La proposta di Commissione Europea per il mandato 2024-2029 presentata pochi giorni fa da Ursula von der Leyen rispecchia in toto le contraddizioni che l’Unione europea sta attraversando in questo periodo storico, da un lato si doveva accontentare la maggioranza scaturita dalle ultime elezioni al Parlamento europeo – una maggioranza pro-UE che inoltre ha votato la rielezione di VDL a Presidente della Commissione per i prossimi 5 anni – dall’altro non si dovevano scontentare i governi nazionali attualmente non molto pro-UE – ma che compongono il Consiglio europeo all’interno del quale vige ancora il potere di veto nazionale e che di fatto reggono le sorti dell’Unione.
Da una prima analisi dei nomi proposti, delle lettere di incarico e delle deleghe assegnate ai commissari spicca la netta intenzione di creare una Commissione collegiale in cui i poteri e le competenze sono spesso sovrapposti e in cui difficilmente i commissari potranno agire singolarmente, e su tutti spicca il ruolo della Presidenza della Commissione.

