I Paesi UE hanno dato il via libera preliminare al prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina dopo diversi mesi in cui l’Ungheria ha esercitato il diritto di veto. Secondo quanto riferito dalla presidenza cipriota del Consiglio UE, il Comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Unione europea ha approvato quello che rappresentava l’ultimo ostacolo per dare il via libera al prestito, dopo quasi quattro mesi dall’accordo politico raggiunto dal Consiglio europeo il 18 dicembre 2025. Il COREPER ha anche approvato il 20esimo pacchetto sanzioni alla Russia anch’esso bloccato sinora dal veto dell’Ungheria.
Gli ambasciatori dell’UE hanno avviato una procedura scritta per l’approvazione finale da parte del Consiglio e si prevede che la procedura si concluda entro il pomeriggio del 23 aprile.
Lo “sblocco” del dossier giunge dopo che Ungheria e Slovacchia hanno annunciato la ripresa del transito di petrolio ucraino attraverso l’oleodotto Druzhba, con le prime consegne previste entro il 23 aprile. La sospensione del transito era il motivo per cui Budapest aveva bloccato il prestito da febbraio.
“Oggi, sia il prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina, sia il ventesimo pacchetto di sanzioni sono stati inseriti nell’agenda degli ambasciatori dell’UE e sono stati approvati a livello del Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti)”, ha dichiarato il portavoce della presidenza cipriota del Consiglio dell’UE.
Il prestito di 90 miliardi di euro risulta fondamentale per l’Ucraina per poter far fronte alle proprie difficoltà finanziarie derivanti dalla guerra scatenata dalla Russia e andrà a coprire parte del fabbisogno finanziario del biennio 2026-2027. Circa i due terzi del prestito saranno destinati alla difesa e la parte restante al sostegno del bilancio con l’erogazione dei fondi che dovrebbe iniziare tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha definito lo sblocco del pacchetto di aiuti UE “un segnale giusto” lanciato alla Russia affinché ponga fine alla guerra. In un messaggio sui social media, Zelensky ha affermato che l’attuazione degli accordi con l’Unione europea, insieme a un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Federazione Russa è di fatto già iniziata e dovrebbe aumentare la pressione su Mosca.
Il presidente ucraino ha voluto rimarcare che Kyiv sta rispettando i propri impegni verso Bruxelles “anche su questioni ambigue come il funzionamento dell’oleodotto Druzhba” e si attende misure corrispondenti da parte dei partner europei.
Nel messaggio, Zelensky ha affermato di attendersi ora un rapido avvio del pacchetto di sostegno, precisando che proseguirà i negoziati con i leader europei sull’apertura di nuovi poli produttivi nel quadro dell’integrazione europea.
La decisione presa dal Consiglio UE segue l’annuncio da parte di Kyiv della rimessa in funzione dell’oleodotto russo Druzhba il cui tratto che passava per l’Ucraina era bloccato da gennaio dopo che un drone russo aveva colpito un stazione di pompaggio a Brody, nell’oblast di Leopoli.
La rimessa in funzione del Druzhba era ritenuta fondamentale per Ungheria e Slovacchia ancora dipendenti dal greggio russo. Come sottolineato dal sito Euractiv, i due Paesi potrebbero ancora bloccare il processo di approvazione se il petrolio non dovesse arrivare nell’UE entro giovedì. Nei mesi scorsi il primo ministro ungherese uscente Viktor Orban e il governo slovacco di Robert Fico avevano accusato Kyiv di star ritardando volutamente le riparazioni dell’oleodotto.
[a cura di Simone Cantarini]

