Durante la sua visita di lunedì (24 novembre) in Repubblica Ceca, il presidente polacco Karol Nawrocki ha delineato alcune proposte di riforma che, a suo avviso, renderebbero più efficiente il funzionamento dell’Unione europea. Ha tra l’altro proposto l’abolizione della carica di presidente del Consiglio europeo.
Karol Nawrocki ha tenuto una conferenza all’Università Carlo di Praga, nella quale ha criticato duramente l’attuale forma della politica dell’UE, accusando il mainstream europeo di mirare alla “federalizzazione” dell’Unione.
“L’Unione europea è il nostro ambiente politico naturale. Ma diciamolo chiaramente: non è l’Unione dei nostri sogni”, ha dichiarato il presidente.
Ha sottolineato che la Polonia, nel 2004, è entrata nell’Unione europea “che avrebbe dovuto darci – e ci ha dato – opportunità economiche” e “la possibilità di liberare il nostro potenziale imprenditoriale”. Ha apprezzato anche la possibilità di beneficiare dell’area Schengen.
“Tuttavia, l’obiettivo non era che l’Unione europea ci dettasse le condizioni del nostro sistema politico, della nostra dieta o dell’educazione dei bambini polacchi”, ha precisato.
A suo avviso, esistono “forze che cercano di creare un’Unione europea più centralizzata, usando la federalizzazione come camuffamento per nascondere questo processo”.
“L’essenza di questo processo consiste nel privare gli Stati membri, tranne i due maggiori, della loro sovranità; nell’indebolire le loro democrazie nazionali attraverso la possibilità di essere messi in minoranza nell’UE, e quindi nel sottrarre loro il ruolo di padroni dei Trattati”, ha affermato, riferendosi a Germania e Francia.
Ha precisato che, contrariamente a quanto si crede comunemente, la Polonia – inclusi i conservatori – non è nemica dell’Unione europea. “È semplicemente in opposizione all’attuale corrente politica dominante. E come in ogni democrazia, l’opposizione non è nemica dello Stato, ma il rappresentante di un programma di governo diverso da quello dominante”, ha affermato.
“La Polonia – come ogni Stato membro – ha la sua visione dell’UE e ha diritto a essa. Ha diritto a promuovere questa visione e a cercare di farla accettare. Questa è la natura della democrazia”, ha aggiunto.
Abolire la carica di presidente del Consiglio europeo?
Nel suo intervento, il presidente polacco ha presentato un “programma per l’Unione europea”, nel quale ha delineato un pacchetto di riforme. Alla base del programma vi è l’idea che “i padroni dei Trattati e i sovrani che devono determinare la forma dell’integrazione europea sono e devono rimanere gli Stati membri, le uniche democrazie europee funzionanti”.
Nawrocki propone di mantenere la regola dell’unanimità nelle aree in cui essa già si applica (politica estera e fiscale), e di mantenere nella Commissione europea la regola secondo cui ogni Stato membro ha un commissario.
Chiede inoltre l’abolizione della carica di presidente del Consiglio europeo, creata come posizione separata dal trattato di Lisbona. Finora l’incarico è stato ricoperto da quattro persone: il belga Herman Van Rompuy, l’attuale premier polacco Donald Tusk, il belga Charles Michel e il portoghese António Costa.
Al suo posto, Nawrocki propone che il Consiglio europeo sia presieduto dal capo di governo del Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’UE. Ciò significherebbe un cambio ogni sei mesi. Attualmente il mandato dura due anni e mezzo, rinnovabile una sola volta, possibilità utilizzata da Van Rompuy, Tusk e Michel.
“Il presidente del Consiglio deve essere, come prima, un presidente, un primo ministro o un cancelliere del proprio Paese, cioè un politico con un mandato democratico e un proprio retroterra politico, non un funzionario-burocrate dipendente dal sostegno delle grandi potenze dell’UE”, ha dichiarato Nawrocki.
Il presidente si è opposto anche al sistema attuale in cui le riunioni del Consiglio Affari Esteri sono sempre presiedute dall’alto rappresentante dell’UE per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza – secondo Nawrocki “un funzionario dipendente dalle grandi potenze”.
Nel suo intervento, Nawrocki non ha però chiarito se desideri l’abolizione totale della figura dell’alto rappresentante, anch’essa prevista dal trattato di Lisbona. Da quando l’incarico è stato istituito, è stato ricoperto da: Catherine Ashton, Federica Mogherini, Josep Borrell e Kaja Kallas.
Il Digital Services Act come censura?
Nawrocki si è anche espresso a favore di una riforma del sistema di voto del Consiglio dell’UE per ridurre l’eccessiva influenza dei Paesi più grandi.
“Per mantenere il sostegno dei popoli meno numerosi al processo di integrazione europea, questi popoli devono avere un’influenza reale sulle decisioni”, ha affermato. Tuttavia non ha presentato un modello alternativo.
Ha poi lanciato un appello a “basare il funzionamento dell’UE su principi pragmatici – senza pressioni ideologiche – limitando le competenze delle istituzioni europee a settori apolitici o a sfide specifiche”. Tra queste ha citato lo sviluppo economico e il declino demografico.
“Ciò richiede la rinuncia ad ambizioni eccessive di regolamentare l’intera vita degli Stati membri e dei loro cittadini, e l’abbandono dell’intenzione di plasmare tutti gli aspetti della politica, talvolta ignorando o violando la volontà dei cittadini”, ha affermato.
Ha inoltre invitato l’Unione a “rinunciare all’ambizione di competere con la NATO in materia di sicurezza”. Secondo lui, negli ultimi trent’anni la politica di sicurezza dell’UE “non si è dimostrata efficace”.
“L’attuale tentativo di centralizzare i programmi di armamenti nell’UE serve in realtà gli interessi dell’industria bellica tedesca e francese, indirizzando verso di essa il denaro del debito comune dell’UE, ritardando le consegne, ignorando l’urgenza delle necessità militari del fianco orientale dell’UE e della NATO e dando alla Commissione europea un altro strumento per disciplinare’ gli Stati membri”, ha valutato Nawrocki.
Infine, si è opposto al Digital Services Act (DSA), affermando che “la cultura politica polacca è estranea all’idea di qualsiasi forma di censura”.
Incontro con Babiš
Durante la visita in Repubblica Ceca, Karol Nawrocki ha incontrato il presidente ceco Petr Pavel, con il quale ha discusso tra l’altro della cooperazione regionale e della necessità di aumentare la spesa per la difesa.
Durante la conferenza stampa congiunta ha anche fatto riferimento al piano di pace per l’Ucraina proposto dal presidente statunitense Donald Trump.
“I dibattiti su questa questione, la più importante per la nostra regione, si sovrappongono al costante lavoro diplomatico. Uno dei temi è sempre ciò che accade in Ucraina. La mia posizione non cambia: non c’è dubbio che sia la Federazione Russa l’aggressore”, ha dichiarato.
Nawrocki ha incontrato anche il leader del partito ANO Andrej Babiš, il cui movimento ha vinto le recenti elezioni parlamentari e sta ora formando una nuova coalizione di governo.
“Con la Polonia abbiamo sempre avuto relazioni eccezionali, perciò sono lieto che il presidente condivida la mia opinione sull’importanza della cooperazione nel quadro del Gruppo di Visegrád per la nostra regione”, ha scritto Babiš sulla piattaforma X.
Ha aggiunto che lui e Nawrocki condividono una posizione critica sul nuovo sistema europeo di scambio delle emissioni ETS2 e sul patto sulla migrazione.

