I presidenti di Azerbaigian e Ucraina si sono incontrati nella città azerbaigiana di Gabala lo scorso 26 aprile dove hanno firmato sei documenti di cooperazione e annunciando un rafforzamento delle relazioni nei settori energetico e della difesa. Dietro le dichiarazioni si cela un messaggio geopolitico attentamente calibrato, rivolto sia all’Occidente sia alla Russia.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato la firma di sei accordi di cooperazione, precisando che i dettagli saranno resi noti successivamente. “Oggi la massima priorità è la sicurezza, in particolare il complesso dell’industria della difesa. Svilupperemo e rafforzeremo la nostra cooperazione”, ha dichiarato.

L’ambito dei documenti firmati comprende un quadro di cooperazione nel settore della difesa e dell’industria militare, la produzione congiunta di armamenti, la cooperazione energetica legata a progetti comuni, accordi educativi riguardanti studenti azeri in Ucraina e il sostegno umanitario – inclusa l’assistenza ai bambini evacuati – oltre a un documento politico più ampio che regola il dialogo strategico e gli scambi commerciali.

“Ringrazio l’Azerbaigian per il sostegno alla nostra sovranità e integrità territoriale. Apprezzo la disponibilità a una cooperazione profonda, anche nel settore della difesa. Abbiamo compiuto un passo molto serio in avanti e presto verranno firmati nuovi documenti”, ha sottolineato Zelensky.

Il presidente azero Ilham Aliyev ha fatto esplicito riferimento alla produzione nel settore della difesa, definendola come “opportunità concrete e promettenti di produzione congiunta”.

Zelensky ha completato il quadro: “Ho parlato con i nostri esperti che si trovano attualmente in Azerbaigian. Stanno supportando la parte azera e svilupperemo la cooperazione e la produzione congiunta”, ha annunciato.

Dal 2022, l’Azerbaigian ha fornito all’Ucraina oltre 42 milioni di dollari in aiuti umanitari, energetici e per la ricostruzione delle infrastrutture.

L’equilibrio geopolitico di Baku

Dietro la partnership si muove una logica di sovranità e diversificazione, più che una semplice valutazione commerciale. Entrambe le parti richiamano regolarmente il principio dell’integrità territoriale come denominatore comune, conferendo alla cooperazione una forte dimensione diplomatica.

Aliyev ha riferito che lo scambio commerciale tra i due Paesi ha superato i 500 milioni di dollari, esprimendo la volontà di ampliarlo ulteriormente. Ha inoltre sottolineato come la compagnia petrolifera statale azera SOCAR operi con successo in Ucraina da molti anni. SOCAR ha investito circa 294 milioni di dollari nella sua filiale ucraina, costruendo una rete di 56 stazioni di servizio in 11 regioni, quattro depositi di carburante e infrastrutture per il trasporto aereo e fluviale.

“Sono grato all’Azerbaigian per gli undici pacchetti di assistenza energetica, anche durante l’ultimo difficile inverno”, ha affermato Zelensky, aggiungendo che “l’Ucraina è pronta a ospitare ulteriori colloqui in Azerbaigian, se la Russia sarà pronta alla diplomazia”.

La proposta si inserisce nella strategia di Baku di costruire un’immagine di mediatore neutrale ma attivo nella regione. L’Azerbaigian deve infatti bilanciare l’avvicinamento all’Ucraina con la necessità di mantenere rapporti stabili con la Russia in materia di sicurezza regionale, transito energetico e leve economiche. Questa duplice postura fa sì che la profondità dichiarata del partenariato superi ancora la sua effettiva operatività.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

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