Cinquantuno annunci, nuovi ordini per Ariane 6, investimenti nelle costellazioni satellitari e l’accelerazione del progetto Bromo, destinato a riunire le attività spaziali di Airbus, Thales e Leonardo. Sono questi alcuni dei risultati emersi dall’International Space Summit di Parigi organizzato da Francia e Germania e che mostra il tentativo europeo di ridurre il divario con Stati Uniti e Cina e trasformare la sovranità spaziale da obiettivo politico in capacità industriale.
La prima edizione del vertice, organizzata il 9 e 10 settembre, ha riunito rappresentanti di 90 Paesi e organizzazioni internazionali, circa 60 dei quali rappresentati a livello di capo di Stato, capo di governo o ministro, insieme a quasi 1.100 imprese. A pesare tuttavia sull’evento è stato però non solo il boicottaggio dei colossi statunitensi su ordine della presidenza USA, ma anche l’assenza dei leader dei due principali Paesi UE attivi nel settore spaziale: il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e la premier italiana Giorgia Meloni. Uno dei nodi riguarda l’approccio totalmente europeo proposto da Macron che vede la Germania più restia a rinunciare all’accesso a SpaceX, soprattutto per applicazioni legate alla sicurezza.
A indicare la posta in gioco di fronte a una ritrosia degli stati ancora restii ad avviare una integrazione a livello europeo è stata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Quando Galileo fu proposto per la prima volta, più di 25 anni fa, alcuni si chiedevano perché l’Europa avesse bisogno di un proprio sistema, visto che il GPS esisteva già. Ma i leader europei compresero che alcune capacità sono troppo importanti per dipendere dagli altri”, ha ricordato.
Per questo, ha aggiunto, gli europei “scelsero di costruire insieme ciò che nessuno Stato membro avrebbe potuto costruire da solo, di pensare con decenni di anticipo, di investire su larga scala, di agire come un’unica Europa”. Una scelta che secondo von der Leyen si ripropone oggi: “Galileo sostiene la nostra economia e dà all’Europa la libertà di agire in modo indipendente. E oggi ci troviamo nuovamente davanti alla stessa scelta”.
Un mercato verso i 1.800 miliardi di dollari
La partita non riguarda soltanto l’autonomia strategica. Secondo i dati citati dalla presidente della Commissione, il valore dell’economia spaziale mondiale dovrebbe quasi triplicare entro il 2035, passando dagli attuali 630 miliardi di dollari a circa 1.800 miliardi.
“L’Europa parte da una posizione di forza. Abbiamo tecnologie all’avanguardia, talenti di livello mondiale e una solida base industriale spaziale. Ma essere forti oggi non garantisce di essere leader domani”, ha avvertito von der Leyen. “Per restare in prima linea, l’Europa deve agire insieme, investire su larga scala e trasformare il nostro mercato in un vantaggio competitivo”.
La Commissione punta anche ad aumentare drasticamente le risorse pubbliche. Attraverso il fondo Cassini intende mobilitare 2 miliardi di euro di capitale di rischio per le aziende spaziali, mentre il nuovo Scaleup Europe Fund dispone di 5 miliardi per le tecnologie strategiche. Nella proposta per il prossimo bilancio pluriennale dell’UE, inoltre, Bruxelles ha messo sul tavolo 131 miliardi di euro per difesa, sicurezza e spazio, cinque volte le risorse attualmente disponibili.
Macron vuole un’Europa capace di mandare autonomamente astronauti nello spazio
Il padrone di casa ha rilanciato la necessità di una “governance condivisa” dello spazio, esortando le nazioni europee a collaborare per sviluppare le proprie capacità spaziali sovrane congiunte.
“Lo spazio extra-atmosferico rimane l’unico grande bene comune globale non soggetto a regolamentazioni commisurate alla posta in gioco”, ha affermato. “Una governance condivisa è necessaria per affrontare queste sfide”, ha affermato il presidente francese, che ha definito il settore spaziale europeo “fragile”, ma ha insistito sul fatto che potrebbe diventare un attore di primo piano a livello mondiale. Macron ha annunciato investimenti per circa 20 miliardi di euro a favore dell’industria spaziale europea e ha esortato il blocco a sviluppare un proprio programma di voli spaziali con equipaggio.
Secondo Macron l’Europa deve alzare ulteriormente l’ambizione e sviluppare una propria capacità per il volo spaziale umano, settore nel quale oggi dipende da sistemi non europei per portare i propri astronauti in orbita.
“Vogliamo che l’Europa dimostri la propria ambizione nel campo del volo spaziale umano”, ha affermato Macron, riconoscendo che “il nostro programma spaziale europeo resta fragile e dobbiamo intensificare i nostri sforzi”.
