Questa è la quarta lezione del secondo modulo del corso di formazione per insegnanti “EUPress”, incentrato sulle politiche europee relative all’economia e alla società digitali.

L’obiettivo di questa lezione è esplorare alcuni degli aspetti chiave di tre nuove tecnologie dirompenti: il cloud computing, l’intelligenza artificiale e l’Internet delle cose (IoT).

Nel suo intento di guidare il Decennio Digitale, l’Unione Europea ha presentato un’ampia agenda sulle tecnologie digitali avanzate, dall’intelligenza artificiale e il cloud computing al fiorente Internet delle cose (IoT). L’obiettivo: garantire che l’Europa non solo adotti tecnologie all’avanguardia, ma lo faccia su una base di fiducia, sicurezza e governance etica.

L’IA al primo posto: un modello affidabile basato sui valori dell’UE

L’Artificial Intelligence Act, il primo quadro giuridico al mondo sull’IA, classifica gli usi dell’IA in base al livello di rischio, vietando i casi inaccettabili e regolamentando le applicazioni ad alto rischio come la sorveglianza biometrica o la diagnosi medica.

La visione dell’UE: un’IA incentrata sull’uomo che supporti una migliore assistenza sanitaria, strade più sicure, l’individuazione delle frodi e servizi pubblici più intelligenti, senza compromettere i diritti.

Dati e cloud: costruire un mercato unico per l’informazione

I dati si stanno moltiplicando esponenzialmente, con una crescita prevista di cinque volte tra il 2018 e il 2025. Per sfruttare questo flusso di informazioni, l’UE ha adottato una strategia europea per i dati che responsabilizza individui e imprese, favorendo al contempo l’innovazione.

Tra le iniziative chiave figurano:

  • Il Data Governance Act – per facilitare la condivisione affidabile dei dati e potenziare gli spazi dati settoriali (ad esempio, energia, mobilità, sanità).
  • Un mercato unico europeo dei dati, in cui la libera circolazione dei dati è salvaguardata garantendo al contempo la sovranità dei dati a livello UE.
  • Una serie di leggi – come il prossimo Data Act – per garantire che il valore economico sia equamente condiviso e che i set di dati aperti siano accessibili in tutta l’Unione.

IoT e edge computing: il mondo fisico diventa digitale

Con oltre 41 miliardi di dispositivi IoT previsti entro il 2025, l’UE considera l’IoT la spina dorsale della trasformazione digitale nell’industria, nell’agricoltura, nella mobilità e nell’energia.

Ma la scalabilità comporta delle sfide: interoperabilità, sicurezza informatica e responsabilità in ambienti digitali complessi. Ecco perché la Commissione sta:

  • Promuovendo i sistemi di identificazione IoT a livello europeo,
  • Investendo 95 milioni di euro in progetti Horizon Europe su IoT e tecnologie emergenti,
  • Sostenendo spazi dati settoriali per l’agricoltura, l’energia, la mobilità e altri settori.

Una strategia intergovernativa per un Green Deal basato sulla tecnologia

L’implementazione tecnologica dell’UE non è un processo isolato: i programmi della DG CONNECT collaborano con le direzioni generali per l’energia, la mobilità, l’agricoltura e l’industria per allineare i programmi digitali al Green Deal e a REPowerEU.

Esempi:

  • Uno spazio comune europeo per i dati energetici per ridurre le emissioni e ottimizzare le reti
  • Uno spazio per i dati sulla mobilità a supporto di trasporti intelligenti e sostenibili
  • Strumenti per l’agricoltura digitale sviluppati congiuntamente per un’agricoltura più intelligente e più ecologica

Poiché le tecnologie avanzate continuano a plasmare la competizione globale, la Commissione europea sta posizionando l’UE non solo come adottante di tecnologie, ma come definitore di standard, dove regolamentazione, innovazione e strategia si rafforzano a vicenda.

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