Pechino vuole essere percepita come diplomaticamente neutrale. Nel frattempo, dai documenti resi pubblici emerge che soldati russi hanno partecipato ad addestramenti segreti nelle basi cinesi.
Alla luce del conflitto in corso in Ucraina, le relazioni tra Russia e Cina assumono un carattere sempre più militare. Come riporta l’agenzia di stampa Reuters, basandosi su documenti segreti e fonti di intelligence, l’esercito cinese ha condotto addestramenti specialistici per soldati russi.
Sebbene Pechino e Mosca neghino categoricamente queste informazioni, i dettagli rivelati hanno suscitato allarme nelle capitali europee, che osservano con crescente attenzione questa alleanza.
La cooperazione tra Russia e Cina va ben oltre le normali manovre militari. Dai documenti emerge che il programma segreto di addestramento è stato approvato ai massimi livelli del Cremlino, personalmente dal ministro della Difesa russo Andrej Belousov.
Alla realizzazione del progetto sono stati coinvolti direttamente almeno quattro generali di alto rango di entrambi i paesi, tra cui il vicecomandante delle forze terrestri russe e il capo dell’Accademia militare cinese per la difesa radiologica, chimica e biologica. Una rappresentanza così forte da parte del comando segnala chiaramente che questo scambio riveste un’importanza profondamente strategica per entrambi i paesi.
Conoscenze sulle armi di distruzione di massa
Particolare preoccupazione in Europa suscita la tematica delle esercitazioni. Alla fine dello scorso anno, in centri specializzati in Cina si sono tenuti corsi della durata di diverse settimane, il cui obiettivo principale era la difesa dagli attacchi con armi radiologiche, biologiche e chimiche.
I militari russi hanno preso visione, tra l’altro, di modelli di reattori nucleari, sistemi di ricognizione chimica e sistemi avanzati di protezione dalla contaminazione. Inoltre, alcune notizie suggeriscono che una parte dei circa duecento soldati russi addestrati in Asia sia stata inviata poco dopo direttamente al fronte in Ucraina.
Sia la Cina che la Russia negano categoricamente le notizie riportate dai media. Pechino continua a costruire l’immagine di uno Stato neutrale e di potenziale mediatore di pace, definendo le accuse dell’Unione Europea calunnie infondate.
Il Cremlino, dal canto suo, considera queste notizie come falsità assurde. I rappresentanti del parlamento russo sostengono con grande sicurezza che, dopo diverse decine di mesi di sanguinosi combattimenti in Ucraina, l’esercito russo non abbia nulla da imparare da uno Stato che da decenni non prende parte ad alcun conflitto armato reale.
Con quest’ultima tesi concordano del resto, in parte, gli stessi rapporti interni russi. Se da un lato gli ufficiali di Mosca hanno elogiato l’impressionante livello delle attrezzature cinesi, i moderni simulatori e l’eccellente preparazione teorica degli istruttori locali, dall’altro hanno criticato la loro evidente mancanza di esperienza pratica sul vero campo di battaglia.
Il risveglio a Bruxelles
Per i paesi occidentali, tuttavia, queste informazioni costituiscono un segnale d’allarme di enorme importanza. I rappresentanti della diplomazia dell’Unione Europea, tra cui Kaja Kallas, hanno ammesso che Bruxelles dispone di una propria conferma indipendente dello svolgimento di tali addestramenti e sta attualmente analizzandone le potenziali conseguenze.
L’Unione Europea, che finora ha imposto sanzioni principalmente a singole aziende cinesi che sostengono lo sforzo bellico russo, si trova di fronte a un nuovo dilemma. A porte chiuse sono in corso difficili discussioni sul fatto che, nei rapporti con la seconda economia mondiale – e partner commerciale chiave dell’Europa – le priorità di sicurezza non debbano, in ultima analisi, prevalere sugli interessi commerciali. L’Occidente, infatti, sta iniziando a vedere nella Cina non più solo un gigante commerciale, ma un fattore determinante che consente alla Russia di condurre una guerra di lunga durata.
Leggi qui l’articolo originale di Focus Europe Poland.

