Il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura la proposta di creare una nuova piattaforma di annunci chiamata “Bacino dei talenti dell’Unione europea”. Dovrà servire ai candidati provenienti da Paesi terzi e ai datori di lavoro che non riescono a coprire i posti vacanti con personale dell’Unione.

I candidati provenienti da Paesi terzi potranno creare un profilo sulla nuova piattaforma, indicando le proprie qualifiche, preferenze lavorative e disponibilità. In seguito, un algoritmo li metterà in contatto, sulla base dei dati inseriti, con datori di lavoro adeguati che pubblicheranno le loro offerte di lavoro sulla piattaforma.

Dovrebbe essere creato su basi simili al portale EURES, che consente la ricerca di offerte di lavoro solo ai cittadini dell’Unione e ai cittadini di Paesi terzi che già dispongono di un permesso di soggiorno permanente nell’Unione.

La proposta arriva in un momento in cui i Paesi europei affrontano da tempo carenze di manodopera in numerosi settori. Il problema riguarda anche professioni chiave, come il personale sanitario o i lavoratori dell’edilizia. Le previsioni sono ulteriormente peggiorate dalle attuali tendenze demografiche, in particolare dall’invecchiamento della popolazione.

Il “Bacino di talenti” fa parte di un pacchetto di misure relative alla mobilità dei lavoratori qualificati e competenti, presentato dalla Commissione europea nel 2023, volto a risolvere la critica carenza di forza lavoro.

Le altre iniziative contenute nel pacchetto restano tuttavia a livello di raccomandazioni, la cui eventuale attuazione è nelle mani degli Stati membri. Si tratta in particolare della semplificazione del riconoscimento delle qualifiche ottenute nei Paesi terzi e di un maggiore sostegno alla mobilità per studenti europei e stranieri.

Anche la partecipazione degli Stati alla piattaforma di annunci dovrebbe essere volontaria e la proposta non introduce cambiamenti sostanziali nelle procedure migratorie. Gli Stati membri potranno accelerarle per determinati candidati, ancora una volta su base volontaria.

I Paesi partecipanti dovranno tuttavia verificare i datori di lavoro e le agenzie di collocamento interessati a pubblicare offerte sulla piattaforma. Questi dovranno rispettare le normative nazionali e dell’Unione vigenti, in particolare quelle del diritto del lavoro che garantiscono procedure di selezione eque, condizioni di lavoro adeguate, il divieto di discriminazione e la protezione contro la tratta di esseri umani.

La versione risultante dall’accordo politico tra il Parlamento europeo e il Consiglio tiene comunque conto della necessità di ridurre al minimo possibile gli oneri amministrativi per gli Stati partecipanti.

Reazioni contrastanti

Secondo un’indagine fatta in Repubblica Ceca, l’occupazione di lavoratori stranieri suscita reazioni contrastanti. Per il sondaggio dell’agenzia STEM all’inizio di marzo, il 65% dei cechi ritiene che nel Paese lavorino troppi stranieri e il 47% pensa addirittura che sottraggano lavoro ai cittadini cechi.

D’altra parte, il 58% degli intervistati ritiene che gli stranieri rappresentino l’unica soluzione alla carenza di manodopera in alcune professioni nel mercato nazionale.

Dalle analisi di lungo periodo emerge però che le tendenze negative si stanno attenuando. Secondo STEM, un ruolo importante potrebbe essere svolto da una situazione economica più favorevole, ma paradossalmente anche dal maggiore numero di lavoratori stranieri occupati. L’atteggiamento verso l’impiego di stranieri può infatti essere influenzato anche dall’esperienza diretta nei luoghi di lavoro dove la manodopera scarseggia.

La migrazione come parte della soluzione

La relatrice della proposta, la svedese Abir Al-Sahlani (Centerpartiet | Renew Europe), ha dichiarato prima del voto che il “Bacino dei talenti” è uno strumento per affrontare la carenza di manodopera, atteso da tempo dalle imprese europee. “Le sue basi risiedono nella comprensione del fatto che la migrazione non è solo un problema, ma può essere parte della soluzione”, ha affermato in plenaria.

La proposta è stata sostenuta dalla grande maggioranza dei membri dei gruppi del Partito Popolare Europeo, dei Socialisti e Democratici, di Renew e dei Verdi/EFA. I gruppi ECR e della Sinistra si sono divisi nel voto, mentre il gruppo Europa delle Nazioni Sovrane ha respinto completamente la proposta.

Contrari anche i Patrioti per l’Europa, anche se tra le loro fila si distinguono gli eurodeputati cechi dei partiti ANO e Přísaha, che hanno sostenuto la creazione del meccanismo. Nel complesso, la proposta è stata approvata con 414 voti a favore e 182 contrari, mentre 21 eurodeputati si sono astenuti e 101 non hanno votato.

Dopo l’approvazione da parte del Parlamento europeo, la proposta passerà ora al Consiglio, dove sarà esaminata dagli Stati membri. Grazie all’accordo politico raggiunto nel trilogo, è quasi certo che verrà adottata già in prima lettura.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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