Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha incontrato giovedì a Roma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in una giornata dominata dalla crisi con l’Iran, dalla sicurezza nel Mediterraneo e dal futuro del ruolo americano in Europa.

Il colloquio con Meloni, durato circa un’ora e mezza a Palazzo Chigi, arriva in un momento di forte tensione internazionale dopo gli attacchi statunitensi contro siti iraniani e mentre Washington attende una risposta di Teheran alla propria proposta negoziale.

“Ci sarà uno sviluppo nelle prossime ore”, ha dichiarato Rubio parlando con la stampa al termine degli incontri romani. “L’Iran è frammentato, ma spero davvero in una proposta seria da parte loro”.

Secondo Rubio, gli Stati Uniti hanno registrato “grossi passi avanti” nei negoziati, ma uno degli ostacoli resta la volontà iraniana di creare un’autorità per regolare il traffico nello Stretto di Hormuz, una mossa che secondo Washington rischierebbe di “normalizzare” l’attuale situazione di controllo e pedaggi sulla rotta energetica strategica.

Il nodo Medio Oriente

Nel bilaterale con Meloni, così come in quello precedente con Tajani alla Farnesina, il focus si è concentrato soprattutto sulla situazione in Medio Oriente: dalla crisi nello Stretto di Hormuz al cessate il fuoco tra Libano e Israele, fino al futuro della missione Unifil e al disarmo di Hezbollah.

Rubio ha sottolineato che “l’Italia può fare qualcosa in più per contribuire a risolvere la situazione in Libano”, facendo riferimento alla presenza italiana nell’area e all’esperienza diplomatica e militare maturata da Roma nella regione.

Il segretario di Stato ha inoltre annunciato nuovi colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Stati Uniti, previsti la prossima settimana a Washington.

Nel comunicato diffuso dal Dipartimento di Stato americano dopo l’incontro con Tajani si sottolinea anche “la necessità che le nazioni occidentali proteggano i propri interessi economici”, oltre all’importanza della libertà di navigazione e della sicurezza marittima nelle principali rotte internazionali.

Nessun confronto sulle basi Usa

Rubio ha però smentito che durante il faccia a faccia con Meloni si sia discusso di un possibile ridimensionamento della presenza militare americana in Italia, tema tornato al centro del dibattito dopo le recenti dichiarazioni di Donald Trump sul ruolo degli alleati Nato.

“Con Meloni non abbiamo parlato di basi”, ha detto il segretario di Stato, definendosi comunque “un forte sostenitore della Nato”.

Rubio ha però criticato indirettamente alcuni partner europei, citando la Spagna, accusata di aver negato agli Stati Uniti l’utilizzo di alcune basi durante operazioni legate all’Iran. Una scelta che, secondo Washington, avrebbe creato “pericoli inutili”.

Tajani, dal canto suo, ha insistito sulla centralità del rapporto transatlantico. “L’Europa ha bisogno dell’America, l’Italia ha bisogno dell’America, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa e dell’Italia”, ha dichiarato il vicepremier dopo il bilaterale.

Il ministro degli Esteri ha inoltre ribadito a Rubio l’importanza di mantenere una presenza americana forte in Europa “per rafforzare la Nato”, sottolineando al tempo stesso che gli europei stanno aumentando il proprio impegno sulla difesa.

Ucraina e Vaticano

Rubio ha affrontato anche il dossier ucraino, ribadendo che gli Stati Uniti restano disponibili a svolgere un ruolo di mediazione tra Mosca e Kyiv, ma “senza perdere tempo”.

“Non vogliamo sprecare energie e sforzi che non portano a nulla”, ha spiegato, pur confermando la disponibilità americana a favorire negoziati se dovessero emergere reali possibilità di progresso.

Nel corso della visita romana, Rubio ha avuto anche un incontro con Papa Leone XIV. “Abbiamo un rapporto molto forte con il Vaticano”, ha dichiarato, precisando che il viaggio era stato pianificato “molto tempo prima”.

A margine della visita alla Farnesina, Tajani ha consegnato al segretario di Stato un albero genealogico delle sue origini piemontesi. Rubio ha scherzato sulla possibilità di imparare l’italiano: “La prossima volta terrò un discorso in italiano”.

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