L’ascesa senza precedenti del partito di estrema destra Alternative fur Deutschland ha cambiato non solo il land della Sassonia-Anhalt, “ma l’intera Germania”. A dirlo è il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, commentando in conferenza stampa la vittoria di AfD alle elezioni regionali di domenica 6 settembre in Sassonia-Anhalt con quasi il 44% dei voti e la sonora sconfitta dell’unione cristiano democratica (17,2%) e dei social democratici (9,3%), in una tornata elettorale che ha visto aumentare anche i consensi per il partito di sinistra anti-sistema Bünd Sahra Wagenknecht (BSW) che potrebbe risultare l’ago della bilancia per la formazione di un eventuale governo.

“Siamo tutti profondamente scioccati. Non ci aspettavamo un esito del genere”, ha affermato Merz, il quale ha però assicurato che la resa “non è un’opzione”.

Presentandosi in conferenza stampa con il governatore uscente sconfitto, Sven Schulze, a Berlino, Merz ha avvertito che “ci saranno ripercussioni”.

“Dobbiamo naturalmente accettarlo: sono le regole della nostra democrazia. Ma con la giornata di ieri qualcosa è cambiato non solo nella Sassonia-Anhalt, ma in tutta la Germania. E questo risultato elettorale avrà delle ripercussioni. Ha ripercussioni anche sulla situazione internazionale”, ha aggiunto Merz, ammettendo che quella avvenuta domenica “è la più pesante sconfitta elettorale che la CDU abbia subito da anni, anzi da decenni”.

“Al momento ho molte cose a cui pensare, ma non alle elezioni federali del 2029”, ha voluto sottolineare Merz. “Sto riflettendo intensamente su come possiamo ritrovare la strada verso un successo politico comune. Per me, arrendermi non è un’opzione”, ha affermato il cancelliere tedesco.

Alle elezioni federali di aprile 2025 vinte dalla CDU con il 28,6%, AfD aveva raggiunto già un risultato storico ottenendo il 20,8%, divenendo seconda forza in Germania. In un primo tempo, le aspettative suscitate dalla coalizione formata da CDU ed SPD guidata da Merz per un cambio di rotte sul fronte economico, avevano fatto sperare in un suo arretramento o quanto meno in un confinamento all’opposizione. Ma la crisi economica provocata dalla fortissima concorrenza cinese e dalla situazione geopolitica internazionale, oltre alle pressioni migratorie, ha portato Merz e la sua coalizione verso un costante declino nei sondaggi, passando da un minimo storico all’altro. Più recentemente, il sondaggio di Trendbarometer di RTL e n-tv ha mostrato che il 78% degli intervistati ha ritenuto che stesse svolgendo il suo lavoro di cancelliere peggio di quanto si aspettassero, con il 59% degli elettori della CDU/CSU è rimasto deluso dall’operato di Merz come cancelliere.

A Mosca “particolare” gioia per la vittoria di AfD

Nella conferenza stampa, Merz ha anche fatto notare a chi starebbe giovando l’ascesa di AfD che giunge in un momento di crescenti attacchi ibridi da parte della Russia, che secondo Berlino sarebbe direttamente coinvolta nel tentato attacco avvenuto lo scorso 4 agosto all’aeroporto di Lipsia.

Non a caso, la vittoria dell’AfD è stata accolta con favore in Russia. Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo per la cooperazione economica internazionale, ha definito il risultato un’umiliazione per la coalizione di Friedrich Merz, sostenendo che “i tedeschi hanno parlato e la Germania si è svegliata”. La stampa russa ha inoltre dato ampio spazio alle parole del leader dell’AfD Tino Chrupalla, che ha promesso di lavorare per il ripristino delle relazioni con Mosca e per un cambiamento della politica delle sanzioni.

Le elezioni in Sassonia-Anhalt sono state seguite con grande attenzione anche a livello internazionale, ma le istituzioni tedesche sono “solide e capaci di difendersi”, ha voluto chiarire Merz aggiungendo, senza tuttavia nominare la Russia, che “a 2.500 chilometri da qui, verso est, c’è particolare gioia per questo risultato elettorale”. “È chiaro con chi abbiamo a che fare”, ha aggiunto. Secondo il cancelliere, l’obiettivo della leadership russa è “la destabilizzazione dell’ordine dei valori di quello che un tempo chiamavamo Occidente”. “Questo ordine dei valori non è negoziabile”, ha affermato.

