L’instabilità geopolitica, l’insicurezza economica e le trasformazioni digitali stanno incidendo in modo profondo sulla percezione che i cittadini europei hanno del futuro, ma anche sulla necessità di una Unione europea più unita e forte. È il quadro che emerge dall’ultimo sondaggio Eurobarometro pubblicato il 4 febbraio e presentato ieri a Bruxelles, che fotografa un’Europa attraversata da timori crescenti ma al tempo stesso da aspettative molto elevate nei confronti dell’Unione e delle sue istituzioni.
Secondo l’89% degli intervistati, gli Stati membri dovrebbero essere più uniti nel contrasto a queste minacce globali, mentre l’86% auspica un ruolo dell’UE più decisivo e il 73% ritiene che servano più risorse europee per affrontare le minacce a livello internazionale.
In questo contesto, l’Italia si distingue come uno dei Paesi in cui la domanda di una Unione europea più forte e più presente appare particolarmente marcata, con il 67% degli intervistati che ritengono che il ruolo dell’Unione europea nella protezione dei cittadini contro le crisi globali e i rischi per la sicurezza dovrebbe diventare più importante, un dato leggermente superiore alla media europea del 66%.
L’Eurobarometro certifica la fiducia nell’Unione europea, ma cresce la richiesta di maggiore indipendenza
L’uscita autunnale dell’Eurobarometro conferma un trend ormai consolidato: la maggioranza dei cittadini europei continua a vedere nell’Unione europea un fattore di stabilità, protezione e opportunità.
Quasi tre quarti degli intervistati (74%) ritengono che, nel complesso, il proprio Paese abbia beneficiato dell’appartenenza …
Preoccupa la situazione geopolitica
Secondo i dati illustrati, oltre la metà degli intervistati – il 52% – si dice pessimista sul futuro del mondo. Uno sguardo critico che si riflette anche sul piano europeo e nazionale: il 39% guarda con preoccupazione al futuro dell’Unione europea, mentre il 41% teme un peggioramento delle prospettive del proprio Paese. Una percezione che si inserisce in un contesto segnato da conflitti alle porte dell’UE, tensioni internazionali e shock economici ripetuti.
Al centro delle inquietudini dei cittadini europei c’è innanzitutto la sicurezza. La presenza di conflitti armati nel vicinato dell’Unione europea è indicata come la principale fonte di preoccupazione dal 72% degli intervistati. Seguono il terrorismo (67%), le calamità naturali aggravate dal cambiamento climatico (66%), gli attacchi informatici provenienti da Paesi non appartenenti all’UE (66%) e la migrazione incontrollata (65%). A questi fattori si aggiungono i rischi legati allo spazio digitale, che suscitano livelli di allarme altrettanto elevati: la disinformazione preoccupa il 69% dei cittadini, l’incitamento all’odio online e offline il 68%, i contenuti falsi generati dall’intelligenza artificiale il 68% e le politiche insufficienti di protezione dei dati personali il 68%. Anche la libertà di espressione viene percepita come sempre più esposta a minacce, con il 67% degli intervistati che la considera a rischio.
In questo scenario, cresce nettamente la richiesta di un ruolo più incisivo dell’Unione europea. Nove cittadini su dieci chiedono che l’UE “alzi il livello” della propria azione e che gli Stati membri parlino con una voce più unita e più forte sulla scena internazionale. Per rafforzare la posizione globale dell’Europa, l’86% degli intervistati indica come priorità assoluta difesa e sicurezza, una quota in aumento rispetto alla precedente rilevazione. Seguono competitività, economia e industria, insieme all’indipendenza energetica, temi che riflettono le vulnerabilità emerse negli ultimi anni.
Parallelamente, due terzi degli europei vorrebbero che l’Unione svolgesse un ruolo più rilevante nella protezione dei cittadini dalle crisi globali e dai rischi per la sicurezza. Un’attesa che si traduce anche nelle priorità attribuite al Parlamento europeo: inflazione, aumento dei prezzi e costo della vita restano in cima all’agenda, seguiti dalla crescita economica e dalla creazione di posti di lavoro, un ambito che registra un aumento significativo rispetto al sondaggio precedente.
Sul piano dei valori, il quadro resta complessivamente stabile. La pace si conferma il primo valore che il Parlamento europeo dovrebbe difendere con maggiore determinazione, indicato dal 52% degli intervistati, un dato che riflette direttamente le tensioni geopolitiche in corso. Seguono la democrazia (35%), la libertà di espressione (23%), i diritti umani (22%) e lo Stato di diritto (21%), che continuano a rappresentare riferimenti centrali nelle aspettative dei cittadini nei confronti dell’azione dell’Unione.
