Il Consiglio dell’Unione europea ha concordato la propria posizione negoziale sulle nuove norme per il monitoraggio e il controllo delle sostanze chimiche utilizzabili per produrre droghe illegali. Gli Stati membri puntano a regole più severe e più semplici per impedire che i precursori arrivino ai gruppi criminali coinvolti nella produzione.

I precursori sono componenti usati sia da industrie legittime, come quelle farmaceutica, delle batterie, dei cosmetici, degli additivi alimentari e dei fertilizzanti, sia nella fabbricazione di droghe illecite. Il nuovo quadro riunisce le norme in un unico insieme che rafforza le regole e l’applicazione in materia doganale e di mercato interno, riduce le differenze di applicazione tra gli Stati membri e semplifica le norme esistenti.

Il testo risponde anche alla diffusione dei cosiddetti “precursori di progettazione”, sostanze necessarie a produrre droghe illegali che non hanno altri usi legittimi oltre alla ricerca e all’innovazione. Secondo il Consiglio, saranno distinte in modo netto dalle sostanze di uso industriale diffuso. Per questi precursori la posizione degli Stati prevede il divieto di commercio, uso e detenzione nell’Unione, salvo per scopi molto specifici. È previsto inoltre un nuovo sistema digitale semplificato per l’importazione dei precursori, per ridurre oneri e costi per il commercio legittimo, e la segnalazione in tempo reale dei sequestri significativi, che permetterà a dogane e forze dell’ordine di reagire più rapidamente alle nuove minacce.

Il ministro delle Finanze irlandese Simon Harris, per la presidenza di turno, ha sottolineato la necessità di impedire che i precursori finiscano nelle mani dei criminali senza penalizzare le imprese e le industrie che usano queste sostanze.

La proposta di regolamento è stata presentata dalla Commissione europea il 10 dicembre 2025 e sostituirà le norme attuali sui precursori, in vigore dal 2004 e 2005. Il Parlamento europeo ha definito la propria posizione lo stesso giorno: le commissioni Commercio internazionale e Libertà civili hanno approvato il testo con 85 voti favorevoli, 4 contrari e 6 astensioni. Gli eurodeputati chiedono che i marketplace online verifichino la legittimità dei venditori, li segnalino quando necessario e rimuovano le inserzioni non conformi. Chiedono anche che i fornitori di alcune sostanze chimiche ad alto rischio si registrino oltre determinate quantità, e non solo quelli attivi nel commercio estero, con esenzioni per ricerca e innovazione.

Il Parlamento dovrà confermare il mandato in plenaria l’11 e il 12 novembre. Solo dopo potranno cominciare i negoziati con il Consiglio, che porteranno al testo definitivo.

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