La Germania ha bisogno di “riforme fondamentali”

Nel suo discorso Merz ha ribadito che per rispondere all’ascesa dell’estrema destra che ha cavalcato il malcontento derivante dalla crisi, la Germania ha “bisogno di riforme fondamentali”. Secondo Merz, una delle ragioni dell’insoddisfazione pubblica risiede nell’incapacità del governo di comunicare le proprie politiche in modo sufficientemente coinvolgente ed emozionante. In futuro, la CDU, insieme all’SPD, intende creare una “narrazione” più efficace per raggiungere questo obiettivo.

Merz ha affermato di voler anche “rendere giustizia personalmente” al risultato elettorale nelle prossime settimane e di vedere una società “desiderosa di sconvolgimento” e di “cambiamento fondamentale”. Secondo lui, la necessità di un compromesso deve essere sottolineata con maggiore forza.

Il cancelliere ha inoltre cercato di rassicurare l’opinione pubblica in seguito alla sconfitta elettorale. In generale, l’AfD dovrebbe in molti ambiti seguire la linea dettata dal governo federale. Ciò vale anche per le politiche relative ai cittadini stranieri e all’immigrazione. Esiste un principio di “lealtà federale”.

Schulze, il principale candidato della CDU, ministro-presidente della Sassonia-Anhalt e presidente della CDU nello stato, vuole anch’egli trarre insegnamenti dal risultato elettorale, sebbene non abbia fornito dettagli specifici.

La notizia giunge mentre si fanno sempre più insistenti le richieste di dimissioni di Schulze. La Young Union (JU) della Sassonia-Anhalt ha chiesto le dimissioni dell’intera dirigenza della CDU nello stato, come riportato dalla rivista “Stern”, citando una risoluzione adottata dalla JU Sassonia-Anhalt.

Schulze ha ribadito che il mandato per formare un governo spetta ora all’AfD.

“Nel complesso, questa è una giornata che ci ha profondamente scossi, non solo in Sassonia-Anhalt”, ha affermato. Nel suo collegio elettorale, ha aggiunto, il suo risultato è stato il doppio rispetto alla performance a livello statale della CDU.

Tanto tuonò che piovve. Sarebbe ora di aprire l’ombrello

Siegmund tende la mano agli altri partiti, i rossobruni di BSW potrebbero essere decisivi

Nonostante il risultato senza precedenti, l’AfD non dispone della maggioranza assoluta nel Landtag: con il 43,8% dei voti ha conquistato 39 degli 83 seggi, tre in meno dei 42 necessari per governare da sola. Il candidato alla presidenza del Land – il quinto più piccolo della Germania con circa 2,12 milioni di abitanti – Ulrich Siegmund, ha quindi immediatamente aperto alla possibilità di colloqui con le altre forze politiche, pur assicurando che il partito intende rimanere “fedele a se stesso” e al proprio programma, a partire da immigrazione e sicurezza interna.

“Non sto sbattendo la porta contro nessuno né sto costruendo muri, al contrario di altri che ci hanno permesso di arrivare fino a qui”, ha dichiarato Siegmund, con un riferimento alla “Brandmauer”, il cordone sanitario mantenuto finora dalle altre forze politiche tedesche nei confronti dell’AfD. Il candidato dell’estrema destra ha inoltre confermato che i primi contatti sono già iniziati: “Naturalmente, già durante la notte abbiamo discusso di questo sviluppo con colleghi di altri partiti”.

Una linea sostenuta anche dai vertici nazionali dell’AfD. “Invieremo proposte di dialogo a tutti. Si vedrà chi ci darà una mano”, ha affermato il co-presidente Tino Chrupalla, invitando in particolare la CDU a fare un “esame di coscienza” dopo il crollo al 17,2%. La strategia dell’AfD è dunque quella di provare a scalfire la Brandmauer, verificando se il terremoto elettorale possa spingere singoli esponenti o altre forze politiche ad aprire un confronto.

