La revisione della direttiva europea sulle accise sul tabacco entra in una fase politicamente delicata, con la Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea impegnata a costruire un compromesso tra obiettivi di salute pubblica, sostenibilità economica, tutela delle prerogative nazionali e necessità di garantire entrate fiscali stabili.

In questo contesto, l’Hermes European Study Centre, think tank indipendente con sedi a Roma e Bruxelles, sostiene il testo di mediazione presentato da Cipro il 17 aprile 2026, definendolo una base “strutturata e fondata” per rivedere la proposta presentata dalla Commissione europea nel luglio 2025 per aggiornare la Tobacco Excise Directive (TED), la direttiva 2011/64/UE sulle accise applicate ai prodotti del tabacco.

Secondo il documento di Hermes, la proposta originaria avrebbe introdotto aumenti fiscali “ampi e improvvisi”, tra cui un incremento superiore al 1.000 per cento delle aliquote su sigari e sigaretti e un aumento del 139 per cento sulle sigarette. A destare preoccupazione era anche l’approccio considerato troppo automatico e centralizzato, in particolare per il meccanismo di indicizzazione all’inflazione senza tetto massimo, che secondo il think tank rischiava di generare effetti distorsivi in un’economia europea già attraversata da tensioni strutturali.

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Una risposta più graduale alla proposta della Commissione

Per Hermes, la proposta di Cipro “non rappresenta un arretramento rispetto agli obiettivi di armonizzazione, ma piuttosto una loro reinterpretazione alla luce delle attuali condizioni economiche e politiche”. L’obiettivo non sarebbe, dunque, abbandonare il coordinamento europeo, ma renderlo politicamente sostenibile e compatibile con le diverse condizioni dei mercati nazionali.

“Il compromesso della Presidenza cipriota rappresenta un necessario equilibrio tra esigenze differenti, evitando approcci ideologici e privilegiando una visione pratica e sostenibile della politica fiscale europea”, ha dichiarato Giovanni Kessler, presidente del Comitato scientifico di Hermes – già Direttore dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). “Dimostra che l’Europa può adottare soluzioni efficaci senza compromettere la stabilità economica e la coesione sociale”, ha aggiunto.

“Questo testo introduce elementi fondamentali di prevedibilità e gradualità, essenziali per garantire un contesto normativo stabile e favorevole agli investimenti”, ha aggiunto Giuseppe Tanga, Direttore di Hermes – European Study Centre. “Un approccio equilibrato consente non solo di perseguire obiettivi di salute pubblica, ma anche di proteggere le filiere produttive e ridurre il rischio di distorsioni del mercato, comprese le attività illegali”, ha precisato.

Nello specifico, la logica di fondo individuata dal position paper è quella della sostenibilità. Il compromesso cipriota punta a costruire un percorso graduale, capace di ottenere il consenso degli Stati membri e di evitare shock fiscali improvvisi. Tra gli aggiustamenti principali indicati dal documento figurano aumenti più pragmatici delle accise minime, periodi transitori più lunghi, un tetto del 6 per cento all’adeguamento all’inflazione, una maggiore differenziazione tra categorie di prodotto e l’eliminazione degli atti delegati per tutelare la sovranità nazionale in materia.

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Dalla salute pubblica alla difesa: il nodo delle nuove risorse europee

Il rapporto tra fiscalità e stabilità economica è uno degli aspetti centrali analizzati da Hermes. Uno degli aspetti più rilevanti del compromesso consiste nella scelta di evitare aumenti delle accise “eccessivamente rapidi e automatici”. Il documento osserva che shock fiscali improvvisi possono avere conseguenze sull’economia reale, incidendo sulla domanda interna e sulla resilienza delle catene produttive.

Infatti, pur essendo un settore fortemente regolamentato per ragioni di salute pubblica, il tabacco rimane una componente significativa di diverse economie nazionali, coinvolgendo una filiera ampia che va dalla produzione alla distribuzione al dettaglio, che interventi fiscali troppo aggressivi, rischierebbero di destabilizzare questo ecosistema, con ricadute occupazionali e fiscali non trascurabili.

Il compromesso cipriota prevede periodi transitori più estesi per i prodotti del tabacco e della nicotina, con l’obiettivo di consentire un aumento del gettito senza compromettere la stabilità economica. Per Hermes in questa impostazione la politica fiscale è “concepita non soltanto come uno strumento per aumentare il gettito, ma come una leva di equilibrio macroeconomico”.

