Il sell-off dei titoli di Stato francesi, che ha portato il rendimento del decennale a un passo dal 5%, ha spinto alcuni grandi investitori a comprare titoli italiani e obbligazioni societarie europee, convinti che i timori di contagio siano esagerati. Lo riporta il Financial Times, che cita gestori di Aberdeen Investments, W1M, Ninety One e Schroders. Il 7 ottobre il rendimento dell’Oat a 10 anni è tornato sopra il 4,9%, per i timori sui conti pubblici e per il rialzo del petrolio dopo l’intensificarsi degli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz.

Il primo ottobre il rendimento dell’Oat decennale ha raggiunto il 4,92%, il livello più alto da luglio 2002, mentre lo spread con il Bund ha superato i 130 punti base, il massimo dal 2012. Il movimento è arrivato alla vigilia della presentazione della legge di bilancio 2027 da parte del primo ministro Sébastien Lecornu, che punta a portare il deficit al 5% del Pil dopo il 5,4% stimato per il 2026. Il Financial Times indica per lo spread un valore di 1,4 punti percentuali, in aumento di circa due terzi dall’inizio del mese, e un debito pubblico francese di 3.500 miliardi di euro.

La tensione si è estesa ad altri mercati dell’area euro. Il 2 ottobre lo spread tra Btp e Bund ha toccato i 131 punti base, il livello più alto da aprile 2025, per poi chiudere a 114,6 con un rendimento del decennale italiano al 4,6%. Secondo il quotidiano britannico lo spread italiano è salito oltre 1,1 punti percentuali, mentre il premio richiesto sulle obbligazioni societarie europee investment grade rispetto ai titoli di Stato è passato da 0,8 punti a inizio settembre a 1 punto venerdì, per poi scendere a 0,95 martedì, secondo l’indice ICE BofA.

Le scommesse degli investitori

Un gestore di Aberdeen Investments ha spiegato al Financial Times di aver aperto nuove posizioni sulla sovraperformance dei Btp rispetto ai Bund, sostenendo che la situazione attuale non ripropone la crisi del debito dei primi anni Dieci e che il mercato europeo gode oggi di un sostegno istituzionale molto più solido. W1M ha invece acquistato obbligazioni di società francesi tra cui Axa e Bnp Paribas, giudicando eccessivi i movimenti degli ultimi giorni.

Altri gestori restano più cauti sul debito sovrano francese. Ninety One non ha intenzione di aumentare l’esposizione diretta sui titoli francesi prima delle elezioni del 2027 e sta puntando su altre attività con un rischio Francia molto basso, come indici di debito high yield europeo. Schroders aveva una posizione sotto benchmark su Italia e Spagna e l’ha ridotta con il calo dei prezzi, aumentando l’esposizione al credito investment grade europeo, e ha avvertito che la questione francese non è in alcun modo risolta.

Bce ed elezioni francesi

Gli investitori citati dal Financial Times fondano la propria fiducia anche sugli strumenti oggi a disposizione della Banca centrale europea per calmare i mercati. Mercoledì il governatore della banca centrale francese ha dichiarato che un intervento della Bce non è necessario e che l’istituzione non ha il compito di risolvere i problemi di bilancio dei singoli Paesi. Il mercato scommette inoltre su un ulteriore rialzo dei tassi entro fine anno, con una probabilità dell’80%, mentre il capo economista Philip Lane ha detto che il maggior costo del debito potrebbe frenare la domanda e ridurre la necessità di nuove strette.

Sul fronte politico, i rendimenti erano scesi martedì dopo le promesse di rigore fiscale della leader dell’estrema destra Marine Le Pen, considerata favorita per le presidenziali di aprile, che dovrebbe presentare un piano di tagli alla spesa pubblica da 25 miliardi di euro l’anno. Il giorno successivo sono tornati a salire, con il petrolio in rialzo e un’incertezza ancora molto elevata sulla direzione dei conti pubblici francesi.

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