Il governo italiano avrebbe accolto la proposta del presidente del Consiglio europeo, António Costa, di organizzare a Roma il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea previsto per marzo 2027, in occasione del 70mo anniversario della firma dei Trattati di Roma. Lo riferiscono fonti del governo italiano citate dall’ANSA.
L’iniziativa consentirebbe ai leader dei 27 Stati membri di riunirsi nella città in cui, il 25 marzo 1957, furono firmati i trattati istitutivi della Comunità economica europea (CEE) e della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom), due passaggi fondamentali del processo di integrazione europea.
Secondo le fonti governative citate da Ansa, si tratterebbe della prima riunione del Consiglio europeo organizzata al di fuori della sua sede abituale di Bruxelles dal 2003, dopo l’introduzione delle disposizioni sulla sede delle riunioni contenute nel Trattato di Nizza.
La proposta ha trovato conferma anche a Bruxelles. Secondo quanto riferito da un funzionario europeo a Euronews, Costa ha proposto di organizzare nella capitale italiana una riunione formale del Consiglio europeo e i preparativi sarebbero già in corso.
La scelta di Roma avrebbe un forte valore simbolico, riportando il confronto tra i leader europei nel luogo in cui prese forma il progetto comunitario. I Trattati del 1957 furono sottoscritti dai sei Paesi fondatori — Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo — e posero le basi per lo sviluppo del mercato comune e delle istituzioni che, nei decenni successivi, avrebbero dato vita all’attuale Unione europea.
L’anniversario del 2027 arriverebbe inoltre a dieci anni dalle celebrazioni del sessantesimo anniversario, quando i leader europei si riunirono nella capitale italiana per adottare la Dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017, riaffermando il loro impegno a proseguire il processo di integrazione.
L’organizzazione di un Consiglio europeo formale al di fuori di Bruxelles richiede tuttavia il rispetto di una procedura specifica.
Il regolamento interno del Consiglio europeo stabilisce che, in circostanze eccezionali, il presidente possa decidere di organizzare una riunione in una sede diversa da Bruxelles, previo accordo unanime del Consiglio Affari generali o del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper).
La proposta di Costa dovrà ottenere il via libera formale degli Stati membri, atteso nelle prossime settimane. Secondo quanto riferito da sempre da Euronews, il primo ministro belga Bart De Wever avrebbe già espresso il proprio assenso alla deroga, un passaggio politicamente significativo considerando che Bruxelles ospita abitualmente le riunioni dei leader europei.

