L’Iran lancia nuove minacce contro i Paesi europei, accusandoli di aver creato le condizioni che hanno portato gli Stati Uniti e Israele ad attaccare la Repubblica islamica e a scatenare una guerra. Le minacce giungono mentre non si sta intensificando ulteriormente la guerra iniziata lo scorso 28 febbraio con i raid di Stati Uniti e Israele contro l’Iran che si è rapidamente allargata alla regione del Golfo e oltre. La risposta di Teheran agli attacchi ha colpito, oltre a Israele, i vicini Paesi arabi del Golfo e l’Iraq anche l’Azerbaigian e l’isola di Cipro.
“Purtroppo i Paesi europei hanno contribuito a creare queste condizioni”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei in una conferenza stampa settimanale.
“Invece di insistere sullo stato di diritto, invece di opporsi alle prepotenze e agli eccessi degli Stati Uniti, hanno parlato e concordato con loro al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito alla discussione sul ripristino delle sanzioni, e tutte queste cose insieme hanno incoraggiato i partiti americano e sionista a continuare a commettere i loro crimini”, ha aggiunto.
Teheran aveva già minacciato i Paesi europei, con il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, che nelle scorse settimane aveva affermato che l’Iran avrebbe considerato “qualsiasi azione militare europea come un atto di guerra che richiede una risposta”, dopo che Parigi, Londra e Berlino avevano ventilato l’ipotesi di muoversi a tutela degli alleati mediorientali.
Aumenta il rischio di minacce di attentati
L’escalation del conflitto in Iran sta mettendo l’Europa in stato di massima allerta. Nei giorni scorsi l’agenzia di polizia internazionale Europol ha lanciato l’allarme per “una minaccia elevata” di terrorismo ed “estremismo violento” sul suolo europeo, nonché per l’aumento degli attacchi informatici e delle campagne di disinformazione.
In dichiarazioni rilasciate ai principali media europei, il portavoce di Europol, Jan Op Gen Oort, ha affermato che la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele e l’Iran ha “immediate ripercussioni sulla criminalità organizzata e sul terrorismo nell’UE”.
Secondo Oort, “i rischi principali sono un’elevata minaccia di terrorismo ed estremismo violento, un aumento degli attacchi informatici contro le infrastrutture dell’UE, un aumento delle frodi online a sfondo bellico e la diffusione di campagne di disinformazione e influenza”.
L’Europol ha lanciato anche l’allarme sulle reti di delinquenza collegate all’Iran in Europa, tra cui gruppi associati al cosiddetto “Asse della Resistenza” iraniano e reti criminali che si ritiene operino sotto la direzione delle istituzioni di sicurezza iraniane.
I Paesi UE hanno elevato le loro misure di sicurezza in particolare dopo che il primo marzo due importanti autorità religiose sciite in Iran, il Grande Ayatollah Hossein Nouri Hamedani e il Grande Ayatollah Naser Makarem Shirazi, hanno emesso delle fatwa invitando i musulmani di tutto il mondo a vendicare l’uccisione della Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, in un attacco tra Stati Uniti e Israele.
Diversi governi europei, tra cui l’Italia, hanno già intensificato le misure di sicurezza. Lo scorso 7 marzo, parlando ai giornalisti a margine di un evento a Bologna, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha precisato che il governo ha “rafforzato la miriade di obiettivi sensibili sparsi sul territorio nazionale”.
In Germania, il ministero degli Interni della Renania Settentrionale-Vestfalia ha dichiarato, sempre nei giorni scorsi, a Euronews che al momento non ci sono “risultati o indicazioni” di minacce specifiche, ma ha riconosciuto che “un cambiamento nella situazione della minaccia” è possibile “in qualsiasi momento” a causa della situazione dinamica.
Anche la Francia ha elevato l’allerta, rafforzando l’operazione di sicurezza militare “Opération Sentinelle” in tutto il paese e aumentato la protezione intorno “ai luoghi e agli individui più esposti”.
Negli ultimi anni diversi attacchi riconducibili all’Iran sono stati sventati in diverse capitali europee in particolare Francia (2018), Danimarca (2018), Paesi Bassi (2015/2017), Germania (2022), Svezia (2024).
Nel 2018, la Francia ha accusato alcuni agenti iraniani di aver pianificato un attentato dinamitardo contro un raduno di dissidenti iraniani nei pressi di Parigi. L’attacco avrebbe dovuto colpire un raduno a Villepinte organizzato dall’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano, ma alla fine è stato sventato dai servizi segreti europei.
Sulla scia delle minacce iraniane legate al contesto internazionale, va segnalata anche l’esplosione che nella notte tra il 7 e l’8 marzo ha colpito il complesso dell’ambasciata degli Stati Uniti a Oslo, causando danni limitati all’edificio ma senza provocare feriti. Le autorità norvegesi non escludono che si possa trattare di un attacco mirato e stanno valutando anche l’ipotesi di terrorismo, mentre le indagini sono in corso.

