Il Parlamento europeo ha invitato al congelamento dei fondi europei destinati alla Slovacchia; il voto rappresenta un forte segnale politico, ma la decisione finale sul blocco delle risorse spetterà alla Commissione europea e agli Stati membri dell’Unione.

Nessun eurodeputato slovacco ha sostenuto la risoluzione. Molti parlamentari non hanno partecipato al voto, in particolare quelli di Slovacchia Progressista, oltre all’indipendente Milan Mazurek.

L’eurodeputato ceco Tomáš Zdechovský ha annunciato che il voto su una risoluzione relativa allo Stato di diritto in Slovacchia si terrà a maggio. La questione è stata inserita all’ordine del giorno su esplicita richiesta dei Verdi e grazie a un ampio accordo politico.

“Lavorerò su questo tema a nome del Partito Popolare Europeo nella commissione CONT e coordinerò le attività con i colleghi del PPE nella commissione LIBE”, ha dichiarato il deputato.

I punti principali del voto sulla Slovacchia

Nell’ambito della procedura di discarico di bilancio, il Parlamento europeo ha esaminato e votato una serie di punti critici relativi alla Slovacchia. In particolare, ha preso atto della riduzione già effettuata di 1,225 milioni di euro a seguito di irregolarità individuate dall’European Anti-Fraud Office. Ha inoltre chiesto l’attivazione del meccanismo di congelamento dei fondi UE dopo la soppressione della Procura speciale (UŠP) e dell’Agenzia nazionale anticrimine (NAKA), ritenuta lesiva dei sistemi anticorruzione.

Il Parlamento ha poi condannato gli attacchi di politici slovacchi contro una delegazione di controllo degli eurodeputati, che hanno reso necessaria la protezione della polizia, e ha segnalato sospetti di irregolarità in progetti finanziati con fondi europei, tra cui pensioni e ville riconducibili a persone vicine all’attuale governo. È stata inoltre evidenziata la pratica di occultare il mancato raggiungimento di traguardi nei pagamenti del fondo di ripresa NextGenerationEU.

Non è stato invece approvato l’emendamento AM 17, che riguardava presunte pressioni della Commissione europea su TikTok per censurare contenuti politici durante le elezioni slovacche del 2023.

L’eurodeputato tedesco dei Verdi Daniel Freund, durante una conferenza stampa prima del voto sul discarico di bilancio 2024, ha espresso ottimismo, sottolineando il consenso tra le principali famiglie politiche – PPE, socialisti (S&D), liberali (Renew Europe) e Verdi – che non hanno presentato emendamenti al rapporto.

Ha evidenziato che i cambiamenti nella legislazione e nelle istituzioni slovacche aumentano i rischi per le finanze europee, citando anche sospetti di abusi nei progetti turistici finanziati con fondi europei.

“Tutto ciò comporta un rischio maggiore per il bilancio europeo. Per questo la Commissione dovrebbe avviare una procedura di verifica della conformità al diritto UE e, al termine, congelare i fondi per la Slovacchia se l’attuale governo non introdurrà le modifiche necessarie”, ha dichiarato.

Pressione sul bilancio statale

In caso di congelamento dei fondi europei, è centrale il meccanismo di protezione del bilancio dell’Unione, il cosiddetto meccanismo di condizionalità.

Se Bruxelles può sospendere i fondi a uno Stato, quest’ultimo non può farlo nei confronti dei propri cittadini ma dovrà finanziare i progetti già avviati con risorse proprie. La sanzione non colpirebbe quindi direttamente imprese, enti locali o scuole, ma il bilancio pubblico e i contribuenti.

La pressione si trasferirebbe così sulle finanze pubbliche, mentre i beneficiari resterebbero tutelati per legge, affinché non diventino vittime di controversie politiche. Tuttavia, lo Stato potrebbe limitare gli effetti semplicemente evitando di bandire nuovi progetti, restringendo la tutela a quelli già contrattualizzati.

Reazione alla politica di Robert Fico

Gli eurodeputati hanno votato nell’ambito della procedura di discarico di bilancio, cioè la valutazione della gestione finanziaria dell’Unione da parte della Commissione nel periodo precedente. Già a marzo, la commissione bilancio del Parlamento aveva approvato un emendamento che segnalava problemi e rischi nell’uso dei fondi UE in Slovacchia.

Le preoccupazioni sono legate alle riforme del governo di Robert Fico negli ultimi due anni e mezzo, tra cui modifiche al codice penale, la soppressione della NAKA e della Procura speciale, nonché il tentativo di eliminare l’ufficio per la tutela dei whistleblower. È stato inoltre osservato che nel 2024 in Slovacchia sono stati esaminati molti meno casi di corruzione rispetto al passato.

La Commissione europea è stata invitata ad attivare il meccanismo di condizionalità nei confronti della Slovacchia, uno strumento che l’Unione può utilizzare per proteggere i fondi quando uno Stato membro viola i principi dello Stato di diritto.

Il meccanismo prevede diverse fasi: inizialmente la Commissione emette un avvertimento formale e invita lo Stato a intraprendere azioni correttive. In caso di mancata risposta, possono seguire misure più incisive.

La proposta di congelamento dei fondi era già stata sostenuta a marzo in commissione da partiti di diverso orientamento politico, rendendo prevedibile un esito simile in plenaria.

I rappresentanti di Slovacchia Progressista, insieme al gruppo Renew Europe, non hanno partecipato al voto. Avevano già annunciato che non avrebbero sostenuto la sospensione dei fondi europei, pur affermando che “Fico sta lavorando intensamente affinché questo scenario si realizzi”.

La proposta non è stata sostenuta nemmeno da Branislav Ondruš del partito di governo Hlas-SD, che ha ritenuto che il Parlamento europeo non abbia competenze decisionali in materia e che si tratti di “un gioco politico a spese dei cittadini”.

Contraria anche l’eurodeputata Miriam Lexmann del Movimento Cristiano-Democratico (KDH), affiliato al PPE, secondo cui il blocco dei fondi peggiorerebbe la situazione economica dei cittadini.

E adesso?

La risoluzione adottata rappresenta un invito all’azione per la Commissione europea. Quest’ultima ha due possibilità: considerarla un segnale politico senza intraprendere azioni formali – anche se tali posizioni vengono generalmente almeno in parte prese in considerazione – oppure avviare procedure concrete, con un maggiore controllo sulla Slovacchia.

Qualora decidesse di adottare misure finanziarie, queste dovrebbero essere approvate dagli Stati membri in sede di Consiglio europeo a maggioranza qualificata.

L’Unione ha già applicato il meccanismo di condizionalità in passato: nel 2022 è stato utilizzato nei confronti dell’Ungheria per preoccupazioni legate alla corruzione e alla gestione dei fondi.

Una situazione simile si è verificata anche in Polonia tra il 2022 e il 2024, quando sono stati bloccati fondi del Recovery Fund e della politica di coesione per il mancato rispetto delle condizioni relative al sistema giudiziario, sebbene non nell’ambito del meccanismo di condizionalità.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

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