Cresce la preoccupazione in Europa per la carenza di carburante a causa della guerra contro l’Iran che rischia di portare il settore verso una crisi sistemica. Secondo quanto affermato martedì in conferenza stampa a Bruxelles dalla portavoce della Commissione UE per l’Energia, Anna-Kaisa Itkonen, il dossier carburanti è diventato una “preoccupazione primaria” per l’esecutivo europeo.
Tuttavia, almeno per ora, “non ci sono prove di carenze di carburante nell’Unione europea al momento”, ha spiegato Itkonen, precisando però che “potrebbero verificarsi problemi di approvvigionamento nel prossimo futuro, in particolare per quanto riguarda il carburante per aerei”.
Come indicato dalla portavoce UE, la vulnerabilità deriva anche dalla struttura stessa del mercato: le raffinerie dell’UE coprono circa il 70% dei consumi europei, mentre la quota restante dipende dalle importazioni. Per questo, ha spiegato la portavoce, il compito della Commissione è ora quello di “coordinare e raccogliere un quadro completo della situazione” e ottenere informazioni in tempo reale.
In questa cornice Bruxelles ha deciso di convocare con cadenza settimanale i gruppi di coordinamento su petrolio e gas, forum presieduti dalla Commissione a cui partecipano Stati membri e industria, con l’obiettivo di scambiarsi dati su scorte, capacità di raffinazione e rotte di importazione alternative.
Itkonen ha insistito sul fatto che una piena visibilità su quanto accade nei diversi Stati membri è una condizione essenziale per poter avanzare proposte o adottare misure. Quanto alla comunicazione sull’energia annunciata dalla presidente della Commissione europea per il prossimo 22 aprile, la portavoce ha evitato anticipazioni, limitandosi a spiegare che il lavoro è in fase di finalizzazione e che il testo adotterà “un approccio molto olistico” come risposta alla crisi energetica in corso. Nessuna conferma, dunque, sul fatto che il tema del carburante per aerei sarà affrontato esplicitamente nel pacchetto.
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L’appello delle compagnie aeree
Il settore dell’aviazione è stato colpito dalla chiusura dello spazio aereo dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il 28 febbraio, con l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) che ha vietato alle compagnie aeree europee di operare nello spazio aereo di diversi paesi del Golfo, tra cui Emirati Arabi Uniti e Qatar, fino al 24 aprile.
Le dichiarazioni della Commissione UE giungono dopo che Airlines for Europe (A4E), associazione riunisce le principali compagnie aeree europee, ha sollecitato l’Unione a intervenire con misure di emergenza per affrontare le ripercussioni della guerra con l’Iran, tra cui la chiusura diffusa dello spazio aereo e le crescenti preoccupazioni per la carenza di carburante per aerei.
Il gruppo industriale ha richiesto all’UE di introdurre una serie di misure di risposta alla crisi, tra cui il monitoraggio a livello UE delle forniture di carburante per aerei, la sospensione temporanea del mercato UE del carbonio per l’aviazione e l’abolizione di alcune tasse sul settore aereo, come si legge nel documento rilanciato dall’agenzia Reuters. Il gruppo di pressione, che include colossi come Lufthansa, Airfrance-KLM e Easy Jet, ha esortato Bruxelles a valutare l’acquisto congiunto di cherosene come avvenuto nel 2022 con gli acquisti congiunti di gas naturale per mantenere stabili le forniture dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Tale modello, però, non è stato ancora applicato al petrolio o al cherosene.
Il documento richiedeva inoltre chiarimenti sulla legislazione vigente, compresa la conferma che le chiusure dello spazio aereo dovute a conflitti e i conseguenti effetti operativi saranno considerati come un giustificato mancato utilizzo degli slot.

