I procuratori turchi hanno convocato per ulteriori interrogatori un’ex ministra del governo, suo marito e l’ex presidente dell’autorità di vigilanza sui mercati dei capitali del Paese, nell’ambito di un’inchiesta sempre più ampia su presunte manipolazioni del mercato e corruzione che hanno scosso il settore finanziario turco.
La procura di Istanbul ha convocato per ulteriori interrogatori Fatma Betül Sayan Kaya, ex ministra della Famiglia, suo marito İlyas Kaya e l’ex presidente del Consiglio dei mercati dei capitali turco (SPK) İbrahim Ömer Gönül, ha riferito il Turkish Minute, citando l’agenzia di stampa DHA.
A metà settembre, l’autorità turca per i mercati dei capitali (SPK) ha ordinato la liquidazione di 131 fondi di investimento gestiti da sette società di gestione patrimoniale, tra cui Tera e Pusula. Questi fondi gestivano complessivamente circa 18-20 miliardi di dollari di attività e coinvolgevano tra 455.000 e 500.000 investitori individuali.
L’accusa centrale è che i fondi abbiano accumulato posizioni fortemente concentrate in azioni con un flottante ridotto e poco liquide, appartenenti a società di piccola capitalizzazione e considerate di scarso valore. Acquisti coordinati avrebbero fatto salire i prezzi delle azioni molto al di sopra del loro valore fondamentale, gonfiando di conseguenza il valore patrimoniale netto dei fondi e i rendimenti dichiarati.
Alcuni fondi avrebbero registrato guadagni estremamente elevati, con aumenti che, nei casi più estremi, sarebbero arrivati a decine di migliaia di punti percentuali. Quando gli investitori hanno cercato di riscattare le proprie quote, i fondi non sono stati in grado di far fronte alle richieste di rimborso perché le azioni sottostanti avevano una liquidità reale molto limitata. La bolla è quindi esplosa.
Il ministro della Giustizia Akın Gürlek ha dichiarato martedì (3 novembre) che l’inchiesta coinvolge 433 sospetti e che avrebbe portato alla luce una rete criminale estesa fino ai vertici della burocrazia finanziaria. Ha inoltre sostenuto che sarebbero state utilizzate tangenti per aggirare i meccanismi di controllo delle autorità di vigilanza.
Gli investimenti dell’ex ministra sotto esame
I coniugi Kaya erano stati interrogati per la prima volta come sospetti il 7 ottobre, in relazione alle loro operazioni azionarie riguardanti la società di costruzioni navali Özata Denizcilik.
Il deputato dell’opposizione Zeynel Emre ha sostenuto che la coppia avrebbe investito circa 163 milioni di lire turche (quasi 3 milioni di euro) nella società e successivamente avrebbe incassato circa 2,17 miliardi di lire (oltre 50 milioni di euro) dalla vendita delle azioni prima della crisi.
Nella sua deposizione ai procuratori, l’ex ministra ha dichiarato di aver acquistato le azioni ad aprile e di averle vendute tra agosto e settembre. Ha categoricamente negato di aver ricevuto informazioni riservate sugli investimenti.
La coppia ha restituito circa 1,86 miliardi di lire (33 milioni di euro) attraverso un meccanismo di restituzione volontaria amministrato dal Fondo di assicurazione dei depositi e dei risparmi (TMSF).
Secondo Akin Gürlek, ministro della Giustizia, la restituzione del denaro non pone fine all’inchiesta penale, sebbene possa comportare una riduzione della pena.
Fatma Betül Sayan Kaya è stata ministra della Famiglia dal 2016 al 2018. A settembre ha lasciato i suoi incarichi di vertice nel Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP), il partito al governo del presidente Recep Tayyip Erdoğan. Il partito ha successivamente confermato che non era più una sua iscritta.
Anche l’ex capo dell’autorità di vigilanza sui mercati sotto inchiesta
Anche İbrahim Ömer Gönül, che ha presieduto il consiglio direttivo della SPK dall’aprile 2022 all’aprile 2026, è sotto inchiesta per presunto abuso d’ufficio. I procuratori lo accusano di non aver adempiuto alle proprie responsabilità di vigilanza sui fondi di investimento.
Il ministro delle Finanze Mehmet Şimşek ha autorizzato un’indagine nei confronti di Gönül a ottobre. Il 20 ottobre, un decreto presidenziale lo ha rimosso dal successivo incarico di presidente dell’Autorità turca per la vigilanza pubblica e gli standard contabili e di revisione, senza fornire una motivazione.
Le turbolenze nell’apparato di vigilanza non si sono limitate a Gönül. Anche il suo successore alla presidenza della SPK, Mahmut Sütçü, è stato rimosso con decreto presidenziale il 20 ottobre, dopo appena pochi mesi dall’assunzione dell’incarico.