Il messaggio si inserisce nella linea sostenuta dal presidente francese già alla vigilia del vertice: costruire una “Europa potenza, indipendente anche nello spazio”.
Da tempo l’Agenzia spaziale europea (ESA) sta valutando opzioni che permettano al continente di ridurre la dipendenza dai vettori statunitensi per il trasporto degli astronauti, mentre ArianeGroup sostiene che Ariane 6 sarebbe tecnicamente in grado di effettuare missioni con equipaggio.
Amazon punta su Ariane 6
L’annuncio industriale più significativo del vertice è giunto da Amazon. La costellazione Amazon Leo ha ordinato ad Arianespace altri sei lanci con Ariane 64, la configurazione ad oggi più potente di Ariane 6.
L’accordo porta da 18 a 24 il numero complessivo delle missioni affidate da Amazon al lanciatore europeo entro il 2031. I sei voli aggiuntivi inizieranno nel 2029.
Macron ha accolto pubblicamente l’accordo durante il summit. Per l’industria europea, il contratto assume un significato che va oltre il singolo cliente, consentendo di aumentare il portafoglio di Ariane 6 proprio a fronte di una richiesta di un maggiore utilizzo dei vettori europei.
“Con Ariane 6 e Vega-C, l’Europa dispone di proprie capacità di lancio”, ha ricordato la presidente della Commissione, annunciando con l’ESA una nuova visione europea per l’accesso allo spazio che prevede di aggregare la domanda pubblica europea e utilizzare le istituzioni come clienti di riferimento dei lanciatori continentali.
“È così che manterremo in Europa un’industria competitiva del trasporto spaziale e conserveremo il nostro accesso indipendente allo spazio”, ha spiegato.
Guardando a un futuro “campione” europeo
Il summit ha messo anche al centro la necessità di campioni europei come indicato dal progetto Bromo con cui Airbus, Thales e Leonardo intendono riunire le rispettive attività satellitari. Il progetto è stato richiamato da von der Leyen nel suo discorso che lo ha collegato direttamente alla revisione della politica europea sulla concorrenza. “Le nostre imprese non competono più principalmente su scala nazionale o europea. Competono con aziende a livello globale. Le nostre politiche devono riflettere questa realtà”, ha sostenuto.
“Abbiamo proposto nuove linee guida sulle fusioni affinché riconoscano che le imprese europee hanno bisogno di dimensioni adeguate per investire e competere a livello globale. È precisamente ciò che Airbus, Thales e Leonardo stanno cercando di ottenere con la loro joint venture proposta, chiamata Bromo. Sono questi i tipi di campioni industriali di cui abbiamo bisogno se l’Europa vuole essere leader nell’economia spaziale di domani”.
In fase di pianificazione da alcuni anni, il progetto Bromo è stato annunciato ufficialmente nel 2025 e ora, nonostante il miglioramento della situazione degli ordini, dovrà essere notificato alla Commissione europea a Bruxelles, come ha confermato l’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, in una recente intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt. Entro la fine dell’anno le tre aziende intendono firmare il contratto quadro giuridicamente vincolante per la joint venture prevista. Entro la metà del 2027 l’UE dovrebbe pronunciarsi sulla mega-fusione, dopodiché la nuova società potrebbe iniziare la propria attività.
Nuovi accordi e progetti
Gli annunci del summit non si limitano ad Amazon. Secondo l’Eliseo, durante la prima giornata sono stati presentati 51 accordi e progetti per un valore complessivo vicino ai 20 miliardi di euro di cui 5 miliardi di nuovi contratti e nuovi investimenti, mentre 15,7 miliardi riconducibili alla concessione IRIS² già annunciata dalla Commissione europea.
Tra gli altri annunci figurano un investimento da un miliardo di dollari di Marlan Space per 50 satelliti di osservazione realizzati da Loft Orbital e dotati di tecnologie di intelligenza artificiale di Mistral AI e i 450 milioni di dollari raccolti da The Exploration Company, che sta sviluppando la capsula cargo riutilizzabile Nyx.
IRIS² rappresenta invece uno dei pilastri dell’autonomia europea nelle comunicazioni satellitari. Nel suo intervento, von der Leyen ha annunciato che il progetto è stato accelerato e che la costellazione è stata ampliata a oltre 350 satelliti, con capacità aggiuntive destinate a difesa, sicurezza e servizi di emergenza. I primi satelliti dovrebbero essere lanciati dal 2029.
“Fino ad allora stiamo già mettendo insieme le capacità esistenti per fornire comunicazioni sicure”, ha spiegato. “Perché, in una crisi, l’Europa deve poter disporre della connettività alle proprie condizioni”.


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