La priorità dell’Ucraina resta quella di rafforzare la difesa aerea prima dell’inverno, mentre la Russia intensifica gli attacchi contro le infrastrutture energetiche e Kyiv denuncia nuove difficoltà nell’utilizzo di Starlink. È questo il filo conduttore della serie di incontri che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto giovedì 15 ottobre a Bruxelles, alla vigilia della seconda giornata del Consiglio europeo, con il segretario generale della NATO Mark Rutte, il presidente francese Emmanuel Macron e i primi ministri di Belgio e Danimarca, Bart De Wever e Mette Frederiksen. Nella giornata di venerdì, Zelensky interverrà al Consiglio europeo nella parte dedicata all’Ucraina.

Al centro dei colloqui avvenuti giovedì a margine del Consiglio europeo la necessità di accelerare le forniture di intercettori contro i missili balistici, munizioni per i caccia F-16 e nuovi sistemi per contrastare i droni russi. Il risultato più concreto annunciato dalla presidenza ucraina riguarda la Francia, che fornirà nuovi pacchetti per rafforzare l’aviazione militare ucraina già nel corso di ottobre. Con gli altri interlocutori, invece, sono proseguite le discussioni su ulteriori aiuti militari e finanziari.

Gli incontri avvenuti a Bruxelles giungono nel pieno del deterioramento dei rapporti tra Kyiv e Washington, dopo le pressioni esercitate dal presidente americano Donald Trump affinché l’Ucraina interrompa gli attacchi contro le raffinerie russe. In un’intervista al Financial Times pubblicata il 15 ottobre, Zelenskyy ha dichiarato esaurita la pazienza di Kyiv: “Il blocco è finito. Abbiamo chiuso”. Il presidente ucraino ha inoltre criticato l’atteggiamento di Trump nei confronti di Vladimir Putin, attribuendogli una particolare ammirazione per i leader capaci di mantenere il potere per decenni.

A complicare ulteriormente i rapporti è intervenuta la questione Starlink. Secondo Zelenskyy, le limitazioni introdotte questa settimana al funzionamento dei terminali militari utilizzati dall’Ucraina non sarebbero riconducibili a problemi tecnici, ma a una decisione politica. “Non è stato un problema tecnico, è stata una scelta”, ha affermato al quotidiano britannico. Elon Musk ha successivamente precisato che i sistemi Starshield sono di proprietà e sotto il controllo del governo statunitense e che qualsiasi restrizione al loro utilizzo dipende dalle forze armate americane e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti.

Le limitazioni avrebbero compromesso soprattutto l’impiego dei droni ucraini guidati attraverso i terminali satellitari. Secondo una fonte del ministero della Difesa di Kyiv, il servizio sarebbe stato parzialmente ripristinato, ma con un limite di velocità di circa 160 chilometri orari, insufficiente per alcune missioni d’attacco e per l’impiego dei droni intercettori contro quelli russi. A questo si aggiungono le denunce di funzionari ucraini secondo cui, da diversi giorni, Kyiv non riceverebbe più i consueti avvertimenti occidentali sull’arrivo dei missili russi, basati anche sui sistemi satellitari statunitensi. Trump ha tuttavia negato di aver sospeso la condivisione delle informazioni di intelligence.

La controversia si inserisce nel confronto sulla cosiddetta tregua energetica, che Washington vorrebbe estendere agli attacchi contro le infrastrutture petrolifere. Negli ultimi mesi Kyiv ha intensificato le operazioni con droni a lungo raggio contro raffinerie e strutture logistiche russe, sostenendo che rappresentino una risposta ai continui bombardamenti di Mosca. Trump, alle prese con l’aumento dei prezzi dei carburanti negli Stati Uniti, ha invece sollecitato la cessazione di questi attacchi. Il Cremlino ha accusato l’Ucraina di compromettere gli sforzi diplomatici americani, pur riconoscendo che i termini di un’eventuale tregua non sono stati ancora definiti.

L’incontro con Rutte: servono intercettori e munizioni per gli F-16

La missione diplomatica di Zelensky è cominciata con un incontro con il segretario generale della NATO Mark Rutte, durante il quale i due hanno coordinato i prossimi passi per rafforzare la protezione dell’Ucraina. “Stiamo lavorando a nuovi pacchetti di difesa aerea. Letteralmente ogni giorno e ogni ora, nuovi pacchetti possono salvare vite ucraine”, ha dichiarato Zelensky al termine del colloquio.

Il presidente ucraino ha denunciato una nuova escalation degli attacchi russi, sostenendo che Mosca abbia risposto ai tentativi del presidente americano Donald Trump di ridurre l’intensità dei bombardamenti con ulteriori operazioni contro infrastrutture energetiche ed edifici residenziali.

“Negli ultimi giorni ci sono state diverse ondate di attacchi con missili balistici e i droni d’attacco Shahed sono quasi costantemente nei nostri cieli”, ha affermato Zelenskyy, secondo il quale dall’inizio del 14 ottobre fino al momento delle sue dichiarazioni la Russia avrebbe lanciato circa mille droni.