La rimozione di due presidenti consecutivi della principale autorità di vigilanza sui mercati dei capitali del Paese ha alimentato ulteriormente le domande sull’efficacia dei controlli regolamentari durante il periodo in cui si sarebbero verificate le presunte manipolazioni.
Arrestati un ex dirigente della Banca centrale e un ex ambasciatore
L’inchiesta ha coinvolto anche diverse figure strettamente legate all’establishment turco, tra cui ex alti funzionari che, dopo aver lasciato gli incarichi pubblici, sono passati al settore finanziario privato.
Uno dei nomi più importanti è quello di Erkan Kilimci, ex vicegovernatore della Banca centrale turca, che successivamente è entrato nel consiglio di amministrazione di Tera Yatırım, il gruppo finanziario al centro della crisi dei fondi. Kilimci è stato arrestato a settembre nell’ambito dell’inchiesta. La controllata di Tera, Tera Portföy, era tra le società di gestione patrimoniale i cui fondi non sono riusciti a soddisfare le richieste di rimborso.
Un’altra figura sotto esame è Kerem Alkin, ex ambasciatore turco presso l’OCSE, che figurava tra i dirigenti collegati al gruppo Tera coinvolti nell’inchiesta. È stato arrestato insieme ai dirigenti di Tera a settembre. L’opposizione ha inoltre indicato Ertan Aydın, ex principale consigliere presidenziale ed ex deputato dell’AKP.
L’autorità di vigilanza sui mercati ha presentato una denuncia penale contro di lui e altre 21 persone per presunte irregolarità riguardanti le azioni della società mineraria Vişne Madencilik. Aydın è stato fermato a ottobre e successivamente posto in custodia cautelare. In precedenza aveva fatto parte del consiglio di amministrazione di Tera Yatırım.
La denuncia dell’autorità di vigilanza riguardava presunte violazioni della legislazione sui mercati dei capitali e deve essere distinta da un accertamento giudiziario definitivo di colpevolezza.
Il legame familiare con il viceministro delle Finanze
Lo scandalo ha raggiunto anche la cerchia familiare del governo. İskender Balcı, genero del viceministro del Tesoro e delle Finanze Osman Çelik, è stato fermato nell’ambito dell’inchiesta sulle operazioni riguardanti Özata Denizcilik.
Secondo quanto riferito, Balcı avrebbe negato di aver negoziato azioni della società o di avere avuto qualsiasi autorità sulle operazioni di Borsa relative ai suoi titoli. Il suo fermo ha comunque creato un problema politico imbarazzante per il governo. Çelik si è successivamente dimesso dall’incarico di viceministro delle Finanze dopo che suo genero è stato incarcerato in attesa del processo.
Arrestato il vertice della Borsa di Istanbul mentre l’inchiesta si allarga
L’inchiesta ha registrato un’ulteriore svolta significativa il 31 ottobre, quando la polizia ha fermato Korkmaz Enes Ergun, direttore generale di Borsa İstanbul, la principale Borsa valori della Turchia.
Ergun, che guidava la Borsa dal marzo 2021, è stato arrestato martedì (3 novembre) con l’accusa di aver accettato tangenti e di aver fatto parte di un’organizzazione costituita allo scopo di commettere reati. Il suo arresto ha portato l’inchiesta direttamente ai vertici dell’istituzione responsabile della supervisione delle negoziazioni sul principale mercato mobiliare del Paese.
Centinaia di miliardi di presunti guadagni
Nel giorno dell’arresto di Ergun, il ministro della Giustizia ha dichiarato che gli investigatori stanno esaminando la posizione di 433 sospetti e hanno scoperto quella che ha definito una vasta rete criminale estesa ai vertici della burocrazia finanziaria.
Ha sostenuto che sarebbero state utilizzate tangenti per neutralizzare i meccanismi di controllo delle autorità di vigilanza e che la rete avrebbe cercato di manipolare i titoli azionari e controllare la liquidità del mercato.
Il ministro ha dichiarato che 112 sospetti sono stati posti in custodia cautelare in attesa del processo, mentre altri 186 sono stati rilasciati sottoponendoli a misure di controllo giudiziario e 38 sono ancora ricercati. Ha inoltre fatto riferimento a esponenti politici che sarebbero collegati a organizzazioni criminali operanti nel mercato dei fondi, senza tuttavia identificarli.
Gürlek ha affermato che le autorità hanno recuperato circa 30 miliardi di lire turche (536 milioni di euro) in contanti, immobili e azioni nell’ambito degli sforzi per recuperare beni che sarebbero stati ottenuti attraverso la manipolazione del mercato.
Foto di: Fatma Betül Sayan Kaya, ex ministra turca della Famiglia [Hisse Mağduriyeti, X]
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

