L’Europa torna a fare i conti con il problema dei droni e sugli effetti della guerra scatenata dalla Russia in Ucraina. Nelle prime ore di questa mattina alcuni droni – in seguito rivelatisi ucraini – hanno bucato lo spazio aereo di Estonia e Lettonia colpendo una ciminiera di una centrale elettrica. Secondo quanto specificato dalle autorità dei due Paesi, la traiettoria dei droni sarebbe stata influenzata dai sistemi di disturbo russi. L’episodio, seppur riguardano velivoli senza pilota dell’alleato ucraino, conferma la vulnerabilità dello spazio aereo europeo che ha assistito in questi mesi a sconfinamenti e incidenti sempre più frequenti anche negli aeroporti.
In questo contesto la Commissione europea accelera ancora sulla difesa tecnologica. Dopo l’annuncio in autunno del cosiddetto “muro di droni”, il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha presentato un Piano di azione che punta a rafforzare produzione, sicurezza e capacità anti-drone nell’Unione. Le misure includono investimenti industriali, un sistema di etichettatura “UE affidabile”, nuovi standard di registrazione e identificazione dei droni civili, oltre alla creazione di un centro di eccellenza europeo e di un forum industriale per coordinare il settore civile e militare.
Un passo in avanti arriva oggi con AGILE, il nuovo programma da 115 milioni di euro presentato dalla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen e dallo stesso Kubilius. L’iniziativa punta a ridurre drasticamente i tempi tra innovazione, test e dispiegamento sul mercato di tecnologie critiche per la difesa, dall’intelligenza artificiale ai sistemi quantistici, fino ai droni.
“Stiamo avanzando con i cosiddetti progetti europei di difesa di interesse comune, che rappresentano la prossima fase dei nostri progetti di punta, come l’Eastern Flank Watch o la Drone Defence Initiative” ha detto il commissario alla difesa. “Gli Stati membri hanno ora un periodo limitato per presentare progetti concreti. Vediamo buone opportunità di successo”.
Difesa, la Commissione lancia AGILE: 115 milioni per accelerare l’innovazione militare europea
Sulla stessa linea anche Virkunnnen, che rispondendo a una domanda di Focus Europe, ha detto che gli “Stati membri stanno procedendo alla nomina dei loro referenti per collaborare a livello europeo” ma che il passo successivo è davvero quello di iniziare insieme a testare nuove tecnologie in materia di droni”.
“La costruzione di capacità sui droni e sistemi anti-droni è oggi una delle priorità principali” ha ribadito la vicepresidente Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. “Stiamo combinando dimensione civile e militare e avviando test su nuove tecnologie, soprattutto per proteggere infrastrutture critiche e confini esterni”.
AGILE: velocità come fattore strategico
Al centro del nuovo programma sono rapidità e innovazione. AGILE, che sarà operativo dal 2027, è concepito come uno strumento complementare Fondo europeo per la difesa (EDF) e al Programma dell’Unione europea per l’innovazione nel settore della difesa (EUDIS), nonché ad altri programmi di difesa dell’UE, svolgendo un ruolo distinto ma sinergico.
“AGILE introduce una rapidità che oggi è essenziale per rispondere a minacce come gli attacchi con droni”, ha spiegato Kubilius. “Non possiamo permetterci tempi lunghi tra sviluppo e utilizzo operativo”.
Il programma prevede finanziamenti tra 1 e 5 milioni di euro per circa 20-30 piccole e medie imprese e startup europee, con l’obiettivo di creare un ecosistema industriale innovativo nel settore difesa.
Non solo droni, ma anche missili
La vera debolezza europea non riguarda i droni, relativamente economici e facilmente producibili, bensì i sistemi missilistici dove il gap industriale e strategico resta profondo.
“La produzione di missili, in particolare anti-balistici, è una priorità critica”, ha affermato Kubilius, citando dati allarmanti sul fabbisogno annuale di missili Patriots dell’Ucraina che supera di gran lunga la capacità produttiva attuale degli Stati Uniti.
Il confronto con la capacità industriale occidentale evidenzia uno squilibrio strutturale: la produzione statunitense di missili Patriot, il principale sistema anti-balistico a disposizione, si attesta attorno alle 750 unità annue, molto poche se si pensa che l’Ucraina necessita di circa 2.000 intercettori l’anno per far fronte a una pressione crescente.
Inoltre le scorte stanno esaurendo a causa della guerra in Iran, in cui solo nei primi cinque giorni della guerra si sarebbero stati utilizzati oltre 800 intercettori.
“Ecco perché abbiamo bisogno di una produzione missilistica europea indipendente”, ha sottolineato Kubilius, annunciando un vero e proprio “tour dei missili” tra i principali poli industriali del continente per individuare i colli di bottiglia e spingere per nuovi investimenti.
Proliferano i programmi per la difesa
Dal 2022, con l’invasione russa dell’Ucraina, l’Unione europea ha progressivamente abbandonato l’idea che la sicurezza fosse garantita.
Ne è seguita una proliferazione di strumenti finanziari: dal rafforzamento del European Defence Fund (7,3 miliardi per il periodo 2021-2027), al programma European Defence Industry Programme (1,5 miliardi), fino all’EU Defence Innovation Scheme. AGILE si inserisce in questo mosaico come strumento agile pensato per colmare il gap più critico: il tempo.
Mandando un monito agli Stati membri il commissario alla difesa ha ricordato che i Paesi dell’UE “non devono aspettare i programmi UE. Possono già aumentare le loro capacità di difesa, e alcuni lo stanno facendo”.

