Il Parlamento europeo chiede di accelerare lo sviluppo della rete ferroviaria ad alta velocità dell’Unione europea, aumentando gli investimenti nelle infrastrutture e migliorando i collegamenti tra le principali città e le regioni periferiche. L’obiettivo è rafforzare la coesione territoriale, sostenere la competitività economica e offrire un’alternativa più sostenibile al trasporto aereo e stradale.

Con 558 voti favorevoli, 23 contrari e 73 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato martedì una relazione contenente una serie di raccomandazioni in risposta al piano d’azione presentato dalla Commissione europea nel novembre 2025 per realizzare, entro il 2040, una rete ferroviaria ad alta velocità più veloce, interoperabile e integrata.

La posizione del Parlamento punta alla creazione di una vera rete ferroviaria europea, superando l’attuale frammentazione delle infrastrutture e dei servizi nazionali. Una rete che, secondo gli eurodeputati, dovrà garantire collegamenti efficienti, accessibili e intermodali, valorizzando gli investimenti pubblici e contribuendo a ridurre le disparità economiche e territoriali tra gli Stati membri.

Collegare non soltanto le capitali, ma anche le regioni periferiche

Uno degli aspetti centrali della relazione riguarda la necessità di estendere i benefici dell’alta velocità oltre le principali capitali europee. Il Parlamento chiede che la futura rete colleghi anche i maggiori centri urbani delle diverse regioni dell’Unione e dei Paesi limitrofi, attraverso servizi diretti oppure collegamenti efficienti con le linee ad alta velocità.

L’obiettivo è evitare che gli investimenti si concentrino esclusivamente sui grandi corridoi ferroviari, lasciando ai margini le regioni periferiche o economicamente meno sviluppate. Per questo gli eurodeputati sollecitano il completamento della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), chiedendo di individuare e affrontare le carenze infrastrutturali, i collegamenti ferroviari abbandonati o scarsamente serviti e le tratte transfrontaliere con un elevato valore aggiunto europeo.

La relazione sottolinea inoltre la necessità di integrare l’alta velocità con i servizi ferroviari convenzionali, regionali e pendolari, evitando che lo sviluppo delle grandi direttrici internazionali avvenga a discapito della mobilità quotidiana dei cittadini.

Il nodo degli investimenti e del prossimo bilancio europeo

Per realizzare questi obiettivi, il Parlamento chiede finanziamenti europei sufficienti, prevedibili e di lungo periodo, sollecitando un maggiore utilizzo delle risorse già disponibili e degli strumenti finanziari previsti per i prossimi anni.

In particolare, gli eurodeputati chiedono che il quadro finanziario pluriennale 2028-2034 garantisca stanziamenti adeguati e specificamente destinati allo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie, attraverso il mantenimento e il rafforzamento del Connecting Europe Facility (CEF), il principale strumento europeo per finanziare le reti transeuropee nei settori dei trasporti, dell’energia e del digitale.

La relazione invita inoltre a sostenere gli investimenti ferroviari attraverso i piani nazionali, inserendo quindi il potenziamento dell’alta velocità tra le priorità della futura programmazione finanziaria dell’Unione.

La questione delle risorse rappresenta uno degli ostacoli principali alla realizzazione della rete. Secondo le stime contenute nel piano della Commissione, saranno necessari circa 345 miliardi di euro entro il 2040 per completare la rete ad alta velocità già prevista nell’ambito della TEN-T. Un’eventuale espansione più ambiziosa, capace di triplicare l’estensione dell’attuale rete europea ad alta velocità, potrebbe richiedere investimenti fino a 546 miliardi di euro. Dal 2014, i programmi dell’Unione europea hanno già destinato oltre 100 miliardi di euro a progetti infrastrutturali ferroviari, ma la realizzazione di una rete continentale pienamente integrata richiederà un ulteriore sforzo finanziario da parte delle istituzioni europee e degli Stati membri.

