Come già avvenuto in occasione del Consiglio europeo dello scorso dicembre, la Gioventù Federalista Europea (GFE) si è mobilitata a Roma durante le comunicazioni di Giorgia Meloni al Senato. “È tempo che l’Unione europea faccia un vero passo in avanti sul profilo dell’integrazione”, il messaggio dei giovani, che hanno chiamato la premier a farsene promotrice.

Mentre a Palazzo Madama, l’Unione europea emergeva nuovamente al plurale, come mero club di partner con cui, ha detto Meloni “l’Italia continuerà a collaborare”, nella vicina Piazza Vidoni i giovani federalisti evidenziavano il disordine, la confusione e lo scarso peso politico dell’Europa attuale nella crisi dell’ordine mondiale.

“Finché non avremo una politica estera unica e un sistema di difesa comune e autonomo, l’Unione europea coprirà un ruolo sempre più marginale sullo scacchiere internazionale”, ha detto Federico Ammirabile, presidente nazionale della GFE. “E finché questo passo fondamentale per il processo di integrazione non sarà compiuto, continueremo a riempire gli spazi fisici più vicini alle istituzioni”.

La GFE ha sottolineato come l’integrazione europea sia oggi un processo incompiuto: non si tratta di rinnegare l’Unione, ma di sollecitarne il completamento. Questa trasformazione può essere avviata solo dal Consiglio europeo, l’istituzione che riunisce i capi di Stato e di governo, il cui prossimo vertice si terrà a Bruxelles tra il 19 e il 20 marzo.

All’appuntamento si giungerà con una nuova “cooperazione rafforzata” tra Italia e Germania, siglata da Meloni e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz in un documento politico. Sulla carta, l’iniziativa potrebbe rappresentare un segnale rilevante verso un’Europa più unita, ma ha suscitato perplessità tra i federalisti per la direzione politica poco chiara.

Strumenti come gli Eurobond, considerati da molti osservatori un punto di partenza per un’Europa più forte, così come l’autonomia strategica e la responsabilità fiscale comune, sono stati infatti esclusi dall’accordo tra i due leader, ha rilevato la GFE in un comunicato congiunto con la sua omologa tedesca.

“Viste le dichiarazioni di Meloni in aula, non ci aspettiamo che settimana prossima possa realmente spingere verso un’Europa più federale, ma è comunque necessario sfruttare occasioni simili per renderla consapevole di questa urgenza”, ha proseguito Ammirabile.

Alla mobilitazione dei federalisti si sono uniti esponenti di larga parte degli schieramenti politici, da Virginia Libero, segretaria dei Giovani Democratici, gruppo giovanile del Partito Democratico, a Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali Italiani, passando per Giulia Pastorella, deputata di Azione.

Per +Europa e Azione hanno inoltre partecipato rispettivamente Pietro Borsari e Marco Zannino. Con loro erano presenti anche Luca Di Egidio di Italia Viva, Guido Silvestri di Volt e Luca Boccoli dei Giovani Europeisti Verdi, giovanile di Europa Verde.

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1 Comment

  1. Può una quasi ottattenne aderire alla Gioventù Feseralista Europea?

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