Le compagnie aeree globali hanno tagliato oltre 2 milioni di posti dai voli di maggio nelle ultime settimane, mentre la crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente si traduce in un problema sempre più concreto di disponibilità di carburante. A riferirlo è il Financial Times, che cita i dati della società di analisi Cirium.

Il taglio della capacità arriva in un contesto di forte pressione sui costi: dall’inizio del conflitto in Iran a fine febbraio, il prezzo del jet fuel è raddoppiato, costringendo i vettori ad aumentare le tariffe e, in alcuni casi, a rivedere intere tratte. Ma il nodo non è solo il prezzo. Le compagnie temono di non riuscire a fare rifornimento in alcune destinazioni, con il rischio di ritrovarsi con aerei bloccati lontano dalle basi operative.

Secondo Cirium, che monitora oltre il 97% dei voli commerciali globali, migliaia di voli sono già stati cancellati e molte compagnie stanno passando ad aeromobili più piccoli o più efficienti per contenere i consumi. In parallelo, la chiusura di diversi hub nel Golfo, snodi cruciali per i collegamenti tra Europa e Asia, sta ridisegnando le rotte globali, creando squilibri tra domanda e offerta.

I grandi vettori del Golfo come Emirates, Etihad Airways e Qatar Airways stanno ancora riorganizzando le operazioni dopo le interruzioni iniziali del conflitto, con cancellazioni e modifiche ai programmi di volo. Ma la risposta è ormai globale.

Compagnie europee e internazionali — tra cui British Airways, United Airlines, Lufthansa, Turkish Airlines, Delta Air Lines e Air China — stanno riducendo capacità e frequenze per contenere i costi e limitare i rischi operativi. Lufthansa, in particolare, ha cancellato migliaia di voli nei prossimi mesi, mentre Turkish Airlines è tra quelle che hanno tagliato più posti nelle ultime settimane.

Le scelte operative riflettono la nuova realtà del settore: Etihad, ad esempio, ha sostituito su alcune rotte l’Airbus A350 da circa 400 posti con il più efficiente Boeing 787, con una capacità ridotta ma consumi inferiori.

La crisi sta già avendo effetti anche sui passeggeri. Oltre all’aumento dei prezzi, alcune compagnie hanno introdotto sovrapprezzi legati al carburante anche dopo l’acquisto del biglietto, una pratica contestata da associazioni dei consumatori.

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