L’UE prova a riempire il vuoto lasciato dal disimpegno di altri attori nella salute globale, ma lo fa legando sempre più cooperazione sanitaria, sicurezza economica, catene di approvvigionamento e competitività europea. Mercoledì, l’esecutivo UE ha lanciato, infatti, l’iniziativa globale per la resilienza sanitaria, una strategia da tempo attesa e che mira a posizionare l’Europa “come attore affidabile e in prima linea nella salute globale, potenziando la prevenzione, la preparazione e la risposta a livello globale alle future minacce sanitarie e colmando le lacune in termini di resilienza dei sistemi sanitari”.
L’iniziativa delinea priorità chiave e azioni di punta volte a rinnovare radicalmente l’architettura sanitaria multilaterale e a sostenere la transizione dei Paesi partner verso la sovranità sanitaria in un contesto di finanziamento in rapida evoluzione. L’obiettivo è quello di rendere l’Europa in grado di rispondere più rapidamente alle minacce e alle crisi sanitarie in un mondo interconnesso, sulla base di un solido sistema multilaterale e della cooperazione con i partner. Secondo Bruxelles, ciò rafforza ulteriormente l’autonomia strategica e la competitività dell’UE e sostiene la transizione dei partner dalla dipendenza dagli aiuti verso la sovranità sanitaria.
Presentando l’iniziativa in conferenza stampa, il commissario europeo per i Partenariati internazionali, Jozef Síkela, ha collegato direttamente il nuovo quadro alla crescente frequenza delle emergenze sanitarie e al recente caso di hantavirus registrato a bordo di una nave da crociera nell’Atlantico. L’episodio, ha osservato, “ci ha ricordato la nostra vulnerabilità quando si tratta di salute”, anche alla luce dell’esperienza del Covid-19. Secondo Síkela, “la frequenza e l’intensità delle epidemie stanno aumentando” e la nuova iniziativa rappresenta la risposta dell’UE a tre “dure verità”: le minacce sanitarie non rispettano i confini, investire nella preparazione salva vite e risorse, e la dipendenza da pochi fornitori è pericolosa in un contesto in cui la salute può essere “strumentalizzata per scopi geopolitici”.
L’iniziativa si innesta su strumenti già esistenti dell’azione europea in materia sanitaria e internazionale: l’Unione europea della salute, la strategia UE per la preparazione alle emergenze, la strategia globale dell’UE in materia di salute e gli investimenti del Global Gateway nei Paesi partner. Attraverso il Global Gateway e l’approccio Team Europe, Bruxelles punta a mobilitare risorse pubbliche e private e strumenti finanziari innovativi per aiutare i partner a colmare le lacune negli investimenti, rafforzando la capacità di prevedere, prevenire, individuare e rispondere alle minacce sanitarie transfrontaliere.
Il nuovo quadro si appoggia anche su iniziative già avviate. Tra queste, la Team Europe Initiative sulla produzione e l’accesso a vaccini, medicinali e tecnologie sanitarie in Africa, nota come MAV+, che ha mobilitato circa 2 miliardi di euro per affrontare il problema della domanda e dell’offerta di prodotti medicali nel continente africano. A questo si aggiungono il recente impegno di 700 milioni di euro dell’UE a favore del Fondo globale, il contributo di 1,7 miliardi di euro dell’UE e degli Stati membri all’Organizzazione mondiale della sanità nel biennio 2024-2025, quasi 1 miliardo di euro di Horizon Europe per ricerca e innovazione sanitaria, oltre 130 milioni di euro di EU4Health destinati tra il 2022 e il 2024 a partner internazionali e 745 milioni di euro per interventi sanitari in contesti umanitari tra il 2022 e il 2025.
Ridurre le frammentazioni, puntare su sistemi sanitari resilienti e autonomia europea
Su questa base, l’iniziativa globale per la resilienza sanitaria individua cinque aree prioritarie chiave che apportano il maggior valore aggiunto al contributo dell’UE alla stabilità e all’azione collettiva in materia di salute globale.
La prima area mira a promuovere un’architettura sanitaria globale più efficace e meno frammentata, in grado di affrontare le sfide attuali, comprese le lacune finanziarie. Bruxelles propone un maggiore coordinamento all’interno dell’UE in materia di salute globale, ricordando di aver già mobilitato oltre 6 miliardi di euro per investimenti nel settore sanitario nell’ambito dello strumento “Vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale” e rendendo la salute un pilastro fondamentale del Global Gateway, il braccio dell’UE per gli investimenti esterni.
Secondo Síkela, l’obiettivo è intervenire su un sistema internazionale ancora troppo dispersivo. “Ci sono troppi attori, troppi mandati sovrapposti”, ha affermato il commissario, sottolineando che l’UE intende rafforzare il coordinamento con gli Stati membri e tra gli Stati membri anche sul piano degli impegni finanziari. Per Bruxelles, la frammentazione dell’architettura sanitaria globale non è solo un problema istituzionale, ma anche un fattore che riduce la capacità di risposta collettiva davanti alle crisi.
La seconda area riguarda il sostegno ai sistemi sanitari resilienti e a guida nazionale. Infatti, per la Commissione sistemi sanitari nazionali solidi “sono la spina dorsale della resilienza”, rendendo i Paesi in grado di rispondere alle crisi, proteggere la popolazione e garantire la continuità delle cure durante gli shock. L’UE afferma che sosterrà la transizione dei Paesi partner verso la sovranità sanitaria attraverso investimenti concreti e la condivisione di competenze, con particolare attenzione all’assistenza sanitaria primaria.
