Il re di Spagna Filippo VI ha ammesso ieri che nelle colonie spagnole si verificarono abusi. È la prima volta che accade: il tema delle ex colonie è sempre stato tabù per la famiglia reale e la Spagna non ha mai presentato scuse formali.
Nel periodo di massimo splendore, tra il XVI e il XVIII secolo, la Spagna governava uno dei più grandi imperi della storia mondiale. Possedeva colonie in cinque continenti e sotto il suo dominio si trovava una parte significativa della cosiddetta America Latina. Nelle colonie spagnole venivano praticati il lavoro forzato, l’espropriazione delle terre e la violenza contro le popolazioni indigene.
Le leggi coloniali spagnole – come ha dichiarato il re Filippo VI durante una visita al Museo Archeologico di Madrid – “avrebbero dovuto proteggere, ma in realtà le cose non sono andate come originariamente previsto e si sono verificati molti abusi”.
“Quando analizziamo alcune questioni secondo criteri contemporanei, in linea con i nostri valori, ovviamente non abbiamo motivi di orgoglio”, ha aggiunto il monarca. “Dobbiamo però trarne una lezione, tenendo conto del contesto dell’epoca e senza eccessivo moralismo. Dovremmo trarre conclusioni attraverso un’analisi obiettiva e rigorosa”.
Il re ha visitato una mostra dedicata alle donne indigene in Messico. Era accompagnato dall’ambasciatore del Messico in Spagna, Quirino Ordaz.
Tensioni tra Messico e Spagna
Tra Spagna e Messico si registrano da tempo tensioni diplomatiche legate all’eredità coloniale, ricorda l’agenzia Reuters.
Nel 2019 l’allora presidente del Messico Andrés Manuel López Obrador chiese al governo spagnolo e all’allora papa Francesco di scusarsi con gli indigeni messicani per i torti subiti durante la conquista spagnola, spesso condotta sotto la bandiera della diffusione del cattolicesimo e della civiltà.
Cinque anni dopo, la successora di López Obrador, Claudia Sheinbaum, ha deciso di non invitare il re di Spagna alla sua cerimonia di insediamento dopo che il monarca aveva rifiutato di scusarsi per gli abusi dell’epoca coloniale. Questo gesto è stato definito “inaccettabile” dal primo ministro spagnolo Pedro Sánchez.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
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