La Polonia intende spingere per un utilizzo efficace dei 150 miliardi di euro del Fondo europeo per la competitività nel settore della difesa e chiedere una semplificazione delle normative, insieme a un approccio più pragmatico alle regole climatiche, nel corso del prossimo vertice del Consiglio europeo.
Michał Baranowski, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico e della Tecnologia, ha illustrato le priorità polacche durante un incontro del Consiglio dell’Unione europea a Cipro. La Polonia è risultata il principale beneficiario del programma SAFE recentemente ripartito, ottenendo 44 miliardi di euro. Ora Varsavia vuole partecipare attivamente alla discussione sul prossimo strumento finanziario.
“L’obiettivo è definire un aspetto molto importante dell’industria europea della difesa, ossia quanti fondi verranno spesi e in che modo le risorse del Fondo europeo per la competitività (FCE) saranno concentrate sulla difesa. Si tratta di altri 150 miliardi di euro, oltre al progetto SAFE che è stato appena distribuito”, ha dichiarato Baranowski.
Il sottosegretario ha sottolineato che sarà fondamentale orientare i fondi del Fondo europeo per la competitività verso le piccole e medie imprese attive nei settori a duplice uso e della difesa.
“Attendiamo il dibattito sul FCE e su come possiamo utilizzare i fondi per sostenere le nostre piccole e medie imprese nella difesa, affinché diventino un motore dell’economia europea”, ha evidenziato.
In vista del Consiglio europeo di febbraio, la Polonia promuove tre richieste chiave in materia di competitività europea: la semplificazione legislativa, il rafforzamento del mercato unico e la revisione delle norme climatiche.
Baranowski ha spiegato l’urgenza della semplificazione, per fare in modo che le nuove norme non complichino ulteriormente il quadro e che si proceda realmente a semplificare le regolamentazioni del nostro mercato interno”. Ha poi detto come il mercato unico sia la “superpotenza” dell’Unione europea.
Sulla revisione delle norme climatiche, il sottosegretario ha tenuto a chiarire come serva “un approccio più trasparente e più pragmatico alle regole climatiche, che necessita forse di una semplificazione dell’ETS, forse di un suo rinvio nel tempo”.