Síkela ha definito i sistemi sanitari nazionali “la prima linea di difesa e di risposta”, avvertendo che se un sistema sanitario cede a livello nazionale, il rischio può propagarsi oltre i confini. Per i Paesi partner, ha spiegato, ciò significa maggiore sovranità e minore dipendenza, attraverso finanziamenti sostenibili, condivisione di competenze e rafforzamento dell’assistenza sanitaria primaria.
La terza area prevede invece di rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta a livello internazionale alle minacce e alle crisi sanitarie globali. Questo punto è di particolare importanza alla luce di una diffusione, per ora ancora sotto controllo, di hantavirus.
L’UE sostiene di voler rafforzare le reti globali per migliorare l’individuazione, la preparazione e la risposta alle minacce epidemiche, ma anche la propria capacità di risposta alle crisi garantendo una maggiore disponibilità di contromisure mediche, tra cui terapie, vaccini e strumenti diagnostici. L’UE sosterrà inoltre un sistema di monitoraggio della salute globale e della resilienza per tracciare la spesa sanitaria globale.
Per Síkela, non tutto può essere lasciato al livello nazionale. Sistemi di sorveglianza, laboratori e capacità di trattamento richiedono un coordinamento globale più forte, in modo da colmare le lacune e garantire che i sistemi siano pronti prima che una crisi sanitaria degeneri. In questo quadro, la Commissione punta a rafforzare le reti globali per migliorare l’individuazione delle minacce, aumentare la disponibilità di contromisure mediche e sviluppare un sistema globale di monitoraggio della salute e della resilienza.
Altro punto della strategia riguarda la necessaria diversificazione delle catene di approvvigionamento globali e della produzione di prodotti sanitari chiave.
Come indicato da Bruxelles, l’iniziativa rafforza la competitività dell’UE e promuove partenariati reciprocamente vantaggiosi con le imprese e le autorità dei Paesi partner, ma rafforza anche la “scienza e la tecnologia medica europee”, ampliando al contempo le capacità produttive globali e le opportunità di investimento che supportano lo sviluppo di infrastrutture, competenze e posti di lavoro a livello locale.
A tal fine, Bruxelles afferma che “sosterrà la diversificazione delle catene di approvvigionamento globali, lo sviluppo di prodotti sanitari chiave e la cooperazione internazionale in materia di scambio di conoscenze relative alle contromisure mediche e alla capacità di risposta rapida”.
Inoltre, la Commissione precisa che accelererà l’impiego degli strumenti di investimento europei, come l’iniziativa Team Europe sulla produzione e l’accesso a vaccini, medicinali e tecnologie sanitarie, MAV+, e cercherà la cooperazione con il settore privato per sostenere gli investimenti nei Paesi partner.
Secondo Síkela, catene di approvvigionamento più diversificate significano sostenere lo sviluppo e la produzione di prodotti sanitari essenziali nei Paesi partner, promuovere partenariati globali per lo scambio di conoscenze e rafforzare le reti di ricerca clinica. “L’Europa guadagna da catene di approvvigionamento più forti”, ha osservato il commissario, mentre i partner beneficiano di investimenti in infrastrutture locali, competenze e posti di lavoro, anche attraverso partenariati con le imprese europee.
Infine, la quinta e ultima area di azione è il rafforzamento della resilienza sociale promuovendo la fiducia nella scienza e contrastando la disinformazione e le notizie false in ambito sanitario, al fine di garantire che le politiche sanitarie globali rimangano ancorate a prove scientifiche e alla cooperazione. In concreto, l’iniziativa contribuirà a migliorare l’accesso a dati scientifici affidabili, a rafforzare la cooperazione con i Paesi partner in materia di comunicazione sulla salute pubblica e a sostenere gli sforzi per contrastare le informazioni sanitarie false e fuorvianti.
Anche su questo fronte, Síkela ha richiamato l’esperienza delle crisi recenti, osservando che durante le emergenze sanitarie aumenta il rischio di disinformazione. Per questo, ha affermato, l’UE deve fare di più per tutelare l’integrità dello spazio informativo, rafforzare la fiducia nella scienza e contrastare disinformazione, cattiva informazione e interferenze straniere nel campo della salute.
Per tradurre queste priorità in azioni concrete, la Global Health Resilience Initiative comprende nove misure principali a livello nazionale, regionale e globale, con l’obiettivo di migliorare la preparazione, il coordinamento e la costruzione di sistemi resilienti in tutto il mondo. La loro attuazione inizierà tra il 2026 e il 2027.
Per Síkela, il messaggio politico dell’iniziativa è che la salute deve restare alta nell’agenda globale e che l’UE intende contribuire a definirne le priorità. “L’iniziativa di oggi dimostra che l’Unione europea è un partner globale nella salute fondato sui principi, affidabile e lungimirante”, ha affermato il commissario, sottolineando che le proposte sono “pratiche, mirate e pensate per avere impatto”. Ora, ha concluso, “il vero lavoro, la collaborazione, l’investimento, l’azione iniziano sostanzialmente adesso”.