Una situazione resa ancora più difficile, secondo Kyiv, dalle restrizioni al funzionamento di Starlink sul territorio ucraino e derubricate ufficialmente da Washington come guasti tecnici. Per Zelensky, queste difficoltà rendono ancora più urgente garantire la continuità delle forniture militari da parte degli alleati della NATO, in particolare gli intercettori antibalistici e le munizioni destinate agli F-16.

Rutte ha confermato che il colloquio ha riguardato anche la necessità di attuare una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche e la prosecuzione del sostegno degli alleati attraverso il meccanismo PURL, che permette ai Paesi partner di finanziare l’acquisto di equipaggiamenti militari statunitensi destinati all’Ucraina.

Macron annuncia nuovi pacchetti per l’aviazione ucraina

Il risultato più significativo della giornata è arrivato dall’incontro con Emmanuel Macron. Secondo quanto comunicato dalla presidenza ucraina, la Francia fornirà nel corso di ottobre nuovi pacchetti destinati al rafforzamento dell’aviazione militare di Kyiv. È fondamentale fornire all’Ucraina tutti i mezzi necessari per difendere e proteggere la popolazione civile e le infrastrutture”, ha dichiarato il presidente francese dopo il colloquio.

Zelensky ha sottolineato che l’incontro si è svolto mentre le forze russe stavano conducendo un nuovo attacco con droni contro le infrastrutture energetiche di Lutsk (Ucraina nordoccidentale), provocando interruzioni dell’elettricità.

Il presidente ucraino ha inoltre accusato Mosca di aver ignorato la proposta americana di una tregua energetica, sfruttando le difficoltà operative di Starlink per aumentare i danni alle infrastrutture essenziali.

Macron e Zelensky hanno discusso anche dell’accelerazione del progetto FREYJA, finalizzato allo sviluppo di una capacità europea di difesa contro i missili balistici. Secondo Zelensky, il sistema dovrebbe diventare operativo entro la fine dell’anno, un obiettivo che richiede tuttavia ulteriori progressi sul piano tecnico e operativo. Il presidente ucraino ha infine confermato che Kyiv ha ricevuto tutte le licenze per la produzione di armamenti promesse dalla Francia, sottolineando la necessità di procedere rapidamente alla loro attuazione.

Il Belgio e la richiesta di nuovi F-16

Un altro capitolo degli incontri di Zelensky a Bruxelles ha riguardato il rafforzamento della componente aerea ucraina attraverso il Belgio. Nel colloquio con il primo ministro Bart De Wever, il leader ucraino ha discusso la possibilità di accelerare la consegna di ulteriori caccia F-16 e di aumentare le forniture di munizioni destinate ai velivoli già in servizio.

“In questo momento gli F-16 stanno contribuendo in modo significativo a respingere gli attacchi degli Shahed a propulsione a reazione. Stiamo lavorando con il Belgio per ricevere ulteriori caccia il prima possibile”, ha spiegato Zelensky.

L’importanza delle forniture è stata collegata alla crescente pressione sulle difese ucraine. Secondo il presidente, nella sola serata del 15 ottobre gli attacchi russi hanno colpito infrastrutture energetiche in due regioni, lasciando quasi 15 mila persone senza elettricità nella regione di Volyn (Ucraina occidentale) e provocando interruzioni parziali anche a Kyiv e nelle aree circostanti. In alcune località, ha aggiunto Zelenskyy, le squadre di riparazione non sarebbero state neppure in grado di iniziare gli interventi a causa del rischio di nuovi bombardamenti contro gli stessi obiettivi.

Tuttavia, dal colloquio con De Wever non è emerso l’annuncio di una nuova consegna immediata di velivoli, con la presidenza ucraina che in un comunicato stampa ha riferito che le discussioni proseguiranno per individuare ulteriori possibilità di sostegno.

Danimarca, difesa antibalistica e sostegno finanziario

La protezione delle infrastrutture energetiche è stata al centro anche dell’incontro con la prima ministra danese Mette Frederiksen. Zelensky ha ribadito che la priorità assoluta dell’Ucraina rimane la difesa aerea, con particolare attenzione ai sistemi antibalistici e alle capacità necessarie per intercettare i droni Shahed di nuova generazione.

“È assolutamente fondamentale che tutti in Europa si mobilitino per rafforzare la protezione contro questo brutale terrore prima dell’inverno”, ha dichiarato il presidente ucraino.

Anche nel colloquio con la premier danese, Zelensky ha ribadito che Mosca avrebbe interpretato i segnali di un possibile allentamento delle sanzioni da parte degli Stati Uniti come un incoraggiamento a proseguire gli attacchi contro abitazioni, sottostazioni elettriche e altre infrastrutture civili.

Oltre alla cooperazione militare, i due leader hanno affrontato il tema del sostegno finanziario danese alla resilienza ucraina, necessario per affrontare le conseguenze degli attacchi e garantire il funzionamento dei servizi essenziali. Le rispettive delegazioni proseguiranno il lavoro per definire possibili nuovi interventi.

[a cura di Simone Cantarini]

, , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *