Le ondate di calore che stanno colpendo l’Europa meridionale iniziano a modificare le scelte di viaggio degli europei, spingendoli verso destinazioni più settentrionali a scapito delle mete tradizionali del Mediterraneo. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Air France-KLM, Ben Smith, in un’intervista al Financial Times, definendolo il cambiamento più significativo osservato dal gruppo nelle ultime settimane.
Secondo quanto riferito da Smith al quotidiano britannico, un numero crescente di viaggiatori europei starebbe evitando alcune aree di Francia e Spagna colpite da temperature persistentemente elevate o da incendi, mentre i visitatori statunitensi manterrebbero in larga parte i piani di viaggio già previsti. Il principale mutamento nei comportamenti di viaggio, ha aggiunto l’amministratore delegato al Financial Times, riguarderebbe dunque gli europei che quest’estate si starebbero orientando verso il Nord del continente.
Le dichiarazioni arrivano nei giorni in cui gli incendi hanno devastato ampie zone del sud-ovest della Francia e della Spagna centrale, in un contesto di nuova ondata di caldo che ha reso necessaria l’evacuazione di alcune località turistiche. Secondo la stampa internazionale, tra fine luglio le autorità francesi hanno disposto l’evacuazione di decine di migliaia di persone nella regione della Gironda, mentre in Spagna un incendio nei pressi di Madrid ha costretto le autorità regionali a nuovi sgomberi.
Il calo dei profitti nel secondo trimestre
Air France-KLM ha comunicato giovedì 30 luglio un utile netto di 190 milioni di euro nel secondo trimestre, in calo del 70-71% rispetto ai 649 milioni dello stesso periodo del 2025. Il fatturato è invece salito di circa il 10%, a 9,3 miliardi di euro. Il gruppo franco-olandese ha attribuito il crollo degli utili al forte rincaro del carburante avio, innescato dal conflitto in Medio Oriente legato all’Iran: la bolletta del carburante è aumentata di oltre 800 milioni di euro rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Il gruppo ha comunque affermato di aver recuperato circa l’85% dei costi aggiuntivi legati al carburante attraverso l’aumento dei prezzi dei biglietti, un risultato superiore al 60% inizialmente previsto.
Il prezzo del jet fuel è raddoppiato subito dopo lo scoppio del conflitto a febbraio, per poi iniziare a scendere. Air France-KLM prevede ora una spesa complessiva per il carburante di 8,9 miliardi di dollari per l’intero 2026, circa 2 miliardi in più rispetto all’anno precedente ma inferiore ai 9,3 miliardi stimati a fine marzo.
Il gruppo ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita della capacità per l’anno: i voli a lungo raggio cresceranno fino al 3%, contro il 4% indicato in precedenza, mentre la capacità su corto e medio raggio scenderà dell’1%. Transavia, la compagnia low cost del gruppo, crescerà dell’8%, contro il 10% precedentemente atteso. Secondo quanto dichiarato da Smith al Financial Times, il gruppo non ha tagliato rotte né ritirato aeromobili dalla flotta, ma ha destinato più velivoli alla manutenzione nei mesi estivi e rinviato il lancio di alcune nuove destinazioni.
Tra le rotte interessate dai rallentamenti figurano quelle verso il Medio Oriente, inclusi i collegamenti con Riad, in Arabia Saudita, riavviati di recente dal gruppo: i voli da Parigi resteranno a tre frequenze settimanali, senza gli aumenti inizialmente previsti. Smith ha inoltre indicato al Financial Times l’interesse del gruppo per nuove destinazioni leisure nel Sud-est asiatico, non solo Bangkok ma anche Phuket, in Thailandia, e Manila, nelle Filippine.
L’offerta vincolante per TAP
Air France-KLM ha inoltre confermato mercoledì 29 luglio di aver presentato un’offerta vincolante per una quota compresa tra il 44,9% e il 49,9% del vettore statale portoghese TAP, ultima fase della gara che la contrappone al gruppo tedesco Lufthansa, anch’esso in corsa con un’offerta vincolante depositata lo stesso giorno. Gli analisti stimano il valore complessivo di TAP in almeno 1,5 miliardi di euro. La società di partecipazioni statale Parpública avrà trenta giorni per valutare le due offerte e riferire al governo portoghese, che punta a concludere il processo entro settembre.
Secondo la proposta illustrata da Air France-KLM, l’ingresso di TAP nel gruppo permetterebbe di fare di Lisbona il proprio hub esclusivo per il Sud Europa, ampliando la connettività verso le Americhe e l’Africa e valorizzando la posizione di TAP sul mercato brasiliano. Smith ha dichiarato al Financial Times di non voler commentare il valore economico dell’offerta presentata dal gruppo, sottolineando però la lunga esperienza di Air France-KLM nella gestione di rapporti con azionisti pubblici e il fatto che il gruppo abbia preservato l’identità e la sede olandese di KLM dopo la fusione. Air France-KLM serve attualmente quattro città in Brasile contro le undici coperte da TAP, ha aggiunto l’amministratore delegato, sostenendo che le sovrapposizioni tra le reti delle due compagnie sarebbero limitate.