Sul piano tecnico, il position paper di Hermes evidenzia alcune differenze rilevanti tra il quadro attuale, la proposta precedente e l’ultimo compromesso. Per le sigarette, il testo cipriota manterrebbe il livello al 60 per cento del prezzo medio ponderato di vendita, rispetto al 63 per cento previsto nella proposta precedente. Per sigari e sigaretti si passerebbe dai 12 euro attuali per 1.000 pezzi o per chilogrammo a 95 euro, rispetto ai 143 euro della proposta precedente. Per il tabacco trinciato fine il compromesso indicherebbe il 60 per cento del prezzo medio ponderato, contro il 62 per cento della proposta precedente e il 50 per cento attuale. Per il tabacco riscaldato il livello sarebbe fissato a 280 euro per chilogrammo, rispetto ai 300 euro della proposta precedente, mentre per le bustine di nicotina il compromesso prevederebbe 95 euro per chilogrammo, contro i 107 euro inizialmente ipotizzati.

Un altro punto politicamente sensibile riguarda la governance della revisione. Il compromesso, secondo Hermes, rafforza la prevedibilità normativa introducendo un tetto agli adeguamenti automatici invece di lasciare che le aliquote aumentino automaticamente con l’inflazione. Inoltre, la scelta di non ricorrere agli atti delegati per i futuri adeguamenti delle aliquote viene letta come una risposta alle preoccupazioni degli Stati membri sulla sovranità fiscale. Il think tank osserva che “in un contesto di incertezza globale, la prevedibilità delle regole costituisce un fattore competitivo cruciale per l’Unione europea”.

Il position paper insiste poi anche sulla necessità di tenere insieme salute pubblica, coesione sociale e funzionamento del mercato interno. Se da un lato la riduzione del consumo di tabacco resta un obiettivo prioritario, dall’altro, secondo Hermes, deve essere perseguita attraverso strumenti calibrati e coerenti con le dinamiche reali del mercato. Alla luce di ciò, la differenziazione tra categorie di prodotto viene presentata come un elemento essenziale per evitare l’applicazione uniforme di misure a realtà molto diverse. In particolare, il documento sostiene che il riconoscimento dei prodotti a rischio ridotto può aprire la strada a politiche di transizione più efficaci, “finalizzate non soltanto alla riduzione dei consumi, ma anche alla mitigazione del danno”.

Dal punto di vista sociale, la gradualità degli aumenti viene collegata alla necessità di limitare l’impatto regressivo delle accise. In un contesto di inflazione elevata e di pressione sul potere d’acquisto delle famiglie, un aumento troppo brusco della tassazione potrebbe colpire in modo sproporzionato i consumatori a reddito più basso. Secondo Hermes, la proposta cipriota affronta inoltre in modo più realistico il problema del commercio illecito: riducendo gli incentivi economici al contrabbando, il compromesso contribuirebbe a proteggere sia il gettito fiscale sia la sicurezza del mercato.

Il documento amplia poi il ragionamento oltre il settore del tabacco, collegando la riforma delle accise al dibattito sulle risorse fiscali europee nel prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 e sul finanziamento delle priorità strategiche comuni.

Secondo Hermes, uno degli aspetti più innovativi del dibattito riguarda il ruolo delle entrate fiscali in prospettiva europea: risorse tradizionalmente considerate una prerogativa nazionale potrebbero essere reinterpretate come uno strumento strategico per l’Unione. Il position paper afferma che “la questione del finanziamento della difesa europea ha acquisito una centralità senza precedenti”, alla luce dei recenti sviluppi geopolitici e della necessità di rafforzare la capacità dell’Europa di agire autonomamente sul piano della sicurezza e della proiezione internazionale.

In questa prospettiva, un sistema di accise ben strutturato potrebbe contribuire a generare entrate stabili e prevedibili. Il documento sostiene che, riducendo la volatilità del gettito e limitando l’erosione fiscale, il compromesso della Presidenza cipriota crea le condizioni per un uso più strategico di queste risorse. Il riferimento più esplicito è alla possibilità di sviluppare strumenti come TEDOR quale risorsa propria dell’Unione, passaggio che, secondo Hermes, renderebbe la riforma della direttiva sulle accise un tassello più ampio nella costruzione di una “reale autonomia strategica europea”.

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