A partire da giovedì prossimo, l’Unione Europea sospenderà le importazioni di alcuni prodotti di origine animale dal Brasile, secondo quanto comunicato dalla Commissione Europea. Il divieto temporaneo riguarda la carne bovina, la carne di pollame, le uova, il miele, la carne di cavallo e i prodotti dell’acquacoltura.

Già a maggio il Brasile era stato escluso dall’elenco UE dei paesi autorizzati all’esportazione, poiché non era in grado di garantire il rispetto dei requisiti dell’Unione relativi all’uso di antibiotici negli animali da cui proviene la carne esportata.

Allo stesso tempo, in Brasile è in corso un audit dell’Unione europea che potrebbe aprire la strada alla riammissione sul mercato dell’Unione del pollame e del miele brasiliani. Secondo RMF FM, l’ispezione si concluderà il 4 settembre, ovvero dopo l’entrata in vigore del divieto.

«Il Brasile è un partner importante dell’UE e stiamo collaborando in modo stretto, costruttivo e positivo con le autorità brasiliane per garantire il rispetto di tali requisiti. Una volta dimostrata la conformità, le esportazioni verso l’UE potranno riprendere», ha comunicato l’ufficio stampa della Commissione europea, citato dall’agenzia AFP.

Pollame e carne bovina

Per quanto riguarda il pollame e il miele, è in corso un audit che dovrebbe concludersi venerdì. Se l’esito sarà positivo e gli Stati membri dell’UE daranno il loro consenso, le esportazioni di pollame brasiliano verso l’Unione potrebbero riprendere nelle prossime settimane. Potrebbe richiedere più tempo la ripresa delle importazioni di carne bovina (lo scorso anno le esportazioni di questa carne verso l’Unione hanno superato le 92.000 tonnellate, per un valore di oltre 713 milioni di euro) e di uova, che per il momento non sono oggetto di verifica.

La Brasile, infatti, non è in grado di fornire le garanzie richieste riguardo al rispetto delle norme dell’Unione durante l’intero ciclo di vita degli animali da cui provengono i prodotti destinati all’esportazione. L’eventuale proposta della Commissione europea dovrà ancora essere approvata con voto dagli Stati membri dell’UE.

A gennaio l’UE ha firmato un accordo di libero scambio con i paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), che ha suscitato critiche da parte di una parte del settore agricolo dell’Unione, tra cui la Polonia. Gli agricoltori temevano infatti un aumento delle importazioni di prodotti di bassa qualità, che rappresentavano una minaccia non solo per il settore, ma anche per la salute dei consumatori.

Leggi qui l’articolo originale di Focuseurope.pl.

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