In una decisa escalation della sua campagna per la trasparenza, l’investitore bulgaro Assen Christov ha lanciato “SanMarinoDisclosure.com”, un sito pubblico dedicato che rende disponibili a chiunque tutti i documenti giudiziari, le decisioni dei tribunali, le perizie e le risposte di Starcom. L’iniziativa arriva esattamente quattro mesi dopo che EUalive.net aveva rivelato per la prima volta il presunto “colpo bancario” a San Marino – il congelamento di 15 milioni di euro appartenenti a Starcom Holding AD, in seguito al fallimento dell’acquisizione del 51% di Banca di San Marino (BSM).
Christov, che ha sempre rifiutato di fare passi indietro, presenta il sito come una risposta diretta a quella che definisce “totale segretezza” imposta dalle autorità giudiziarie e finanziarie sammarinesi. “Quando il sistema nasconde la verità, l’unica difesa è rendere pubblico ogni documento”, ha dichiarato a EUalive.net.
Il sito contiene già il rapporto completo dell’AIF redatto da Nicola Muccioli, la sentenza d’appello del giudice David Brunelli che ha smontato le accuse di un presunto “piano parallelo”, le lettere aperte di Starcom ai media sammarinesi e al Consiglio d’Europa, nonché le ultime decisioni che hanno disposto la liberazione delle persone arrestate.
La vicenda ha avuto inizio nel novembre 2025, quando EUalive.net ha rivelato come l’offerta di Starcom da 36,7 milioni di euro – 16,7 milioni per il capitale azionario più 20 milioni di aumento di capitale – fosse stata approvata dai proprietari della BSM (Ente Cassa di Faetano) e dal consiglio di amministrazione e dagli azionisti della banca, per poi essere respinta dalla Banca Centrale in ottobre. I fondi depositati su un conto BSM tramite San Marino Group S.p.A. sono stati congelati, dando avvio a procedimenti penali per “corruzione privata” e “abuso di fiducia”. Starcom ha sempre sostenuto che l’operazione fosse pienamente trasparente, con tutti i documenti e l’origine dei fondi comunicati alle autorità di vigilanza.
Nel corso della controversia, la strategia di Christov è stata l’opposto di quella sammarinese: apertura totale e costante. Mentre le autorità locali si sono rifiutate di pubblicare le motivazioni complete del congelamento o di correggere presunte inesattezze nel rapporto AIF (nonostante le confutazioni di Varengold Bank AG), Starcom ha reso pubbliche tutte le lettere, ogni atto processuale e ogni analisi tecnica. Il nuovo sito rappresenta il punto culminante di questo approccio, trasformando la difesa dell’investitore in un archivio pubblico.
Gli sviluppi recenti hanno rafforzato la posizione di Christov. Il 27 febbraio, il giudice d’appello David Brunelli ha respinto le accuse relative al “piano parallelo”, annullando i mandati di arresto e ordinando le scarcerazioni. Brunelli ha descritto la presunta cospirazione come composta da “intenzioni deplorevoli e avventate” e da “toni enfatici”, piuttosto che da atti criminali concreti, osservando che molti elementi si basavano su disposizioni obsolete di epoca fascista ancora presenti nel codice penale sammarinese. La decisione ha rappresentato una significativa riabilitazione per Starcom, che aveva definito le accuse una “costruzione elaborata da un gruppo di individui” contrari all’associazione con l’Unione europea.
I partiti di opposizione sammarinesi hanno colto l’occasione. Il 10 marzo RETE, RF, DML e DEMOS hanno tenuto una conferenza stampa congiunta chiedendo l’immediata istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sul cosiddetto “papocchio bulgaro”. Hanno criticato la mancanza di trasparenza del governo e chiesto audizioni pubbliche sulla gestione della vendita della BSM e sulla risposta giudiziaria.
Christov ha più volte parlato di una piccola “cricca” – un gruppo ristretto di figure influenti – che avrebbe sfruttato le dimensioni ridotte del Paese e le ambiguità giuridiche per proteggere interessi personali e istituzionali a scapito degli standard europei. Nella sua lettera aperta del 6 marzo, pubblicata da GiornaleSM, ha indicato consulenti, funzionari della banca centrale, il direttore dell’AIF (nonché presidente MONEYVAL) Nicola Muccioli e diversi magistrati come responsabili di aver esercitato le proprie funzioni in modo lesivo degli interessi legittimi di Starcom.
Il tempismo è politicamente esplosivo. San Marino sta finalizzando il suo Accordo di Associazione con l’Unione europea, che promette accesso al mercato unico in cambio del pieno allineamento ai valori europei, tra cui stato di diritto e trasparenza. Diplomatici bulgari ed eurodeputati hanno già avvertito che controversie irrisolte con investitori potrebbero ritardare la ratifica. Il nuovo sito di Christov aggiunge una pressione concreta: qualsiasi parlamentare o diplomatico europeo può ora consultare direttamente i documenti originali.
Scegliendo la piena divulgazione invece del silenzio, Starcom ha ribaltato la situazione. Quella che era iniziata come una disputa commerciale si è trasformata in un caso di prova per verificare se un piccolo micro-Stato europeo sia in grado di rispettare gli standard richiesti per una più stretta integrazione con l’UE. Come afferma Christov: “Non stiamo combattendo San Marino – stiamo combattendo la segretezza che gli impedisce di diventare un vero partner europeo”.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
The using Party credits the source Party prominently (EUAlive)

