se la banca centrale è in grado di generare utili, nulla impedisce che tali risorse vengano immediatamente trasferite al bilancio dello Stato e utilizzate – secondo le procedure previste – per rafforzare la sicurezza nazionale.
“Al momento però questi soldi non esistono. Per ora si tratta solo di artifici retorici. Questo progetto di legge serve piuttosto a giustificare il veto del presidente”, ha aggiunto il primo ministro.
Tusk ha anche avvertito che, se il presidente non firmerà la legge relativa al programma europeo SAFE, il governo cercherà comunque altre soluzioni per far arrivare almeno una parte dei fondi europei all’esercito polacco.
“Quando siamo riusciti a mobilitare grandi risorse europee per l’industria della difesa polacca, qualcuno si è spaventato all’idea che potesse diventare un successo per la Polonia – o, peggio ancora, un mio successo – e ha deciso di bloccarlo”, ha dichiarato.
Nonostante le tensioni, il premier ha detto di sperare ancora che il presidente scelga di firmare la legge.
“In ogni caso continueremo a lavorare su strumenti normativi che permettano di trasferire il più rapidamente possibile almeno una parte di questi fondi all’esercito e all’industria della difesa polacchi”, ha concluso.
Il progetto di legge sul “SAFE polacco allo 0%”
Nel frattempo, al Sejm è stato presentato anche un progetto di legge promosso dal presidente per istituire il Fondo polacco per gli investimenti nella difesa.
I dettagli dell’iniziativa sono stati illustrati dal capo della Cancelleria presidenziale, Zbigniew Bogucki. Il fondo dovrebbe gestire risorse provenienti dalla banca centrale, senza ridurre né le riserve valutarie né quelle auree del Paese.
Bogucki ha spiegato che, grazie a una “gestione intelligente delle riserve” della banca centrale, sarebbe possibile generare nei prossimi quattro o cinque anni circa 200 miliardi di zloty. Queste risorse verrebbero poi trasferite al nuovo fondo e destinate al rafforzamento delle forze armate polacche.
Il ministro ha ricordato che le riserve della Narodowy Bank Polski ammontano a circa 240 miliardi di euro, di cui circa 74 miliardi sotto forma di oro. Ha inoltre assicurato che la proposta presidenziale è compatibile sia con la costituzione polacca sia con il diritto dell’Unione europea.
“Qui è in gioco anche l’indipendenza della banca centrale. La sua politica deve prima di tutto rispondere agli interessi della sicurezza nazionale polacca”, ha dichiarato.
Bogucki ha poi criticato il programma europeo SAFE, sottolineando che non si tratta di una sovvenzione ma di un prestito che comporta costi significativi.
“Se parliamo di 43,7 miliardi di euro, in realtà potremmo doverne restituire quasi il dopppio”, ha spiegato il ministro, precisando che la cifra corrisponde a circa 180 miliardi di zloty.
Ha inoltre avvertito che il prestito sarebbe denominato in euro, mentre la Polonia utilizza lo zloty, il che espone il Paese al rischio di variazioni del tasso di cambio.
“Non abbiamo praticamente alcuna influenza sull’andamento del cambio tra euro e zloty. Di conseguenza, il costo effettivo del prestito potrebbe risultare ancora più elevato”, ha affermato.
Secondo Bogucki, proprio per questo l’alternativa del “SAFE polacco allo 0%” rappresenterebbe una soluzione più vantaggiosa. Ha infine osservato che il progetto di legge presidenziale potrebbe essere esaminato rapidamente, dal momento che i lavori del Sejm riprendono già domani e la settimana successiva sono previste anche le sedute del Senato.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
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