Nonostante un lieve calo rispetto alla primavera del 2025, l’immagine dell’Unione europea rimane complessivamente positiva e si colloca tra i livelli più alti degli ultimi vent’anni: il 49% degli intervistati ha un’opinione favorevole dell’UE, contro il 17% che ne ha una negativa. Anche il Parlamento europeo mantiene un saldo positivo, con il 38% di giudizi favorevoli.
Tra gli elementi più incoraggianti emersi dall’indagine spicca il sostegno all’appartenenza all’Unione europea. Il 62% dei cittadini considera l’adesione del proprio Paese all’UE un fatto positivo, in aumento di due punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. Il consenso è particolarmente elevato tra i più giovani: nella fascia tra i 15 e i 30 anni, il 58% ha un’immagine positiva dell’Unione europea, contro percentuali sensibilmente più basse tra le fasce d’età più avanzate. I giovani si distinguono anche per le aspettative sul ruolo dell’UE: il 68% auspica un’azione più incisiva del Parlamento europeo, mentre il 90% ritiene necessaria una maggiore unità tra gli Stati membri, il 78% chiede più risorse per l’Unione e l’87% sostiene un rafforzamento del peso dell’UE sulla scena internazionale per affrontare le sfide globali.
Non a caso, un ultimo dato assume un peso politico rilevante anche nel dibattito sul prossimo bilancio pluriennale: il 73% degli intervistati ritiene che l’Unione europea abbia bisogno di maggiori risorse per affrontare le sfide attuali.
I cittadini UE chiedono più aiuti all’economia sociale, secondo Eurobarometro
Il 75% degli europei riconosce l’importanza dell’economia sociale per il benessere della società, secondo quanto emerge dalla nuova indagine speciale Eurobarometro pubblicata martedì 28 ottobre.
Dall’indagine emerge che una maggioranza significativa degli intervistati è a favore di un ulteriore sostegno all’economia sociale, …
Italia più preoccupata della media UE, ma anche più europeista
Nel confronto con il resto dell’Unione, l’Italia emerge come uno dei Paesi in cui le preoccupazioni legate alla sicurezza sono più elevate. L’83% degli italiani si dice preoccupato per le guerre e i conflitti in prossimità dell’Unione europea, a fronte del 72% della media UE. Una quota altrettanto elevata, pari all’83%, indica il terrorismo come una delle principali fonti di inquietudine, contro il 67% degli europei.
Risultano superiori alla media anche le preoccupazioni per i disastri naturali aggravati dal cambiamento climatico, che riguardano l’83% degli intervistati italiani rispetto al 66% a livello europeo, e per la dipendenza da Paesi terzi in materia di difesa, segnalata dal 76% degli italiani contro il 59% della media UE.
A fronte di questo quadro, il sostegno all’azione comune europea appare particolarmente marcato. Il 67% degli italiani ritiene che il ruolo dell’Unione europea nella protezione dei cittadini contro le crisi globali e i rischi per la sicurezza dovrebbe diventare più importante, un dato leggermente superiore alla media europea del 66%. Ancora più netto è il richiamo all’unità: il 91% degli intervistati in Italia considera necessario che gli Stati membri siano più uniti, rispetto all’89% registrato a livello UE.
Gli italiani chiedono inoltre un rafforzamento degli strumenti a disposizione dell’Unione. L’80% ritiene che l’UE dovrebbe disporre di “più mezzi per far fronte alle attuali sfide globali”, contro il 73% della media europea.
Anche sulle priorità strategiche, l’Italia si colloca sopra la media: per rafforzare il ruolo dell’Unione nel mondo, difesa e sicurezza sono indicate dal 43% degli italiani (40% a livello UE), competitività ed economia dal 37% (32% nella media europea) ed energia e infrastrutture dal 31% (29% nell’insieme dell’Unione).
Nonostante il clima di forte incertezza internazionale, il 67% degli italiani si dice ottimista sul futuro dell’Unione europea, dieci punti percentuali in più rispetto alla media UE, che si ferma al 57%.
Nel complesso, il 51% degli italiani ha un’immagine positiva dell’UE, a fronte del 49% degli europei. Il 52% ritiene inoltre che la partecipazione dell’Italia al progetto comunitario sia un bene, sette punti in più rispetto al sondaggio precedente, anche se il dato resta inferiore alla media europea del 62%.

