La Commissione europea conferma di aver ricevuto la lettera inviata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla presidente Ursula von der Leyen, ma per il momento evita di entrare nel merito della richiesta italiana di maggiore flessibilità di bilancio per affrontare la crisi energetica, invitando a usare a pieno i fondi attualmente disponibili.
In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha chiesto di estendere all’energia la flessibilità fiscale già prevista per la difesa attraverso la clausola di flessibilità, sostenendo che l’attuale impennata dei prezzi energetici stia rappresentando una minaccia strategica per l’economia europea paragonabile a quella della sicurezza militare.
La richiesta italiana giunge mentre la crisi in Medio Oriente continua a pesare sui mercati energetici, con l’instabilità nell’area dello Stretto di Hormuz che mantiene elevati i prezzi del petrolio e dell’energia. Meloni nella lettera sostiene che “sarebbe molto difficile spiegare ai cittadini” perché l’Unione europea consenta margini di flessibilità per la spesa militare ma non per misure destinate a proteggere famiglie e imprese dall’aumento delle bollette.
Rispondendo durante il briefing quotidiano della Commissione, la portavoce capo Paula Pinho ha confermato che “la lettera della presidente del Consiglio Meloni è stata effettivamente ricevuta”. Pinho ha però chiarito che l’esecutivo europeo non intende ancora commentare “il contenuto” né “per ora, la risposta alla lettera”.
A ribadire la linea della Commissione è stato Balazs Ujvari, portavoce dell’esecutivo UE per l’Economia e il Bilancio, che ha ricordato come “in questa fase, l’attenzione è concentrata sul pieno utilizzo dei finanziamenti dell’UE molto significativi già disponibili”.
Ujvari ha indicato che, “come ha ricordato la stessa presidente dopo l’informale del Consiglio europeo a Cipro, circa 300 miliardi di euro sono già stati messi a disposizione per investimenti energetici attraverso strumenti come NextGenerationEU, la politica di coesione e anche il Fondo per la modernizzazione, con circa 95 miliardi ancora da utilizzare”. Secondo Ujvari, “il focus principale ora è garantire che gli Stati membri utilizzino effettivamente i fondi rimanenti”.
Il portavoce ha aggiunto che la Commissione sta lavorando anche “per mobilitare investimenti privati” e ha ricordato che “recentemente abbiamo reso più flessibile anche il quadro sugli aiuti di Stato, proprio per sostenere questo tipo di investimenti, anche nel contesto della sicurezza energetica, della scarsità e dei prezzi elevati”.

