DISCLAIMER: Le opinioni espresse in questo articolo riflettono unicamente la posizione personale dell’autore/autrice.

I nove corsi brevi online (chiamati videopillole) realizzati all’interno del progetto EU-Teach – Teaching the Economics of European and Global Interdependence, promosso dall’Università Roma Tre e co-finanziato dalla Commissione Europea, hanno permesso di raggiungere insegnanti in tutta Italia, superando le barriere disciplinari e logistiche, per aiutarli a raccontare in classe il significato profondo dell’integrazione europea

Il Prof. Fabio Masini, docente all’Università Roma TRE e coordinatore del progetto, ha contribuito alla progettazione e realizzazione di alcuni di questi moduli formativi pensati appositamente per gli insegnanti delle scuole secondarie.

Prof. Masini, qual era l’obiettivo di questi corsi?

L’idea era semplice ma ambiziosa: offrire agli insegnanti delle superiori – indipendentemente dal loro percorso di studi – uno strumento gratuito e di qualità per comprendere meglio le basi intellettuali del progetto europeo. Parliamo spesso dell’Europa solo in termini tecnici. Questi corsi restituiscono la profondità storica, culturale e politica delle visioni che hanno alimentato – e anche contestato – l’integrazione economica europea.

A chi sono rivolti?

A tutti i docenti, anche a chi non insegna materie economico-sociali. Sono pubblicati sulla piattaforma e-learning di Roma Tre (previa registrazione) e su SOFIA, il portale ufficiale del Ministero dell’Istruzione per la formazione degli insegnanti. Questo permette di raggiungere una platea molto ampia, dai licei agli istituti tecnici.

Che tipo di contenuti affrontano?

Ogni corso si concentra su un tema specifico: dal contributo alla formazione della costutuzione economica europea del pensiero ordoliberale tedesco, alla visione federalista di Spinelli, dal funzionalismo di Monnet alle visioni di Delors, dal neoliberalismo alle critiche keynesiane alle politiche di austerità. L’idea è mostrare come idee e conflitti continuino a influenzare le scelte di oggi, in modo che anche i docenti possano aiutare i loro studenti a sviluppare una visione critica dell’Unione Europea.

In che modo questa attività si inserisce nel più ampio progetto EU-Teach?

È uno degli strumenti per costruire una comunità educativa europea; o almeno lo speriamo. Il progetto EU-Teach punta a rafforzare il legame tra università e scuole, tra ricerca e didattica. I corsi brevi sono un ponte concreto tra questi mondi, e permettono di raggiungere docenti e studenti.

Un progetto insomma, EUTeach, che mira a trasformare l’insegnamento dell’economia e dell’integrazione eurpoea (che si + fatta principalmente sul piano economico), da disciplina specialistica a patrimonio comune, accessibile, plurale, capace di formare cittadini critici e informati.

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