Biglietti più accessibili e maggiore trasparenza sulle tariffe

Accanto agli investimenti infrastrutturali, il Parlamento richiama l’attenzione anche sui costi dei servizi ferroviari, considerati un elemento determinante per favorire il passaggio dei passeggeri dagli aerei ai treni.

Secondo gli eurodeputati, l’alta velocità deve essere economicamente accessibile, evitando che le tariffe elevate costituiscano una barriera per una parte della popolazione. La relazione invita quindi gli Stati membri e gli operatori ferroviari a introdurre prezzi più convenienti, sistemi di riduzione tariffaria e formule di abbonamento adeguate.

Particolare attenzione viene riservata anche alla trasparenza dei prezzi e alla possibilità di confrontare e acquistare facilmente biglietti per viaggi internazionali che coinvolgono diversi operatori.

Il Parlamento accoglie favorevolmente, in questo contesto, il lavoro legislativo sul pacchetto relativo ai diritti dei passeggeri presentato dalla Commissione, che punta a migliorare l’interoperabilità dei sistemi di bigliettazione e la comparabilità delle offerte ferroviarie.

Marzà Ibáñez: “Spostare i passeggeri dagli aerei ai treni”

Il relatore del provvedimento, l’eurodeputato spagnolo Vicent Marzà Ibáñez, del gruppo Verdi/Alleanza libera europea, ha sottolineato il valore strategico dello sviluppo dell’alta velocità per l’autonomia energetica e la competitività dell’Unione.

“Un collegamento ferroviario ad alta velocità tra le principali città europee consentirà un massiccio trasferimento dei viaggi passeggeri dagli aerei ai treni”, ha dichiarato.

“Questo è un elemento fondamentale per ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili, creare posti di lavoro dignitosi e aumentare significativamente la nostra autonomia strategica”, ha aggiunto il relatore.

Marzà Ibáñez ha inoltre evidenziato la necessità di mobilitare risorse finanziarie adeguate, anche attraverso strumenti innovativi come le obbligazioni ferroviarie verdi, precisando che gli investimenti nell’alta velocità “non devono andare a discapito dei servizi ferroviari pendolari e regionali utilizzati quotidianamente dalle persone”.

Il piano della Commissione per collegare l’Europa entro il 2040

Le raccomandazioni del Parlamento si inseriscono nel quadro del piano d’azione adottato dalla Commissione europea il 5 novembre 2025, che punta a realizzare una rete ferroviaria ad alta velocità pienamente funzionante e meglio integrata entro il 2040.

Il piano prevede una serie di interventi per accelerare la realizzazione delle infrastrutture, eliminare le strozzature lungo i collegamenti transfrontalieri, armonizzare i sistemi ferroviari nazionali e migliorare la competitività dei servizi.

Tra gli obiettivi indicati dall’esecutivo europeo figura la riduzione dei tempi di percorrenza su alcune delle principali direttrici continentali. Entro il 2030, ad esempio, il viaggio ferroviario tra Berlino e Copenaghen dovrebbe ridursi dalle attuali sette ore a quattro, mentre entro il 2035 il collegamento tra Sofia e Atene potrebbe richiedere circa sei ore, meno della metà dei tempi attuali. Sono previsti inoltre nuovi collegamenti tra i Paesi baltici e un miglioramento dei servizi tra Parigi, Madrid e Lisbona.

Per il Parlamento, tuttavia, il potenziamento dell’alta velocità non deve essere considerato soltanto un intervento infrastrutturale, ma anche uno strumento di politica industriale, coesione territoriale e integrazione del mercato unico.

La relazione approvata dall’Eurocamera non costituisce un provvedimento legislativo vincolante, ma definisce le priorità politiche che il Parlamento chiede alla Commissione e agli Stati membri di considerare nell’attuazione del piano ferroviario europeo e nella definizione del prossimo bilancio pluriennale dell’Unione.

[a cura di Simone Cantarini]

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