La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sulle bozze di linee guida relative ai cosiddetti trusted flaggers, i “segnalatori fidati”, figure chiave nell’architettura del Digital Services Act (DSA) per il contrasto ai contenuti illegali sulle piattaforme online. Il termine per inviare feedback è fissato al 26 giugno 2026, con l’obiettivo di adottare il testo definitivo nella seconda metà dell’anno.

Il DSA attribuisce a questi soggetti un ruolo privilegiato: le piattaforme online sono tenute a trattare con priorità le segnalazioni che provengono da organizzazioni riconosciute come trusted flaggers, pur mantenendo la responsabilità finale di verificare l’effettiva illegalità del contenuto. Si tratta di enti specializzati nell’individuazione di materiale illegale che spazia dagli abusi sui minori alle violazioni della proprietà intellettuale, dalle frodi online alle molestie digitali.

Ad oggi sono già stati designati oltre 70 segnalatori fidati in tutta Europa, con profili molto diversi tra loro. Tra questi figurano la Bank of Ireland, specializzata nelle frodi finanziarie, la finlandese Someturva, focalizzata sulle molestie online e in particolare sulla condivisione non consensuale di materiale intimo, e Child Focus, organizzazione belga attiva nel contrasto agli abusi sessuali sui minori.

Cosa prevedono le linee guida

La bozza pubblicata dalla Commissione interviene su più livelli. Sul piano procedurale, chiarisce i criteri e il processo attraverso cui i Coordinatori nazionali per i servizi digitali, vale a dire le autorità designate da ciascuno Stato membro, possono attribuire lo status di trusted flagger. Sul piano tecnico, fornisce indicazioni operative su come i segnalatori e le piattaforme debbano gestire le notifiche di contenuti illegali.

Un capitolo rilevante riguarda le garanzie di indipendenza e integrità del meccanismo, pensate per evitare che lo strumento venga utilizzato in modo distorto. Le misure previste includono la pubblicazione di relazioni annuali di trasparenza da parte dei segnalatori fidati, nonché procedure per la sospensione o la revoca dello status in caso di irregolarità. Il testo ribadisce inoltre che l’intero sistema deve operare nel pieno rispetto della libertà di espressione.

Il percorso verso le linee guida

Le bozze sono state elaborate anche sulla base di uno studio commissionato dalla stessa Commissione sull’implementazione del meccanismo previsto dall’articolo 22 del DSA.

La ricerca ha mappato i sistemi di segnalazione volontaria già esistenti a livello europeo e nazionale, schemi analoghi al trusted flagger ma gestiti da soggetti privati su base volontaria, individuando criticità e possibili sfide applicative. I dati sono stati raccolti attraverso ricerca documentale e interviste con piattaforme, potenziali candidati allo status di trusted flagger e Coordinatori nazionali.

La Commissione invita ora a partecipare alla consultazione tutte le parti interessate: piattaforme digitali, segnalatori già designati, candidati, ricercatori e organizzazioni della società civile. Le osservazioni raccolte alimenteranno la versione finale delle linee guida, attesa entro fine 2026.

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