È in corso una vasta operazione multinazionale di soccorso nel Mar Nero, a est di Capo Sant’Atanas e della città di Byala, dopo che alcuni droni hanno colpito due navi commerciali all’interno della zona economica esclusiva della Bulgaria: si tratta del primo attacco di questo tipo registrato in quelle acque.
Il traghetto bulgaro Dioscuria è stato dirottato per prestare assistenza. Ha preso a bordo l’intero equipaggio, composto da 18 persone, di una delle due navi, mentre proseguivano le ricerche dell’equipaggio dell’altra, affondata dopo aver riportato gravi danni strutturali. Le autorità romene hanno successivamente confermato due vittime e undici persone tratte in salvo, evidenziando il costo umano di un incidente che ha già provocato reazioni ai massimi livelli a Sofia e rinnovato gli allarmi sulla vulnerabilità delle rotte commerciali del Mar Nero.
Le prime informazioni identificano le navi colpite come la Alfa Watan, una nave da carico battente bandiera del Togo, e la Able, battente bandiera di Palau. La Alfa Watan ha riportato gravi danni strutturali ed è affondata a est della costa bulgara; al momento degli ultimi aggiornamenti non erano ancora giunte comunicazioni ufficiali sulla sorte del suo equipaggio. Sulla Able è divampato un incendio dopo l’attacco, costringendo i marinai ad abbandonare la nave. Tutti i 18 membri dell’equipaggio sono stati evacuati e trasferiti a bordo della Dioscuria, dove alcuni hanno ricevuto le prime cure per le ferite riportate.
Gli equipaggi bulgari e le unità di soccorso in servizio hanno iniziato a coordinare il loro trasferimento verso le strutture sanitarie a terra non appena le condizioni lo hanno consentito. I dati del ministero dell’Interno romeno hanno confermato il quadro generale: due morti e undici persone tratte in salvo, mentre i feriti hanno ricevuto cure d’emergenza. Le unità della Guardia costiera rumena e un elicottero dell’Ispettorato generale dell’Aviazione hanno partecipato alle operazioni di ricerca e soccorso.
Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha convocato una riunione d’emergenza delle istituzioni competenti, alla quale hanno partecipato rappresentanti del ministero della Difesa, del ministero dell’Interno, del ministero dei Trasporti, del ministero dell’Ambiente e delle Acque, dell’Ufficio del Presidente e dei servizi di sicurezza. Radev avrebbe dovuto parlare con i media all’inizio della riunione.
La presidente Iliana Yotova ha annullato una visita programmata a Veliko Tarnovo, dove avrebbe dovuto presentare i risultati delle attività di ricerca archeologica e dei lavori di restauro sulla collina di Trapezitsa, per concentrarsi sulla crisi in corso.
Crescono i rischi per la navigazione e la sicurezza alimentare
L’origine dei droni è ancora oggetto di indagine, ma l’incidente si inserisce in un quadro documentato di attacchi che negli ultimi mesi si sono spinti sempre più lontano dalle coste ucraine, alimentando il timore di tattiche più aggressive contro il traffico commerciale.
Le autorità romene avevano avviato parallelamente un’operazione di ricerca e soccorso dopo che la Royad Mammadov, una nave da carico battente bandiera di Saint Kitts e Nevis, aveva preso fuoco per poi affondare a circa 20 miglia nautiche dalla costa rumena, nei pressi della piattaforma petrolifera Pescăruș gestita da OMV Petrom, una zona anch’essa vicina alle acque bulgare.
La nave, descritta da diverse fonti come di proprietà o sotto la gestione turca e diretta dal porto ucraino di Izmail verso Ravenna, in Italia, con un carico di grano, sarebbe stata colpita da un drone al di fuori delle acque territoriali rumene, ma all’interno della zona economica esclusiva del Paese.
Le unità di soccorso romene, comprese le imbarcazioni dell’Agenzia per il salvataggio della vita in mare e un elicottero, hanno recuperato undici membri dell’equipaggio, alcuni dei quali feriti, e due corpi; uno dei cadaveri è stato trovato su una zattera di salvataggio. La vicinanza del precedente incidente alle infrastrutture energetiche offshore, tra cui il più grande progetto Neptun Deep, situato più al largo, ha aggiunto un ulteriore elemento di preoccupazione per la sicurezza energetica e commerciale della regione.
Una nave mercantile carica di grano affonda al largo della Romania dopo un attacco con drone
La presidente bulgara Yotova aveva già sottolineato il giorno precedente agli attacchi nelle acque bulgare i rischi crescenti. Parlando lunedì (5 ottobre) a Varna, dopo l’inaugurazione di un forum tecnologico sulla crescita economica e l’innovazione nella regione del Mar Nero, aveva avvertito che i rischi e le minacce nel Mar Nero aumentavano quotidianamente e che non si potevano escludere interruzioni nelle spedizioni di grano.
Yotova aveva ricordato di aver sollecitato l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a elaborare un memorandum tra tutti gli Stati che si affacciano sul Mar Nero per garantire la libertà di navigazione e la sicurezza. Un’interruzione del traffico commerciale di cereali, aveva osservato, potrebbe inoltre provocare nuove ondate migratorie dall’Africa, mentre le principali compagnie assicurative sono già riluttanti ad assicurare i carichi che attraversano il Mar Nero.
Secondo Yotova, organizzare un incontro tra gli Stati della regione dedicato alla pace nel Mar Nero rimaneva un obiettivo raggiungibile che richiedeva una diplomazia attiva, anche se due dei Paesi coinvolti rimangono in aperto conflitto. Anche il movimento dei droni, aveva aggiunto, rappresenta una particolare fonte di preoccupazione.
La posizione della Turchia nell’ambito della Convenzione di Montreux del 1936, che attribuisce ad Ankara un’influenza decisiva sull’accesso navale e commerciale tra il Mar Nero e il Mediterraneo attraverso il controllo del Bosforo e dei Dardanelli, complica ulteriormente il quadro strategico. Le navi commerciali che trasportano grano ucraino continuano a dipendere da queste rotte, ma la combinazione di attacchi con droni, riluttanza delle compagnie assicurative e possibilità di ulteriori interruzioni ha aumentato i rischi per la sicurezza alimentare ben oltre i confini della regione.
Mentre le squadre di soccorso bulgare e rumene lavoravano per tutta la giornata e i leader politici di Sofia si preparavano a definire la risposta ufficiale, gli attacchi hanno rappresentato un duro promemoria del fatto che le arterie commerciali del Mar Nero – e la stabilità che esse garantiscono – sono sempre più esposte.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.


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