Turchia e Armenia stanno intensificando gli sforzi per normalizzare le relazioni, ampliando la cooperazione accademica mentre Erevan lascia intendere che il confine terrestre, chiuso da tempo, potrebbe essere riaperto prima del previsto, anche se Ankara continua a legare i progressi al più ampio processo di pace tra Armenia e Azerbaigian.

Il vicepresidente del Parlamento armeno Vahagn Aleksanyan ha dichiarato giovedì (22 ottobre) che i due Paesi hanno raggiunto un accordo per avviare scambi universitari, nell’ambito dei quali studenti armeni si recheranno in Turchia per studiare e studenti turchi andranno in Armenia. Aleksanyan, esponente del partito di governo armeno Contratto Civile, ha fatto l’annuncio durante una trasmissione della televisione pubblica armena.

L’accordo si basa sugli impegni assunti durante precedenti colloqui diplomatici. In un incontro tenutosi a Erevan il 12 settembre 2025, il rappresentante speciale turco Serdar Kılıç e il suo omologo armeno Ruben Rubinyan avevano concordato di rafforzare la cooperazione nei settori della cultura e dell’istruzione superiore, in particolare attraverso la creazione di opportunità di borse di studio per studenti universitari, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri turco.

A marzo, il ministro degli Esteri armeno Ararat Mirzoyan aveva dichiarato che i due Paesi stavano discutendo programmi di borse di studio per gli studenti universitari di entrambe le nazionalità. Gli scambi accademici rientrano in un più ampio riavvicinamento tra i due Paesi vicini, che non intrattengono relazioni diplomatiche e mantengono chiuso il confine terrestre dal 1993.

Turchia e Armenia, a lungo divise da una storica rivalità legata agli eventi del 1915, passati alla storia come genocidio armeno, hanno compiuto negli ultimi anni diversi passi verso la normalizzazione, tra cui la nomina di rappresentanti speciali incaricati di guidare i negoziati e il ripristino dei voli diretti.

Durante un incontro tenutosi nel luglio 2024 al valico di frontiera di Margara-Alican, i rappresentanti dei due Paesi hanno concordato di valutare i requisiti tecnici necessari alla riapertura del collegamento ferroviario e di semplificare le procedure per il rilascio dei visti ai titolari di passaporti diplomatici e di servizio.

I precedenti tentativi non sono riusciti a portare alla riapertura del confine. Nel 2009, Turchia e Armenia avevano firmato i Protocolli di Zurigo, che puntavano a stabilire relazioni diplomatiche e riaprire la frontiera. Gli accordi non sono mai stati ratificati a causa di divergenze politiche e delle tensioni legate all’alleanza tra Turchia e Azerbaigian.

Ankara continua a legare la normalizzazione dei rapporti con l’Armenia al più ampio processo di pace tra Armenia e Azerbaigian, riflettendo l’importanza strategica dell’alleanza con Baku nella politica turca nel Caucaso meridionale.

La questione resta inoltre politicamente sensibile in Armenia. In un diverso confronto relativo a una controversia interna che coinvolge la Chiesa apostolica armena, Aleksanyan ha respinto le accuse dell’opposizione secondo cui il governo starebbe perseguendo l’agenda della Turchia, accusando a sua volta i suoi critici di contribuire a promuovere l’immagine di Ankara.

La riapertura del confine potrebbe arrivare prima del previsto

Martedì Aleksanyan ha inoltre sottolineato i progressi nel trasporto aereo e nel commercio, affermando che l’apertura della ferrovia Akhalkalaki-Kars alle esportazioni armene ha reso possibile il trasporto di merci tra i due Paesi attraverso la Georgia senza intermediari commerciali. Secondo Aleksanyan, il ritmo della normalizzazione è cambiato considerevolmente negli ultimi anni e il confine potrebbe essere riaperto prima del previsto, anche se non ha indicato una tempistica.

Il 16 ottobre, il ministro degli Esteri armeno aveva dichiarato che il processo di normalizzazione aveva raggiunto una fase avanzata e che il confine comune avrebbe potuto essere riaperto in qualsiasi momento al traffico passeggeri e commerciale.

“Il dialogo tra Armenia e Turchia è diventato così intenso e il processo così maturo che, per così dire, potremmo svegliarci domani e scoprire che entrambe le parti hanno deciso di aprire il confine”, aveva dichiarato Mirzoyan ai giornalisti a margine della COP17 sulla biodiversità.

Il ministro ha affermato che i due Paesi hanno fatto molta strada rispetto alle fasi iniziali del dialogo, quando la reciproca diffidenza era molto maggiore, e che hanno già iniziato a cooperare su una serie di questioni.

Alla domanda se l’Azerbaigian stesse ostacolando il processo, Mirzoyan ha affermato che sia Baku sia Ankara hanno chiarito che la normalizzazione delle relazioni armeno-turche dovrebbe procedere parallelamente al processo di pace tra Armenia e Azerbaigian. “La vita va avanti”, ha aggiunto Mirzoyan.

Gli sforzi dell’Armenia per diversificare i propri partenariati in campo estero e di sicurezza arrivano in un contesto di crescente disillusione nei confronti della Russia, suo tradizionale alleato sul piano della sicurezza, dopo che Mosca non è riuscita a impedire la presa del Nagorno-Karabakh da parte dell’Azerbaigian nel 2023.

Da allora, Erevan ha intensificato i rapporti con l’Unione europea, che ha dispiegato una missione civile per aiutare il Paese a contrastare le minacce ibride e ha stanziato 30 milioni di euro in assistenza non letale alle forze armate armene.

Il primo vertice tra Unione europea e Armenia, tenutosi a Erevan nel maggio 2026, ha rappresentato un ulteriore passo verso un rafforzamento dei legami politici, economici e di sicurezza, anche se l’Armenia non ha formalmente interrotto i propri rapporti con Mosca.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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