Migliaia di georgiani si sono riuniti martedì (26 maggio) nella capitale Tbilisi, in occasione della Festa dell’Indipendenza, per una nuova manifestazione europeista contro l’allontanamento del governo georgiano dai valori democratici e dall’Occidente.

Le persone, con bandiere georgiane ed europee in mano, hanno raggiunto progressivamente l’edificio del Parlamento nel centro della capitale, dove sono stati dispiegati anche centinaia di poliziotti. Molti tenevano inoltre in mano ritratti dell’ex presidente georgiano incarcerato Mikheil Saakašvili, che durante il suo mandato promosse stretti rapporti con l’Occidente.

La manifestazione è stata organizzata da un’alleanza di partiti di opposizione, che negli ultimi tempi sta cercando di superare le divisioni interne e creare un fronte unito contro il governo. In Georgia è in corso una crisi politica dalle elezioni parlamentari del 2024, che l’opposizione definisce truccate. I partiti di opposizione hanno rifiutato di riconoscere il nuovo Parlamento e il governo.

La tensione nel Paese si è aggravata dopo che il governo ha rinviato fino al 2028 i negoziati sull’adesione all’Unione europea con Bruxelles. Questa decisione ha provocato mesi di proteste accompagnate da interventi della polizia contro manifestanti, esponenti dell’opposizione, società civile e media indipendenti.

“Siamo in piazza da oltre 500 giorni e continueremo finché sarà necessario per difendere il futuro europeo della Georgia”, ha dichiarato ad AFP la studentessa ventenne Maja. “Alla fine il popolo vincerà. Nessun governo autoritario può resistere a un popolo unito – e noi siamo uniti”, ha affermato un altro manifestante, il chimico cinquantanovenne Irakli Nanadze.

L’ingresso della Georgia nell’Unione europea è sancito dalla Costituzione e, secondo i sondaggi d’opinione, è sostenuto da oltre l’80% della popolazione.

Il partito di governo Sogno Georgiano ha annunciato lo scorso anno un piano per vietare i principali partiti politici, una misura che i critici dell’attuale leadership hanno definito un ulteriore passo verso l’autoritarismo.

I Paesi occidentali hanno ripetutamente criticato l’indebolimento delle istituzioni democratiche nel Paese e imposto sanzioni contro esponenti del partito Sogno Georgiano.

La Georgia ha dichiarato l’indipendenza dall’Unione Sovietica il 9 aprile 1991. Tuttavia celebra la Festa dell’Indipendenza il 26 maggio: in quel giorno del 1918 nacque infatti la Repubblica Democratica di Georgia indipendente.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da euBrief disponibile qui.

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