Gli studenti delle scuole superiori francesi in protesta hanno appiccato il fuoco ad almeno due istituti nella giornata di ieri (1 ottobre), mentre alcuni insegnanti sono stati accidentalmente raggiunti dalla benzina in una terza scuola, secondo quanto riferito dalle autorità. Le mobilitazioni legate alla carenza di personale e alle condizioni fatiscenti degli edifici scolastici stanno diventando teatro di scontri sempre più violenti.
Al liceo Victor Hugo di Marsiglia, alcuni insegnanti sono stati accidentalmente raggiunti dalla benzina mentre uno studente tentava di versarla in un bidone della spazzatura, hanno riferito le autorità locali. In precedenza, la procura aveva dichiarato che gli insegnanti erano stati aggrediti e “cosparsi di benzina”.
In un’altra scuola della città, il liceo Saint-Exupéry, centinaia di giovani hanno circondato un’autopompa dei vigili del fuoco arrivata sul posto per spegnere un incendio divampato in mattinata, ha riferito la polizia. Gli aggressori hanno costretto i vigili del fuoco ad abbandonare il mezzo, per poi dargli fuoco. Un altro incendio ha colpito una scuola nella città occidentale di Nantes, hanno riferito i vigili del fuoco.
Il ministro dell’Istruzione francese Édouard Geffray ha dichiarato che oggi (2 ottobre) incontrerà, in successione, i rappresentanti dei sindacati del personale scolastico, delle associazioni dei genitori e delle associazioni studentesche.
Il premier convoca una riunione di crisi
Le manifestazioni e i blocchi, iniziati la scorsa settimana, sono diventati un punto di forte tensione politica in un momento delicato per il governo, che giovedì ha annunciato una serie di profondi e impopolari tagli alla spesa nell’ambito della legge di bilancio per il 2027.
L’ufficio del primo ministro Sébastien Lecornu ha convocato ieri pomeriggio una riunione di crisi sulle proteste, che hanno provocato il ferimento di decine di persone. Secondo le autorità, centinaia di persone sono state inoltre arrestate, per la maggior parte adolescenti.
Nella periferia parigina di Saint-Denis, gruppi di giovani si sono radunati davanti a una linea di agenti di polizia. Uno studente ha sollevato un cartello con la scritta: “Possiamo spiegare le nostre ragioni senza essere colpiti dai lacrimogeni?”.
Gli studenti hanno accusato la polizia di utilizzare tattiche eccessivamente dure, compreso il ricorso ai gas lacrimogeni. Il governo ha condannato le violenze verificatesi durante alcune delle proteste, ma ha riconosciuto che le difficoltà degli istituti superiori devono essere prese in considerazione e affrontate.
Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha dichiarato che, in alcune località, gruppi di facinorosi si sposterebbero da una scuola all’altra per fomentare la violenza.
Geffray ha chiesto alle scuole di svolgere le lezioni a distanza qualora i manifestanti impedissero l’accesso agli edifici. “La violenza non impedirà ai nostri studenti di esercitare il loro diritto fondamentale all’istruzione”, ha scritto in un post sulla piattaforma social X.
A Nantes, Olivier Chateau, vicesindaco della città, ha dichiarato all’emittente franceinfo che l’incendio al liceo Nelson Mandela era sotto controllo e che non si erano registrati feriti. Le persone presenti nell’edificio erano state evacuate, mentre agli studenti che avrebbero dovuto raggiungere la scuola era stato impedito di entrare, ha aggiunto. L’ufficio del sindaco ha rifiutato di fornire ulteriori commenti.
Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ha pubblicato un post su un episodio violento avvenuto nel XX arrondissement di Parigi, dove una giovane tenente della polizia è stata inseguita, fatta cadere e presa a calci da diverse persone durante un’operazione per il mantenimento dell’ordine in avenue Gambetta. Durante l’aggressione, gli assalitori avrebbero gridato: “Wallah, tuez-la!”, ossia “Lo giuro su Dio, uccidetela!”.
L’agente ha riportato ferite lievi, ma è rimasta sotto shock dopo essere stata isolata dal resto dei colleghi. I video dell’inseguimento si sono rapidamente diffusi sui social media, suscitando indignazione tra i sindacati di polizia e gli esponenti della destra.
Bardella ha presentato l’aggressione come una prova del declino della Francia, che a suo avviso sarebbe dovuto a politiche troppo permissive e all’immigrazione di massa, chiedendo una risposta più decisa da parte dello Stato di fronte alla violenza urbana.
Marine Le Pen, indicata come una delle principali candidate alla presidenza, ha attribuito dieci anni di governo di Emmanuel Macron alla trasformazione della Francia in un Paese caratterizzato da un’insicurezza divenuta endemica, accusando il governo di debolezza dello Stato e di incapacità di proteggere i cittadini di fronte all’aumento della violenza.
In un post su X, Le Pen ha citato recenti dati del ministero dell’Interno che mostrerebbero forti aumenti dal 2017, tra cui +204% per stupri e tentati stupri, +120% per le violenze fisiche intrafamiliari, +110% per le violenze sessuali diverse dallo stupro e +84% per i tentati omicidi.
Le Pen presenta il suo partito, il Rassemblement National, come impegnato a ripristinare l’autorità dello Stato senza esitazioni per contrastare la “spirale della violenza” e porre fine al disordine.
Jean-Luc Mélenchon, candidato della sinistra radicale alle elezioni presidenziali, ha espresso preoccupazione per la violenza della polizia durante le proteste studentesche, citando il caso di un giovane che avrebbe perso la vista da un occhio e invitando i genitori a mostrare empatia, ribadendo al contempo l’impegno di La France Insoumise per forme di mobilitazione non violente.
Mélenchon ha criticato la strategia del governo di attribuire la responsabilità agli oppositori, definendola un errore che avrebbe favorito l’espansione della mobilitazione anziché contribuire a risolvere i problemi strutturali delle scuole.
Il partito di Mélenchon è ampiamente criticato per aver incoraggiato le proteste. Renaissance, il partito di Gabriel Attal, uno dei candidati centristi alla presidenza, ha definito Mélenchon “Piromane della Repubblica”.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

