La futura coalizione euroscettica della Repubblica Ceca ha pubblicato l’elenco completo dei ministri, segnando l’ultima fase prima della nomina del nuovo governo. La trattativa tra il futuro premier Andrej Babiš e il presidente Petr Pavel è stata tutto fuorché facile.
La coalizione anti-UE che ha vinto le elezioni di ottobre – guidata dal partito populista ANO di Andrej Babiš e affiancata dall’estrema destra SPD e dal partito di destra dei Motoristi – riporta in scena diverse figure già presenti nei precedenti governi Babiš, segnalando un mix tra continuità e un’agenda più nazionalista ed euroscettica.
Babiš, destinato a tornare primo ministro, ha consegnato formalmente la lista al presidente Petr Pavel mercoledì (26 novembre).
Al centro del governo figurano veterani di ANO che avevano già ricoperto incarichi di primo piano sotto Babiš. L’ex ministra delle Finanze Alena Schillerová è pronta a tornare al suo vecchio dicastero, mentre l’ex vicepremier Karel Havlíček è stato nominato alla guida del ministero dell’Industria e del Commercio.
Lubomír Metnar, già ministro della Difesa ed ex funzionario di polizia, dovrebbe assumere la guida del ministero dell’Interno. Adam Vojtěch, che si dimise da ministro della Salute durante la crisi COVID-19 prima di diventare ambasciatore in Finlandia, è destinato a tornare al dicastero della Salute.
L’estrema destra SPD, guidata dalla controversa figura di Tomio Okamura, ha indicato l’ex vicecapo di Stato maggiore Jaromír Zůna per la Difesa e l’ex direttore del Fondo statale di intervento agricolo Martin Šebestyán per l’Agricoltura.
I Motoristi, un piccolo partito noto per le critiche alle politiche europee, hanno cambiato i loro candidati all’ultimo momento. L’ex eurodeputato Filip Turek, inizialmente previsto agli Esteri, è stato spostato all’Ambiente, mentre il leader del partito Petr Macinka è stato nominato ministro degli Esteri.
Il rimpasto arriva dopo le polemiche per post razzisti e omofobi legati a Turek. Sebbene si sia scusato per alcune affermazioni e ne abbia negate altre, il presidente Pavel continua a opporsi alla sua presenza. Babiš ha definito il cambio di ruolo “un gesto conciliativo”, sostenendo che Turek “avrebbe potuto avere una possibilità”.
Pavel inizierà i colloqui con i ministri designati venerdì e mira a concludere le consultazioni entro due settimane, aprendo la strada alla formazione del governo entro metà dicembre.
Resta irrisolta la delicata questione del conflitto d’interessi di Babiš legato al suo conglomerato Agrofert. Pavel ha chiarito che il nodo dovrà essere risolto prima della nomina del governo. Babiš ha detto che affronterà la questione pubblicamente, ma “non è stata fissata alcuna data”.

