Il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella ha annunciato una querela per diffamazione dopo che Mediapart ha pubblicato lunedì 28 settembre un’inchiesta che gli attribuisce scritti antisemiti risalenti al 2013, quando era un giovane militante del Front National. Ospite di Pascal Praud su CNews la sera stessa, Bardella ha definito l’inchiesta “un cencio” pubblicato per destabilizzare la campagna del partito e ha parlato di “un’operazione di barbouzerie”. Marine Le Pen ha espresso “fiducia assoluta” nel suo successore e ha promesso di “contrattaccare”.

Martedì, davanti ai parlamentari del partito, Bardella ha parlato delle “avvisaglie di una guerra totale” e di tentativi di destabilizzazione della campagna presidenziale che, secondo lui, “ci colpiranno uno a uno”. I deputati del gruppo presenti si sono alzati in piedi per sostenerlo, come mostrano le immagini diffuse da Franceinfo.

Secondo Mediapart, che afferma di aver condotto un’inchiesta di diversi mesi basata su decine di conversazioni scritte, Bardella avrebbe scritto tra il 2012 e il 2015, quando aveva tra i 17 e i 18 anni, frasi come “il giudeo deve dominare gli altri popoli, schiacciarli e derubarli” e “le banche sono tutte in mano agli ebrei”. Il giornale descrive un ambiente giovanile nella federazione locale della Seine-Saint-Denis segnato dall’influenza delle produzioni di Alain Soral, polemista di estrema destra più volte condannato per diffamazione e incitamento all’odio razziale, di cui secondo Mediapart Bardella sarebbe stato un fruitore assiduo.

Contattato dal giornale, Bardella ha negato formalmente di aver mai tenuto, “in pubblico come in privato, oralmente o per iscritto, discorsi razzisti o antisemiti di questo tipo”, parlando di “falsi grossolani”. Non è la prima volta che il leader del Rassemblement National viene accusato di scritti compromettenti: un’inchiesta di Complément d’enquête su France 2 aveva già rivelato nel gennaio 2024 l’esistenza di un account anonimo attivo tra il 2015 e il 2017, accusa che Bardella aveva respinto affermando di possedere un solo account su X.

Le reazioni politiche

Le reazioni nella maggioranza sono state caute ma non assenti. La portavoce del primo ministro Gabriel Attal, Céline Géraud, ha parlato di “una deflagrazione colossale in questa campagna”, mentre la ministra per la Lotta alle discriminazioni Aurore Bergé ha detto che, se confermati, gli scritti sarebbero “di una gravità immensa” e che su questo “non bisogna cedere nulla”. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha ribadito che l’antisemitismo “non è negoziabile”. L’ex primo ministro Dominique de Villepin ha dichiarato a franceinfo che “l’eredità del RN è quella del razzismo e dell’antisemitismo”. Il deputato di La France Insoumise François Ruffin ha commentato che “il RN è cambiato in superficie, ha rifatto la facciata”.

Un sostegno inatteso è arrivato da Israele: il ministro per la Diaspora e la lotta all’antisemitismo Amichai Chikli ha scritto su X che Bardella “è una delle voci più chiare in Europa contro Hamas”, ricordando la sua visita al sito del festival Nova e al memoriale di Yad Vashem, e ha messo in dubbio la credibilità di Mediapart criticandone le posizioni sulla guerra a Gaza. Il vicepresidente del gruppo RN all’Assemblea nazionale ha parlato di “macchina per fabbricare bombe puzzolenti” per descrivere l’inchiesta.

Malaise interno al partito

Al di là delle dichiarazioni pubbliche di sostegno, l’inchiesta ha riaperto un dibattito interno al partito sulla strategia di “dédiabolisation” perseguita da Marine Le Pen dal 2011 in poi, con la messa al bando pubblico dei membri più apertamente legati a figure come Soral. Secondo Streetpress, gli scritti attribuiti a Bardella hanno paradossalmente riavvicinato al leader alcune frange dell’estrema destra radicale espulse in passato dal partito proprio in nome di quella strategia di normalizzazione, che ora vedono in lui un simbolo della propria influenza mai del tutto cancellata. Il sito ricorda inoltre che l’attuale capo di gabinetto di Bardella, François Paradol, era già stato segnalato l’anno scorso per aver frequentato ambienti vicini a Soral negli anni del Front National 93.

La vicenda arriva in un momento politicamente sensibile per il partito, che si prepara alla scadenza dell’appello sull’ineleggibilità di Marine Le Pen, condannata nell’affare degli assistenti parlamentari, e a una possibile candidatura di Bardella alle presidenziali del 2027. Mediapart ha fatto sapere che pubblicherà ulteriori elementi dell’inchiesta nei prossimi giorni.

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