Centinaia di persone si sono radunate ieri (14 ottobre) davanti alla redazione di Nova.rs a Belgrado per sostenere i giornalisti che si oppongono a un ultimatum della dirigenza, che ha messo in dubbio il futuro della redazione di quella che un tempo era una testata giornalistica indipendente.

Alla protesta hanno partecipato giornalisti di altre testate, esponenti del mondo della cultura, della scienza, della magistratura e dello sport, oltre a cittadini comuni. I manifestanti si sono radunati davanti alla redazione sul Boulevard Zorana Đinđića, bloccando il traffico e manifestando il proprio sostegno ai dipendenti, secondo i quali il cambio ai vertici mette a rischio l’indipendenza editoriale del portale.

Le elezioni parlamentari anticipate in Serbia sono previste per il 25 ottobre. Il presidente Aleksandar Vučić ha convocato il voto anticipato a settembre, dopo quasi due anni di proteste di massa scatenate dal crollo, nel novembre 2024, della pensilina in cemento della stazione ferroviaria di Novi Sad, che provocò la morte di sedici persone. Vučić, che non può candidarsi per un altro mandato presidenziale, si presenta come candidato alla carica di primo ministro.

La controversia riguardante Nova.rs ruota attorno alla nomina di Marko Stjepanović come direttore responsabile e a un’offerta che impone ai dipendenti di decidere in meno di 48 ore se continuare a lavorare sotto la nuova dirigenza oppure lasciare l’azienda usufruendo di un trattamento di fine rapporto maggiorato.

In una comunicazione inviata alla redazione martedì (13 ottobre), il consiglio di amministrazione ha confermato la nomina di Stjepanović e comunicato ai dipendenti che non desideravano proseguire sotto la nuova direzione che avrebbero potuto richiedere il trattamento di fine rapporto entro oggi (giovedì 15 ottobre) alle 19:00.

Secondo le condizioni pubblicate, l’offerta ammonta a due terzi di una mensilità per ogni anno di servizio. Stjepanović ha difeso sia l’entità dell’indennizzo sia la scadenza ravvicinata, definendole condizioni eque e sostenendo che il cambio di proprietà era in corso da tempo e che i dipendenti avrebbero già dovuto essersi fatti un’idea sulla propria volontà di restare.

“Non siamo in vendita”

Secondo i rappresentanti della redazione, la maggioranza dei giornalisti di Nova.rs ha respinto l’ultimatum, affermando di voler rimanere al proprio posto anziché accettare l’offerta di uscita.

Ranko Pivljanin, direttore responsabile del quotidiano Nova, ha dichiarato che la redazione ha respinto l’ultimatum e affermato che i suoi giornalisti “non sono in vendita”. Sebbene non sia stato formalmente nominato a tale incarico dalla dirigenza dell’azienda, Pivljanin ha affermato che il sostegno della redazione gli conferisce legittimità.

Il vicedirettore di Nova.rs, Ratko Femić, ha dichiarato che l’attuale redazione intende seguire la notte elettorale del 25 ottobre, segnalando così che i giornalisti intendono continuare a lavorare nonostante la controversia.

Le nuove nomine sono state annunciate da Pedro Vargas Santos David, proprietario di Alpac Capital e direttore di United Media Digital, la società sotto la quale operano Nova.rs e il quotidiano Nova. Stjepanović ha ricoperto in precedenza incarichi editoriali presso la società mediatica svizzera Ringier, proprietaria del tabloid serbo Blic. Ivana Mastilović Jasnić è stata nominata vicedirettrice.

La preoccupazione dei dipendenti è che il cambio ai vertici possa modificare l’orientamento editoriale del portale in un momento politicamente delicato. I giornalisti hanno accusato i proprietari di voler esercitare un maggiore controllo sulla copertura informativa prima, durante e dopo le elezioni. Si tratta della valutazione della redazione; la società ha negato di aver imposto decisioni editoriali alle proprie testate.

La dirigenza respinge le accuse

In un messaggio rivolto ai dipendenti, il consiglio di amministrazione ha invitato il personale a rimanere e ha assicurato il proprio sostegno a un giornalismo indipendente e critico. Ha dichiarato che l’azienda rimane impegnata nel fact-checking, nell’imparzialità, nell’indipendenza e nella responsabilità, nonché nel mantenere separati commenti e opinioni dall’attività giornalistica.

Il consiglio ha inoltre affermato che Alpac Capital, diventata azionista nell’agosto 2026, non ha impartito ai giornalisti istruzioni su cosa scrivere o cosa evitare. Ha criticato la copertura riservata da Nova.rs al nuovo azionista, definendola prevalentemente negativa e unilaterale.

Stjepanović ha dichiarato che i dipendenti che non condividono le posizioni del direttore e della dirigenza dovrebbero lasciare l’azienda, definendo al contempo equa l’offerta di trattamento di fine rapporto.

La controversia ha ricevuto il sostegno di altre testate serbe, tra cui N1, Radar, Forbes, Danas, Vreme, Insajder, Beta, Mašina, Cenzolovka e la testata investigativa KRIK. Anche associazioni di giornalisti e organizzazioni dei media, tra cui l’Associazione indipendente dei giornalisti della Serbia (NUNS), l’Associazione dei giornalisti della Serbia (UNS) e l’Associazione dei media elettronici indipendenti (ANEM), hanno espresso il proprio sostegno alla redazione.

ANEM ha affermato che la scadenza ravvicinata e le condizioni imposte al personale costituiscono una forma di pressione sulla redazione. L’associazione ha invitato i giornalisti di altre testate a partecipare alla protesta, sostenendo che cambiamenti editoriali imposti contro la volontà della redazione rischiano di trasformarsi in uno strumento per disciplinare i giornalisti alla vigilia delle elezioni parlamentari.

“La presa del controllo editoriale di Nova.rs rappresenta un grave colpo alla libertà dei media in Serbia. È inaccettabile che i giornalisti si trovino di fronte all’ultimatum di accettare questa situazione o lasciare la redazione, utilizzando così la loro sicurezza economica come strumento di pressione e di subordinazione della redazione a una nuova linea editoriale”, si legge nella posizione di ANEM.

Anche Ricardo Gutiérrez, segretario generale della Federazione europea dei giornalisti, ha espresso sostegno ai dipendenti, descrivendo il cambio ai vertici come parte di quella che considera una più ampia ondata di pressioni sui media in Serbia. Le sue dichiarazioni riflettono la valutazione della federazione sulla situazione.

L’attore Hadži Nenad Maričić, che ha partecipato alla manifestazione, ha elogiato la copertura offerta da Nova al mondo della cultura e ha affermato che la Serbia si trova davanti a una scelta tra libertà e oscurità.

Organizzazioni indipendenti dei media e gruppi per la libertà di stampa hanno documentato un parallelo aumento delle pressioni in vista del voto del 25 ottobre. Il Committee to Protect Journalists ha denunciato aggressioni fisiche contro giornalisti impegnati nella copertura delle manifestazioni, minacce rivolte ai reporter e alle loro famiglie e casi di giornalisti che hanno lasciato il Paese per motivi di sicurezza.

ANEM e altre organizzazioni hanno inoltre documentato attacchi automatizzati che hanno portato alla sospensione degli account sui social media di testate critiche, tra cui Nova.rs e Radar, oltre a episodi di intimidazione durante eventi politici.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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