Dal rafforzamento della difesa europea all’attuazione concreta del Patto su migrazione e asilo, passando per le tensioni commerciali legate all’accordo UE-Mercosur, per il confronto con la Banca centrale europea e per i nuovi dossier legati all’emergenza climatica: sono questi alcuni dei temi che verranno affrontati nella plenaria del Parlamento europeo in programma a Strasburgo dal 9 al 12 febbraio.

La plenaria giunge mentre i leader europei stanno preparando il vertice informale, in programma il 12 febbraio, sulla competitività dell’Europa a cui prenderanno parte anche l’ex presidente della Banca centrale europea (BCE) Mario Draghi e l’ex premier italiano, Enrico Letta.

Tra i momenti centrali della sessione figurano il dibattito e il voto sulla risoluzione dedicata alle partnership strategiche dell’Unione in materia di difesa e sicurezza, il voto finale sulle nuove norme relative ai Paesi di origine e ai Paesi terzi sicuri nel quadro del Patto su migrazione e asilo, e l’approvazione definitiva del meccanismo di salvaguardia per i prodotti agricoli collegato all’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur.

Non solo. Secondo quanto riferito dalla portavoce del Parlamento europeo, Delphine Colard, in un briefing con i giornalisti, la plenaria potrebbe dare già mercoledì prossimo il via libera al meccanismo che istituisce il prestito da 90 miliardi di euro per il sostegno dell’Ucraina. Tuttavia, la conferma del voto verrà fornita lunedì con la pubblicazione dell’agenda finale in apertura di sessione.

In agenda anche il confronto annuale con la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, oltre a una serie di dibattiti su temi di stretta attualità, dalla risposta europea agli eventi meteorologici estremi alla gestione dei flussi migratori. Gli eurodeputati discuteranno anche con il Consiglio e la Commissione – sarà presente la presidente Ursula von der Leyen – le misure necessarie per rafforzare la competitività ed il mercato unico e ridurre il costo della vita.

Mentre l’Europa si riarma, capitali e industria faticano a coordinarsi

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La guerra della Russia in Ucraina …

Rafforzare la difesa europea

Il tema della difesa aprirà i lavori di martedì mattina con un dibattito sugli sforzi in corso per rafforzare le capacità europee in un contesto di sicurezza profondamente mutato. Il confronto si inserisce all’indomani del vertice NATO del 2025, in cui gli alleati si sono impegnati ad aumentare la spesa per difesa e sicurezza fino al 5% del PIL entro il 2035, più del doppio rispetto al precedente obiettivo del 2%.

Sullo sfondo restano la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, il sostegno militare e finanziario a Kyiv e le persistenti tensioni nei rapporti tra Europa e Stati Uniti. Il dibattito servirà a fare il punto sulle iniziative europee in corso, dal rafforzamento della deterrenza alla capacità industriale della difesa, passando per il coordinamento degli investimenti e la riduzione delle frammentazioni nazionali.

Il passaggio politicamente più significativo arriverà però mercoledì a mezzogiorno, con il voto sulla risoluzione non legislativa sulle partnership strategiche dell’UE in materia di difesa e sicurezza.

Nel testo, elaborato dalla commissione per la Sicurezza e la Difesa (SEDE), gli eurodeputati sottolineano come tali partenariati siano considerati una necessità e non un’opzione, in quanto strumenti essenziali per rafforzare l’autonomia strategica europea, pur restando pienamente complementari alla NATO e fondati sulla cooperazione multilaterale. La risoluzione guarda in particolare al rafforzamento della cooperazione con partner bilaterali chiave, in un’ottica che intreccia sicurezza, politica estera e sviluppo dell’industria europea della difesa.

La Spagna regolarizza mezzo milione di migranti, andando in controtendenza rispetto all’Europa

Il governo spagnolo ha approvato una regolarizzazione straordinaria che potrebbe concedere un permesso di soggiorno a circa 500.000 migranti irregolari, segnando una delle aperture più significative in Europa negli ultimi anni e una netta discontinuità rispetto alla linea sempre più …

Il dossier migranti

Altro dossier ad alta sensibilità politica è quello sull’asilo e la migrazione. Martedì il Parlamento dovrebbe dare il via libera definitivo alle nuove norme sui Paesi di origine sicuri e sui Paesi terzi sicuri, che modificano e completano il Patto su migrazione e asilo adottato nella scorsa legislatura.

Il primo elenco comune dell’UE dei Paesi di origine sicuri dovrebbe includere Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia, consentendo procedure accelerate per l’esame delle domande di asilo presentate dai cittadini di questi Paesi. I Paesi candidati all’adesione all’UE saranno presunti sicuri, salvo circostanze specifiche come conflitti armati, violenze indiscriminate o tassi di riconoscimento dell’asilo particolarmente elevati.

Parallelamente, le nuove regole sui Paesi terzi sicuri permetteranno agli Stati membri di dichiarare inammissibili le domande di asilo quando i richiedenti abbiano un collegamento con, siano transitati attraverso o possano essere trasferiti in un Paese non UE considerato sicuro, sulla base di accordi bilaterali o a livello europeo.

Un punto particolarmente controverso riguarda il fatto che il ricorso contro una decisione di inammissibilità non sospenderà automaticamente le decisioni di rimpatrio, un aspetto che continua a dividere l’emiciclo e a sollevare critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani.

Sul fronte migratorio, la plenaria affronterà anche un tema di forte attualità politica con un dibattito richiesto d’urgenza sulla regolarizzazione dei cittadini di Paesi terzi dalla Spagna che nei giorni scorsi ha approvato un decreto che consentirà a un massimo di 500.000 persone senza documenti che già vivono nel Paese di presentare domanda di residenza legale nel 2026.

Il confronto offrirà ai deputati l’occasione di discutere le scelte del governo spagnolo e, più in generale, le diverse strategie nazionali in materia di integrazione e gestione dei migranti regolari.

La Commissione punta a coinvolgere il Parlamento nell’accelerazione sul Mercosur

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La mossa è particolarmente sensibile per i parlamentari europei. In base ai Trattati, infatti, …

Il voto sul meccanismo di salvaguardia legato all’accordo UE-Mercosur

Sempre martedì, l’Aula voterà il meccanismo di salvaguardia bilaterale per le importazioni agricole dai Paesi del Mercosur – Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay – collegato all’accordo commerciale con l’UE.

In base all’intesa raggiunta tra Parlamento e Consiglio, le preferenze tariffarie su prodotti sensibili come carne bovina e pollame potranno essere temporaneamente sospese qualora un aumento delle importazioni provochi gravi danni agli agricoltori europei. Un incremento dei volumi o una diminuzione dei prezzi superiore all’8% rispetto alla media triennale costituirà una prova di grave pregiudizio e farà scattare automaticamente un’indagine. Il voto rappresenta un tentativo di rispondere alle forti preoccupazioni espresse dal settore agricolo europeo e da diversi Stati membri sull’impatto dell’accordo in termini di concorrenza e sostenibilità economica.

Sempre nella mattinata di martedì, alle 9, si terrà un dibattito che riguarda molto da vicino l’Italia: quello sugli effetti del ciclone Harry e sul rafforzamento della risposta europea agli eventi meteorologici estremi. Dopo i gravi danni registrati all’inizio del 2026 nell’Europa meridionale, in particolare nel Sud Italia, in Portogallo e a Malta, i deputati discuteranno con la Commissione delle misure da adottare per migliorare la prevenzione, la preparazione e la capacità di risposta dell’Unione. Al centro del confronto vi saranno il rafforzamento della protezione civile europea, l’adeguatezza dei finanziamenti disponibili e l’attuazione della Strategia europea per l’Unione della preparazione, in un contesto in cui eventi estremi sempre più frequenti mettono sotto pressione territori, infrastrutture e bilanci nazionali.

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Competitività europea ed euro digitale

Sul fronte economico, mercoledì mattina i deputati discuteranno con Consiglio e Commissione delle misure necessarie per rafforzare la competitività europea, il mercato unico e per ridurre il costo della vita. Il dibattito si concentrerà sulle raccomandazioni contenute nel rapporto Draghi del 2024, che analizza le difficoltà strutturali dell’economia europea, dai prezzi energetici elevati alla bassa produttività, fino alla necessità di una profonda trasformazione industriale. Pur in assenza di una risoluzione, il confronto servirà a misurare gli orientamenti politici dei gruppi e a valutare i progressi compiuti finora dalla Commissione nell’attuazione delle proposte avanzate da Mario Draghi.

Lunedì pomeriggio sarà invece dedicato al dialogo annuale con la Banca centrale europea. Nel dibattito con Christine Lagarde, i deputati discuteranno delle attività e delle priorità dell’istituto per il prossimo anno, in un contesto segnato dall’uscita graduale dalle politiche monetarie di emergenza. Martedì è previsto il voto su una relazione non legislativa in cui il Parlamento chiede una riduzione progressiva di tali misure ed esprime preoccupazione per il fatto che i programmi di prestito a breve termine abbiano in larga parte sostituito il mercato interbancario privato. La relazione ribadisce inoltre il sostegno all’euro digitale, sottolineando al contempo che il contante deve restare una componente essenziale del sistema monetario.

Ampio spazio sarà inoltre dedicato anche alla dimensione sociale dell’Unione, con il dibattito e il voto, tra mercoledì pomeriggio e giovedì, su una risoluzione non legislativa che delinea le proposte del Parlamento per eliminare la povertà nell’UE entro il 2035. Il testo mira a fornire un contributo politico alla prima strategia europea contro la povertà che la Commissione intende presentare nel 2026 e chiede un rafforzamento del coordinamento a livello europeo nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale.

Nella risoluzione, i deputati invitano la Commissione a riconoscere la povertà come una violazione della dignità umana e a lavorare esplicitamente per la sua eradicazione, garantendo l’accesso a beni essenziali a prezzi accessibili, a un alloggio adeguato e a servizi di base.

Il Parlamento chiede inoltre che nel prossimo bilancio a lungo termine dell’UE siano stanziate risorse adeguate e durature per sostenere le politiche sociali e le misure contro la povertà. Il dibattito si inserisce in un contesto allarmante: nel 2024, oltre 93 milioni di persone nell’Unione erano a rischio di povertà o esclusione sociale, tra cui circa 20 milioni di bambini.

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Secondo …

 

Il Piano d’azione contro il cyberbullismo

Un altro tema che entrerà con forza nel dibattito politico della plenaria è quello del cyberbullismo, oggetto di una discussione con la Commissione prevista martedì pomeriggio.

Il confronto accompagnerà la presentazione del nuovo Piano d’azione europeo per la protezione dei giovani negli spazi digitali, una delle priorità annunciate dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen negli orientamenti politici del 2024.

Il piano, che sarà adottato poco prima del dibattito in Aula, si concentrerà in particolare sui giovani fino ai 29 anni più esposti ai rischi online, come le persone con disabilità, i membri della comunità LGBTIQ, i migranti e le minoranze.

Come si legge nella documentazione pubblicata dal Parlamento europeo, l’obiettivo è rafforzare in modo coordinato la risposta europea a un fenomeno in rapida crescita: secondo i dati citati nel contesto del dibattito, un adolescente su sei nell’UE ha subito episodi di cyberbullismo e uno su otto ammette di avervi preso parte. Il piano d’azione dovrebbe introdurre una definizione comune di cyberbullismo a livello europeo, rafforzare l’applicazione delle misure già previste dal regolamento sui servizi digitali (DSA) e migliorare gli strumenti di verifica dell’età sulle piattaforme online.

Al centro anche l’integrazione e il coordinamento di iniziative già esistenti, come le linee guida sulla protezione dei minori, la strategia “Better Internet for Kids” e la rete dei centri per un internet più sicuro. Pur non essendo prevista alcuna risoluzione, il dibattito consentirà ai gruppi politici di misurarsi su un tema che intreccia tutela dei minori, responsabilità delle piattaforme e diritti digitali, con possibili ricadute legislative nei prossimi anni.

Il dibattito avviene mentre diversi Paesi europei stanno portando avanti piani per limitare l’uso dei social media da parte dei minori, in particolare, Francia, Danimarca, Grecia, Austria e Portogallo e Spagna.

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