Un primo terreno di convergenza potrebbe emergere con il Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW), entrato nel Landtag con il 5,3% e cinque seggi, superando la soglia di sbarramento. Finora, la Wagenknecht non ha aperto alla formazione di una coalizione con l’AfD, ma ha indicato la possibilità di costruire maggioranze parlamentari sui singoli dossier. “Ora, si spera, ci siano maggioranze nel Landtag a favore di un cambio di rotta nella politica energetica, della fine delle sanzioni contro la Russia, di un’istruzione migliore e di una riforma radicale dell’emittenza pubblica”, ha affermato. “Il BSW desidera avvalersi di queste maggioranze per migliorare la vita delle persone”, ha aggiunto secondo quanto riportano i media tedeschi.

Proprio Russia e Ucraina rappresentano uno dei principali terreni di convergenza tra le due formazioni. Sia il BSW sia l’AfD contestano le sanzioni contro Mosca e il sostegno militare a Kyiv, anche se partono da tradizioni politiche profondamente diverse. Un’eventuale collaborazione parlamentare sui singoli provvedimenti potrebbe quindi consentire all’AfD di esercitare un’influenza sul Landtag anche senza riuscire a costruire una maggioranza di governo.

Serve un cambio di passo per la seconda metà della legislatura

Il terremoto della Sassonia-Anhalt rischia di produrre le conseguenze politiche più importanti a Berlino. Secondo un’analisi della Süddeutsche Zeitung, Merz sarebbe uno dei grandi “perdenti” delle elezioni nel piccolo Land.

Per il quotidiano di Monaco il risultato rappresenta addirittura “una cesura nella storia della Repubblica federale” e non può essere spiegato semplicemente con l’incapacità del governo di comunicare efficacemente le proprie politiche.

Il quotidiano contesta una delle interpretazioni avanzate dal cancelliere dopo la sconfitta. Il problema non sarebbe soltanto la mancanza di una “narrazione” capace di raggiungere emotivamente gli elettori: una parte consistente dell’elettorato rifiuterebbe quanto offerto finora dal governo CDU/CSU-SPD e accuserebbe Merz di non aver mantenuto le promesse formulate prima delle elezioni federali, dagli sgravi fiscali al cambio di passo dell’economia.

Secondo l’analisi, il cancelliere avrebbe inoltre contribuito personalmente ad alimentare il distacco da una parte dell’elettorato. Le ripetute dichiarazioni sulla necessità di lavorare di più e sull’abuso dei congedi per malattia avrebbero rafforzato in molti tedeschi la sensazione di essere “trattati con condiscendenza e sottovalutati” dal governo. Il risultato è che, di fronte alla campagna elettorale “emotiva e post-fattuale” dell’AfD, la CDU non soltanto non avrebbe ancora trovato una risposta efficace, ma avrebbe “un problema in più nella figura di Friedrich Merz”.

Il quotidiano contrappone questa difficoltà alla promessa con cui Siegmund ha condotto la propria campagna: restituire agli elettori una “vecchia e sicura Germania”. Una rappresentazione nostalgica che, secondo l’analisi firmata da Henrike Roßbach, rimanda in realtà a un Paese mai esistito, soprattutto considerando le profonde difficoltà economiche e sociali attraversate dalla Sassonia-Anhalt dopo la riunificazione. Ma proprio la capacità dell’AfD di trasformare questa nostalgia in una promessa politica avrebbe trovato terreno fertile nel malcontento verso il presente.

La “Süddeutsche” descrive il cancelliere alle prese con un “mix tossico” composto da “impopolarità da record, pressione reale al cambiamento, minacce esterne, paura del futuro e risentimento per il presente”. Ma mette contemporaneamente in guardia da una crisi politica a Berlino: la caduta del cancelliere o la dissoluzione del governo federale rappresenterebbero, secondo il quotidiano, “il trionfo definitivo dell’AfD”. La sfida del leader della CDU è dunque trasformare nei prossimi due anni la sconfitta in un’accelerazione delle riforme senza mettere a rischio la tenuta della coalizione.

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